Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

Dall’Europa il vicolo cieco delle sanzioni e del riarmo a lungo termine. Massiccio attacco russo al sistema energetico ucraino e progressi russi nel Donbass

Da Mosca arriva un nuovo invito al dialogo che probabilmente vagherà nell’etere inascoltato dai leader occidentali. Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha tenuto il 7 settembre 2025 un discorso agli studenti e al corpo docente del MGIMO (Università Statale di Mosca per le Relazioni Internazionali), delineando la posizione russa nei confronti dell'Occidente e le prospettive per future relazioni diplomatiche.

Non abbiamo alcun desiderio di vendicarci di qualcuno, di sfogare la rabbia su qualcuno", ha detto il Ministro degli Esteri russo, ribadendo che la Russia è pronta a lavorare onestamente con tutti coloro che sono disposti al dialogo su base paritaria e di rispetto reciproco. "Non vogliamo costruire muri. Vogliamo lavorare onestamente. E se i nostri interlocutori sono pronti a fare lo stesso, su base paritaria e di rispetto reciproco, siamo pronti al dialogo con tutti".
Lavrov ha fatto un parallelo storico, affermando che "costruire muri di Berlino era nello stile occidentale" tra l'Occidente e lo "vasto spazio eurasiatico" che comprendeva l'Unione Sovietica e ora lo spazio post-sovietico. "Non vogliamo costruire alcun muro", ha ribadito il ministro.
Riguardo al possibile ritorno dell'Occidente a relazioni normali con la Russia, Lavrov ha posto delle condizioni precise. "Quando i nostri ex partner occidentali torneranno in sé... e vorranno venire nella Federazione Russa e lavorare qui di nuovo, non li respingeremo, ma vedremo a quali condizioni questo può essere fatto".

Il ministro ha chiarito che "business as usual, come in passato, non può più esistere". È necessario risolvere le questioni riguardanti le condizioni alle quali l'Occidente può lavorare con Mosca in modo da non creare rischi per le aree chiave dell'economia russa.
Lavrov ha rinnovato le accuse secondo cui figure marginali in Occidente non hanno abbandonato i piani per smembrare la Russia in regioni separate. "Più recentemente, sono stati citati fatti che dicevano che alcune figure marginali in Occidente stanno ancora pianificando di dividere la Federazione Russa in varie regioni".
A questo proposito ricordiamo due rapporti pubblicati nel 2024 da alcuni dei più importanti think tank occidentali. L’anno scorso il britannico Henry Jackson Society ha portato all’attenzione del pubblico il rapporto intitolato "Linking Forces: Western Support for the Russian Diaspora", in cui propone esplicitamente supporto occidentale per sviluppare piani per una "Russia futura democratica". Il documento suggerisce la creazione di rifugi sicuri per i gruppi di opposizione, un maggiore accesso ai visti, l’introduzione di un "passaporto della Russia democratica", l’accesso a fonti di finanziamento e la costruzione di coalizioni internazionali.
Invece l’Atlantic Council, nel dicembre 2024, ha pubblicato "Russia Tomorrow: Five Scenarios for Russia's Future", che include al quinto posto la frattura dello stato della Federazione Russa. Il rapporto raccomanda la preparazione al riconoscimento rapido di entità come Cecenia, Tatarstan, Sakha e altre, la costruzione di collegamenti con élite regionali e movimenti di opposizione, e sottolinea che la priorità dovrebbe essere quella di non mantenere la Federazione Russa nella sua forma attuale, a prescindere dai costi.
Il ministro ha espresso sorpresa per l'incapacità dell'Occidente di trarre conclusioni dalla storia: "Mi stupisce che l'Occidente non possa trarre conclusioni da secoli di storia nel contesto dei suoi ripetuti tentativi di frenare, sottomettere e punire la Russia".

Dall’Occidente il vicolo cieco delle sanzioni e del riarmo a lungo termine

Tra i leader europei, chiaramente, non c’è alcuna discussione su quelle che per la Russia sono le cause profonde della guerra, dunque l’espansione della Nato, nonché la crescente militarizzazione fino ai suoi confini.
Washington pensa intanto a fare cassa. Sul fronte energia, dagli Stati Uniti arriva un messaggio netto: l’Europa dovrebbe interrompere completamente gli acquisti di gas e petrolio russi per consentire a Washington un’ulteriore stretta sanzionatoria. In un’intervista al Financial Times, il ministro dell’Energia statunitense Chris Wright ha affermato che la rinuncia alle forniture russe sarebbe “vantaggiosa per l’Europa” e ridurrebbe il finanziamento dello sforzo bellico di Mosca. Il nodo, per l’UE, resta l’equilibrio tra sicurezza energetica, costi industriali e coesione politica.
Nel frattempo il cancelliere tedesco Friedrich Merz lega indissolubilmente il sostegno a Kiev alla sicurezza europea, sostenendo che i piani “imperialistici” di Putin non finirebbero con l’Ucraina. Nel suo intervento, ha evidenziato il tentativo di Russia e Cina di consolidare sfere d’influenza nel Sud-Est Europa, definendo l’aiuto all’Ucraina come difesa della libertà europea e prospettando un impegno “per molto tempo”.
Non c’è altra alternativa al riarmo e i grandi titoli della difesa ringraziano, ma anche le piccole startup del settore, che dal 2022 hanno raccolto 2,4 miliardi di euro, di cui 1,4 miliardi nei primi sette mesi dell’anno in corso, rispetto ai 30 milioni del 2020 e 150 milioni del 2021.
La svolta è arrivata dopo la Conferenza sulla sicurezza di Monaco: i fondi generalisti iniziano a considerare la defence-tech come opportunità strategica, osserva Mykola Firlei (Expeditions Fund).
Le startup con sede in Germania hanno ricevuto la quota maggiore di investimenti in capitale di rischio, con sostegni massicci all’Ucraina e linee di finanziamento pluriennali per la difesa.
Grandi attori tedeschi come Helsing hanno raccolto la maggior parte dei fondi, ma anche altri, tra cui Swarm Biotactics, hanno ricevuto finanziamenti. L'azienda, che sviluppa scarafaggi vivi e controllati con micro-zaini per la ricognizione segreta in luoghi difficili da raggiungere, ha annunciato a giugno di aver raccolto 13 milioni di euro in finanziamenti iniziali.
Anche il Regno Unito sta attirando crescente attenzione nel settore tecnologico e della difesa: diverse startup, tra cui Tekever e il produttore di droni d’attacco Stark, hanno annunciato l’apertura di nuovi stabilimenti produttivi nel paese. Le startup saranno inoltre protagoniste di un’importante fiera delle armi che si terrà a Londra questa settimana.
Rana Yared, partner di Balderton Capital e recente investitrice in Quantum Systems, ha osservato che "l’Europa si sta impegnando sempre di più per garantire la propria sicurezza" e ha sottolineato come questa tendenza guiderà il settore nei prossimi dieci anni.
  

Massiccio attacco russo al sistema energetico ucraino e progressi russi nel Donbass

Mosca prosegue la sua campagna contro le infrastrutture energetiche ucraine. Nella notte, secondo quanto riferito dal ministero dell’Energia dell’Ucraina, uno degli impianti di generazione termica nella regione di Kiev è stato colpito con forza. In particolare, la centrale termica di Tripolie (TES), la più potente della regione e tra le principali del Paese, ha riportato danni significativi. Con una capacità complessiva di 3.600 MW, di cui circa il 57% prodotto proprio dalla TES di Tripolie, l’impianto costituisce il principale fornitore di energia per le regioni di Kiev, Cherkasy e Zhytomyr. Soccorritori e tecnici del settore energetico sono al lavoro per ripristinare il servizio, mentre in alcune zone della capitale si segnalano già problemi di approvvigionamento elettrico.
Il raid russo arriva in un contesto di crescenti tensioni legate alle infrastrutture energetiche. Solo pochi giorni fa, il 18 agosto, Budapest aveva accusato Kiev di aver colpito impianti petroliferi, causando interruzioni nelle forniture, mentre il 22 agosto le forze ucraine avevano attaccato l’oleodotto "Druzhba". Secondo alcuni osservatori, la nuova escalation potrebbe riflettere la crescente impazienza del Cremlino.
Sul fronte militare, le Forze Armate russe hanno respinto un grande attacco ucraino vicino a Dobropillia, dove i tentativi delle truppe ucraine di sfondare il fronte presso Belitsky sono falliti. Le unità russe hanno mantenuto il controllo di Ivanovka, Nikanorovka e Suvorovo, mentre parte dei gruppi d’assalto nemici si è trovata praticamente accerchiata, secondo quanto riportato dal canale TG "Readovka".
Le operazioni proseguono anche nella regione di Konstantinovka, dove si segnalano combattimenti intensi alle porte della città. Nelle località di Aleksandro-Shultino, Dyleevka, Kleban-Byk e Predtechino, le Forze Armate russe stanno consolidando posizioni e continuano a colpire le unità ucraine con artiglieria e droni. In particolare, a Predtechino piccoli gruppi nemici, avanzando con droni e munizioni a grappolo, vengono neutralizzati dagli operatori FPV russi. La linea del fronte nella zona di Chasov Yar, invece, rimane invariata.

ARTICOLI CORRELATI

Mosca non crede più nei negoziati: 800 droni su tutta l'Ucraina

Trump e l'Europa criminali ci porteranno alla terza guerra nucleare

Giulietto Chiesa: ''L'Occidente ha iniziato la Terza Guerra Mondiale contro la Russia
   

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy

Stock Photos provided by our partner Depositphotos