Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

A dirlo al Fatto Quotidiano è il giornalista Ambrosini, in possesso della missiva che conterrebbe rivelazioni inquietanti 

Appena tredici righe, scritte al computer su un singolo foglio: una lettera anonima che indicherebbe movente, mandanti ed esecutori del rapimento di Emanuela Orlandi, la quindicenne cittadina vaticana scomparsa nel giugno 1983. A darne notizia è Il Fatto Quotidiano, che nelle scorse ore ha precisato di averla visionata e che ora si troverebbe nelle mani degli inquirenti. Al suo interno figurerebbero nomi importanti, già emersi in passato durante le indagini e le testimonianze rese nel tentativo di far luce sulla scomparsa della giovane figlia di un commesso del Vaticano: alti prelati come monsignor Casaroli, esponenti della criminalità romana come Enrico De Pedis e persino figure influenti ai vertici della Santa Sede. A entrare in possesso della lettera è stato il giornalista Alessandro Ambrosini, che da anni si occupa del caso. Lo stesso giornalista ha sottolineato come il contenuto di questo documento si intrecci con altre piste emerse in passato, come i cinque fogli rinvenuti in Vaticano nel 2018 e resi pubblici da un altro giornalista, Emiliano Fittipaldi, nel libro Gli impostori: un documento contabile che mostrerebbe spese sostenute dal Vaticano per mantenere la giovane Orlandi a Londra tra il 1983 e il 1997.

Sempre secondo Ambrosini, nella lettera sarebbero presenti elementi che coincidono con rivelazioni fatte anni prima da Marcello Neroni, ex esponente della Banda della Magliana, intervistato da lui nel 2009. In quell’occasione, Neroni raccontò di legami tra criminalità romana, servizi segreti e figure di primo piano del Vaticano, arrivando a indicare nomi e motivazioni del rapimento. Quell’intervista sarebbe diventata pubblica solo nel 2022.

Per il giornalista, la lettera anonima - scritta nel 2018, forse da qualcuno interno alle forze dell’ordine o ai servizi segreti - confermerebbe esattamente quanto Neroni dichiarò tredici anni prima, senza che tali informazioni fossero mai circolate sui media fino al 2022. Restano alcune domande di fondo, ancora senza risposta: questa “verità” proviene dal sottobosco criminale o direttamente da ambienti istituzionali? E perché, proprio nel 2018, qualcuno avrebbe deciso di farla emergere?

Fatto sta che per il momento una sola cosa appare essere certa: a oltre quarant’anni dai fatti, la vicenda della sparizione di Emanuela Orlandi continua a rimanere sospesa tra versioni discordanti, intrighi di potere e legami oscuri tra malavita, apparati deviati dello Stato e Vaticano. Che sia proprio questa lettera anonima a far comprendere, soprattutto ai familiari della giovane Emanuela, cosa sia realmente accaduto quel 22 giugno 1983? La speranza, ovviamente, è questa.

 

ARTICOLI CORRELATI

 

Vaticano, due fascicoli potrebbero contenere la verità sulla scomparsa di Emanuela Orlandi

 

Caso Orlandi, Pelizzaro lascia la Commissione: ''Una talpa sta sabotando l’indagine''

 

Pietro Orlandi: ''Occorre sentire Neroni, affermazioni gravi su mia sorella e su Wojtyla''

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy

Stock Photos provided by our partner Depositphotos