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È un nuovo giorno di svolta nel panorama politico statunitense e traballa quella base ideologica e culturale che aveva sostenuto attivamente la campagna elettorale di Donald Trump. Questa volta Elon Musk, nel mezzo dello scontro sempre più acceso con il presidente, ha annunciato la formazione di un nuovo partito politico, l’America Party.
"Se volete un nuovo partito politico, lo avrete con un rapporto di 2 a 1!", ha scritto Musk in un post che arriva poco dopo la firma da parte del tycoon del suo "grande e bellissimo" disegno di legge per il taglio delle tasse e l’aumento della spesa pubblica. Una misura che Musk ha duramente osteggiato, dichiarando che avrebbe portato l'America alla bancarotta.
Un fulmine a ciel sereno in questa faida che preoccupa i repubblicani per la possibilità di vedersi compromesse le loro possibilità di proteggere la maggioranza alle elezioni di medio termine del Congresso del 2026.
Alla domanda su X su cosa lo avesse spinto a passare dall'amare Trump all'attaccarlo, Musk ha risposto: "Aumentare il deficit da 2.000 miliardi di dollari, già folli, sotto Biden, a 2.500 miliardi di dollari. Questo manderà in bancarotta il Paese".


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Elon Musk


La frattura tra i due è stata graduale, ma il punto di rottura principale è arrivato proprio ora con la recente approvazione del "One Big Beautiful Bill Act".
La nuova legge fiscale e di spesa firmata da Trump rende permanenti i tagli fiscali individuali introdotti nel 2017 e aumenta temporaneamente il tetto per la deduzione delle tasse statali e locali per i redditi medio-alti. Include anche detrazioni fiscali su mance, straordinari e interessi su prestiti auto, un incremento del credito d’imposta per figli e una nuova tassa dell’1% sulle rimesse di denaro inviate all’estero.
Sul fronte della spesa pubblica, la legge comporta tagli molto significativi ai programmi di assistenza come Medicaid e SNAP, imponendo nuovi requisiti di lavoro e spostando parte dei costi agli Stati. Complessivamente, si tratta di oltre 1.200 miliardi di dollari di riduzioni alla spesa sociale. Allo stesso tempo, vengono ridotti i crediti fiscali per l’energia pulita, mentre si favoriscono i combustibili fossili.
In ambito difesa e sicurezza, la legge prevede aumenti rilevanti dei finanziamenti per le forze armate, pari a 150 miliardi, nonché ulteriori fondi per la gestione dei confini e le deportazioni. Per quanto riguarda il debito pubblico, viene alzato il tetto di 5 trilioni di dollari, con una previsione di aumento del deficit federale compreso tra 2,8 e 3,4 trilioni entro il 2034, secondo l’analisi della CBO.
Altre disposizioni della legge includono restrizioni all’accesso a Medicaid per immigrati e persone transgender, modifiche ai prestiti studenteschi e nuove regole per le concessioni petrolifere su terre federali.


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Donald Trump


Una legge dai connotati fortemente ridistributivi che favorisce l’1% più ricco della popolazione, aumentando le disuguaglianze e le discriminazioni sociali. Secondo le stime, circa 11 milioni di persone rischiano di perdere la copertura sanitaria. Non a caso, i sondaggi mostrano che la maggioranza degli americani si oppone a questa legge, considerata da molti esperti come uno dei più grandi trasferimenti di ricchezza dai ceti più poveri ai più ricchi nella storia del Paese.
Una guerra interna, quella tra Musk ed il tycoon, che è sintomo di una crescente presa di distanze di Trump dal movimento MAGA (Make America Great Again).
Una frattura che si è palesata durante la guerra Iran-Israele quando, mentre il presidente sosteneva attivamente Tel Aviv, ordinando attacchi diretti contro i siti nucleari iraniani il 21 giugno, si acuivano le tensioni nella base conservatrice e isolazionista che aveva sostenuto il miliardario newyorchese.
Molti sostenitori MAGA, inclusi Tucker Carlson e Marjorie Taylor Greene, si sono opposti all'intervento militare americano, sostenendo che contraddiceva i principi "America First" del movimento. Una scissione che probabilmente ha contribuito alle tensioni tra Trump e il suo principale finanziatore della campagna elettorale.

Foto © Imagoeconomica

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