Non si ferma l’offensiva israeliana contro la Striscia di Gaza, ancora martirizzata dai bombardamenti che hanno provocato decine di vittime Nelle ultime ore, almeno 38 palestinesi sono morti a seguito degli attacchi dell’Idf. Tra questi c’è il portavoce di Hamas Abdel-Latif al-Qanoua, ucciso a seguito di un raid Jabalia.
Uno degli episodi più drammatici si è verificato in un mercato affollato nella città di Gaza, dove un bombardamento ha ucciso almeno sette persone. Le immagini diffuse sui social media e verificate da Al Jazeera mostrano scene di caos e terrore: corpi a terra martoriati, banchi di frutta e verdura distrutti, civili che cercano disperatamente di soccorrere i feriti.
In un video particolarmente scioccante, un uomo sanguinante e disorientato cerca di rialzarsi mentre intorno a lui si muovono altre persone in preda al panico. I feriti vengono trasportati verso l'ospedale al-Ahli su mezzi di fortuna, tra cui rimorchi per motociclette e camioncini. A causa della gravità delle immagini, molte testate hanno scelto di non diffonderle, ma la realtà che descrivono è innegabile: a Gaza la popolazione civile è sotto un incessante fuoco di artiglieria, droni e aerei.
Gli ospedali dell’enclave, già al collasso da mesi, sono sovraccarichi di feriti e mancano di medicine, elettricità e personale. Solo la scorsa settimana, otto operatori dell'UNRWA sono stati uccisi in bombardamenti israeliani.
"I genitori non riescono a trovare cibo per i loro figli. I malati sono senza medicine. I prezzi sono alle stelle. La fame sta aumentando mentre incombe il rischio di epidemie", ha dichiarato Philippe Lazzarini, capo dell'agenzia ONU per i rifugiati palestinesi. La situazione è particolarmente critica a Rafah, dove le forze israeliane hanno circondato il quartiere di Tal as-Sultan, bloccando anche l'accesso alle ambulanze. La Mezzaluna Rossa Palestinese ha denunciato la scomparsa di nove soccorritori inviati nella zona, accusando Israele di non aver garantito loro un corridoio sicuro.
Intanto, il Programma Alimentare Mondiale (WFP) lancia l'allarme su una nuova ondata di malnutrizione che potrebbe colpire centinaia di migliaia di persone, mentre l'UNRWA denuncia che da oltre tre settimane nessun aiuto umanitario riesce a entrare nell'enclave assediata.
Con il blocco totale degli aiuti, infatti, la situazione alimentare sta diventando disperata. Prima del cessate il fuoco, 600 camion al giorno entravano a Gaza con cibo e medicine, mentre ora nemmeno uno.
Nonostante ciò, i palestinesi cercano di mantenere una parvenza di normalità in vista dell’Eid al-Fitr, la festa che conclude il Ramadan. A Jenin, nella Cisgiordania occupata, i mercati sono affollati di persone che comprano palloncini e giocattoli per i bambini, mentre a Gaza le famiglie sfollate cercano di preparare un pasto dignitoso per l’iftar (la cena che rompe il digiuno).
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