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Pietro Orlandi: “Se mi dovesse succedere qualcosa, vorrebbe dire che avevo ragione su tutto”

Giuseppe Dioguardi, ex maresciallo dell'Aeronautica, l'ho incontrato ad agosto scorso e mi ha detto di essere stato testimone di un fatto accaduto nell'agosto del 1983, due mesi dopo la scomparsa di Emanuela”. A dirlo è Pietro Orlandi durante un’intervista a “Verissimo”, su Canale 5. Il fratello di Emanuela Orlandi torna a parlare della scomparsa di sua sorella, avvenuta il 22 giugno 1983, e della famosa pista londinese, fin da subito apparsa tra le più interessanti del caso, che ha coinvolto il Vaticano e che, ancora oggi, è avvolto da ombre e segreti che qualcuno, forse, vorrebbe rimanessero tali. “Dioguardi mi ha detto di essere disposto ad andare in Procura pur di aiutarmi. È una persona seria - ha spiegato -. Non è un mitomane, né un anonimo, ed è stato membro della segreteria del Ministro della Difesa Giovanni Spadolini”.


Un volo segreto partito di notte da Ciampino

Mi ha raccontato che, nell’agosto ‘83, si trovava nell’ufficio di Spadolini quando si è presentato il cardinale Silvano Piovanelli”. Uno di quelli che, ha precisato Orlandi, “erano autorevoli al punto tale da poter avere accesso all’ufficio di Spadolini senza nemmeno un appuntamento”. “Piovanelli era lì per sollecitare una richiesta fatta dal Vaticano al Ministero della Difesa: un volo riservato, un volo CAI, di quelli che ancora oggi vengono utilizzati dai servizi segreti. A bordo - ha sottolineato Orlandi - dovevano esserci solo quattro persone: due uomini e due donne”. Si trattava di un volo che “doveva partire di notte per ragioni di riservatezza e dall’aeroporto di Ciampino”. E aggiunge: “Se dovesse essere confermato che su questo volo era presente anche mia sorella Emanuela, sarebbe senza dubbio un grande passo avanti nella ricerca della verità”.


Sulle tracce che portano al SISMI

Ad alimentare i sospetti che su quel volo, in partenza di notte da Ciampino, potesse esserci stata anche la giovane cittadina vaticana, sono alcune congruenze con una lettera ricevuta da Pietro Orlandi. Se verificata, proverebbe che sua sorella Emanuela fu portata a Londra proprio in quel periodo e, probabilmente, sarebbe stata incinta. “Dioguardi - ha proseguito - mi ha detto che non ha rivelato prima queste informazioni perché era vincolato dal segreto di Stato. Oltretutto, era anche a conoscenza di informazioni riservate riguardanti la strage del volo di Ustica”, avvenuta nel 1980. Dioguardi ha spiegato che, all’epoca dei fatti, parlando con alcuni membri del SISMI, uno di loro “il cui nome è stato già comunicato alla Procura”, avrebbe commentato in maniera sarcastica: “Con questa storia della Orlandi, adesso ci chiedono anche i voli”. Per giunta, “questo volo sarebbe stato affidato al capo del SISMI dell’epoca: il generale Nino Lugaresi”, il quale, essendo ancora in vita, potrebbe essere convocato dalla magistratura per un confronto.
Molti non si decidono a parlare su questa vicenda, “forse perché si tratta di una questione che, a qualcuno, dà molte preoccupazioni”, ha ribadito Orlandi. “In merito a questa vicenda, da sempre sospetto del legame tra il Vaticano e lo Stato italiano. Ricordo quando monsignor Giovanni Morandini, amico di mio padre, disse: ‘Tra la Presidenza del Consiglio e lo Stato del Vaticano c’è stato un invito, rispetto al rapimento di Emanuela, a non aprire una falla che difficilmente potrà essere chiusa’”.

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