moris stella vert ima 1884398La moglie e consulente legale del fondatore di WikiLeaks parla al Fatto dell’importanza di una legge UE sull’intelligence

Le capacità dei servizi d’intelligence sono praticamente illimitate. Questo fatto condiziona qualsiasi cosa facciamo, quando siamo consapevoli del livello a cui siamo esposti al loro spionaggio. Gli unici limiti ai poteri dei servizi d’intelligence e ai loro agenti sono legali: per questo motivo le corti devono poter contare su quei limiti legali che non vanno ridotti”. A parlare, in risposta a Stefania Maurizi, è Stella Assange, moglie e consulente legale di Julian Assange, fondatore di WikiLeaks che da ormai 5 anni si trova rinchiuso in una cella di due metri per tre nel carcere di massima sicurezza di Belmarsh (Londra) per aver svelato, tra le altre cose, i crimini di guerra delle potenze occidentali. In particolare, documenti segreti del governo Usa sulle guerre in Afghanistan e in Iraq, i cablo della diplomazia americana e le schede dei detenuti di Guantanamo. Un lavoro prezioso di vigilanza democratica contro l’arroganza del potere che però gli sta costando la libertà, in barba al diritto internazionale e ai diritti umani.

Stella non usa mezzi termini per definire lo “strapotere” dei servizi segreti, come si legge sulle pagine del Fatto. Domani sarà ospite a Roma per una serata speciale sul fondatore di WikiLeaks al Cinema Farnese, organizzata dall’attrice Laura Morante e dalla produttrice Elda Ferri (presenti, fra gli altri, Riccardo Iacona, Clara Lopez Rubio, Armando Spataro e Marco Travaglio). Oltre a ripercorrere la storia di Julian Assange, la serata farà luce sulla discussione che prossimamente si terrà a Bruxelles in merito alla legge europea sulla libertà di stampa che, se approvata, tra le altre cose proteggerà i giornalisti dalla sorveglianza degli Stati e dei loro apparati.

Una serata “cruciale”, l’ha definita Stella. “Ho la certezza che la liberazione di Julian dipenda dal fatto che l’opinione pubblica capisca cosa sta succedendo nel suo caso – ha aggiunto -. E il fatto che personalità, come Laura Morante ed Elda Ferri, mettano tutta la loro influenza nel cercare di far capire ai cittadini che cosa è in gioco, è importante e necessario”. Le condizioni fisiche e psichiche di Julian Assange sono “estremamente difficili”. Dopo averne trascorso quasi 9 tra arresti domiciliari e detenzione arbitraria nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra, da quando è a Belmarsh si trova “isolato e rinchiuso in una cella senza alcuna comodità. La cosa più importante per la sua sopravvivenza è il suo legame con il mondo esterno e, poiché non ha alcuna libertà, le uniche cose che gli rimangono sono quelle poche ore d’aria, una o due visite alla settimana, la possibilità di fare telefonate”. Ad aggravare la situazione c’è la richiesta di estradizione Usa che, come una “spada di Damocle”, grava su Julian e sull’intera libertà di stampa nel mondo. Assange, infatti, è in attesa che le autorità inglesi decidano sul suo appello contro l’estradizione, già ordinata dal governo britannico. Se estradato negli Stati Uniti dovrà scontare 175 anni di carcere per aver detto la verità.

Foto © Imagoeconomica

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