Le autorità cinesi, tramite il settimanale CDC Weekly, hanno registrato il primo decesso nella storia a causa del cosiddetto “vaiolo delle scimmie”.
La vittima, un veterinario 53enne di Pechino, sarebbe deceduta il 27 di maggio scorso dopo essere stata infettata a inizio marzo dal virus denominato Monkey B che, secondo i primi studi, avrebbe un tasso di mortalità fra il 70 e l’80 per cento.
La trasmissione da uomo a scimmia non è nuova per altri tipi di virus, la prima risale al 1932 e da allora sono stati segnalati solo 50 casi, di cui 20 fatali. Secondo le prime indagini il veterinario cinese avrebbe sezionato due scimmie morte e, un mese dopo le dissezioni, avrebbe avvertito sintomi simil-influenzali.
Tuttavia ciò che preoccupa del vaiolo non sono gli sporadici casi di infezione e di morte, ma il fatto che un virus così letale possa essere usato come arma bioterroristica. Non a caso nel 2017 i “paperoni” Bill Gates e Warren Buffett già ne parlavano in una video intervista rilasciata a Bloomberg. Nel dialogo si riteneva probabile che in futuro qualcuno avrebbe potuto ricostruire e diffondere il virus del vaiolo in grado di uccidere non solo milioni di persone, bensì un numero significativo della popolazione del pianeta.
Il miliardario Warren Buffet chiedeva come questo potesse essere impedito. La risposta di Gates fu perentoria: “Devi avere la sorveglianza per prenderlo il prima possibile e gli strumenti medici per creare un vaccino e proteggere le persone. La scienza”, concluse il fondatore di Microsoft, “sta lavorando alla parte difensiva, ma sta rendendo l’offensiva leggermente più facile”.
Tratto da: casadelsole.tv
Vaiolo: il nuovo spettro pandemico
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