Negli Stati Uniti si cominciano a vaccinare gli animali. Lo zoo di Oakland in California ha iniziato questa settimana con orsi, leoni di montagna, tigri e furetti, i primi di circa 100 animali che riceveranno un vaccino sperimentale contro il coronavirus durante l’estate. Zoetis, un'azienda farmaceutica veterinaria, sta donando 11.000 dosi del vaccino a circa 70 zoo, università e altri luoghi dove vivono gli animali negli Stati Uniti. Questo vaccino è destinato esclusivamente agli animali e quindi passa un processo di approvazione diverso da quello per le persone. Due tigri sono state da subito vaccinate nello zoo di Oakland, che pure non ha avuto casi di animali infetti da SARS-CoV-2. Ma lo zoo ha preso precauzioni straordinarie, richiedendo anche ai custodi di mantenere una distanza di sicurezza dagli animali e d’indossare speciali dispositivi di protezione.
Non ci sono prove che questi animali possano trasmettere il fantasmagorico virus, ma comunque la sperimentazione è doverosa di questi tempi. Siamo tutti cavie, d’altronde, finché abitiamo in questo Pianeta. Chi più consapevolmente, chi meno.
Un grande reset era necessario - ce lo dice il World Economic Forum - ma noi, poveri ingenui, immaginavo si chiamasse ‘decrescita felice’. Invece il World Economic Forum ha sempre avuto le idee più chiare di noi e soprattutto la situazione mondiale sotto controllo, anche perchè i suoi membri contribuiscono attivamente a guidare la transizione attraverso tecnologie per noi arzigogolate e strane, dato che abbiamo preferito guardare da un’altra parte, quella più semplice. In realtà l’evoluzione delle nanotecnologie, dell’intelligenza artificiale, dell’ingegneria genetica, già da qualche decennio corre a livelli esponenziali e mira a un formidabile potenziamento degli esseri umani, che dovranno superare la loro biologicità, per chi sarà abbastanza resistente da rimanere in vita.
Oggi il World Economic Forum, come contributo a immetterci nella gabbia della quarta rivoluzione industriale transumanista, ha pubblicato una guida che insegna a governi e funzionari della sanità pubblica di tutto il mondo le modalità per costringere la popolazione a vaccinarsi contro il Covid-19. Scordatevi il libero arbitrio. Per il WEF il primo obiettivo è ottenere l’immunità di gregge alla presunta malattia. Per ottenere ciò, i funzionari della sanità pubblica dovrebbero usare la “teoria della pubblicità”, cioè manipolare i pensieri e i sentimenti delle persone, dando voce ai leader della comunità locali, agli operatori sanitari, ma soprattutto offrendo “tangenti”, con tanto di “lotterie e incentivi” vari utili a “far passare gli scettici attraverso le porte dei centri di vaccinazione locali”. Vengono consigliate anche “squadre vaccinali” che molestino le persone nelle loro case con il pretesto di raggiungere le persone che sono “bloccate in casa” o che “incontrano difficoltà” nel raggiungere i centri di vaccinazione. Ma i vaccini non sono ancora stati approvati dalle autorità mediche competenti: è bene ricordare che hanno solamente ricevuto l’autorizzazione all’uso di emergenza. Perché sono ancora in fase tre e sono quindi sperimentali.
L’autorizzazione all’uso di emergenza significa anche che il produttore del vaccino non può essere ritenuto responsabile per eventuali lesioni che potrebbero verificarsi in seguito. Non sarà certamente un caso che le autorità britanniche hanno rivelato che delle 117 persone morte con la variante Delta, 50 erano completamente vaccinate (42,7% del totale) e 20 erano vaccinate con la prima dose (17,1%). In altre parole, il 59,8% delle persone decedute per la variante Delta aveva ricevuto almeno una dose del vaccino. Ecco tradotto nella pratica il rapporto tra benefici e rischi tanto sbandierato ai quattro venti. Nel frattempo, arriva Lambda, una nuova variante che desta preoccupazione per "mutazioni insolite”. Mentre ieri è giunta voce di Epsilon - teniamo presente che le lettere dell’alfabeto greco antico erano 24 e quindi c’è ancora ampio spazio per una folta letteratura sulle prossime varianti. Comunque sia, la Epsilon “sfugge alla copertura dei vaccini in uso”. A dirlo è uno studio della rivista scientifica Science: “la variante eluderebbe gli anticorpi fatti produrre dal vaccino”.
Per il World Economic Forum il vaccino è però indispensabile, per tutti. D’altronde, ci spiegava Ray Kurzweil già nel 2005, nel saggio ‘La Singolarità è vicina’, il Darpa, l'agenzia governativa del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti incaricata dello sviluppo di nuove tecnologie per uso militare, stava sviluppando dispositivi più piccoli delle api. Il loro nome è ‘polvere intelligente’ e sono “sistemi sensori complessi non molto più grandi di una capocchia di spillo”, e quindi teoricamente potrebbero essere inseriti ovunque. Quando il progetto sarà portato a termine, scriveva Kurzweil nel 2005, “sciami di milioni di questi dispositivi potranno essere lanciati in territorio nemico attraverso l’energia fornita da celle a combustibile costruite con nanotecnologia”.
“Un numero enorme di spie invisibili, scriveva ancora Kurzweil, potrà allora identificare ogni persona attraverso immagini termiche ed elettromagnetiche, test del DNA o altro, e svolgere così missioni per distruggere obiettivi nemici”. Quale sarà allora la natura dell’esperienza umana una volta che predominerà l’intelligenza non biologica, magari senza che noi lo sappiamo? Alla domanda non c’è ancora una risposta ma dato che ci stiamo avvicinando a ritmi serrati all’epoca della singolarità è oltremodo necessaria quanto urgente una nuova struttura sociale e politica, fatta di persone non più mediocri, non più vili, non più egoiche, ma eticamente incorruttibili. Impossibile vero? E allora, visto che non riusciamo a organizzare altro, fermiamoci per un attimo a pensare almeno al 9 luglio, data oramai vicinissima in cui il World Economic Forum ha organizzato una simulazione di attacco informatico. E immaginiamo la prossima pandemia. O forse è meglio di no, non ora; in fondo basta togliere la mascherina e guardare la partita e tutto ritorna al suo posto. Forse. O almeno per qualche ora.
Cambio di paradigma: è ingegneria sociale
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- Margherita Furlan
