La Corte Suprema del Cile ha disposto la liberazione del leader politico e spirituale mapuche Facundo Jones Huala. La notizia è stata comunicata alla nostra redazione di Antimafia Dos Mil, in Uruguay, dalla Corporazione degli Avvocati dell’Argentina.
Il leader della comunità mapuche di Cushamen e Bariloche aveva iniziato uno sciopero della fame che aveva poi deciso di sospendere qualche giorno fa, non solo perché in gravi condizioni di salute ma anche a seguito della notizia del decesso di suo fratello Fausto, nella zona di Bariloche, che ha scelto di suicidarsi. Di fronte al fatto, il “Lonko” Jones Huala ha proseguito solo con lo sciopero di assunzione di liquidi, mentre i suoi difensori hanno proseguito l’iter burocratico per ottenere la sua liberazione, che finalmente è stata concessa nelle ultime ore. Resta solo attendere che venga messa in atto.
Il Sindacato degli Avvocati argentini ci ha comunicato la notizia della decisione di concedere la libertà a Facundo Jones Huala. Riportiamo testualmente il comunicato con i dettagli della buona notizia:
“CON LE STESSE ARGOMENTAZIONI ESPOSTE DAGLI AVVOCATI ARGENTINI E RESPINTE DAL GIUDICE FEDERALE DI BARILOCHE, LA CORTE SUPREMA CILENA CONCEDE LA LIBERTÀ A FACUNDO JONES HUALA”.
“La sentenza della Corte cilena dovrebbe essere scritta dalle comunità mapuche sui muri del Tribunale Federale di Bariloche, affinché il Giudice Villanueva ed altri funzionari giudiziari non solo imparino a rispettare la legge ma anche a non appoggiare i settori dominanti e i gruppi razzisti, a costo di ciò che può rimanere del loro proprio prestigio e della loro credibilità”.
“La Corporazione degli Avvocati dell’Argentina ha dato permanentemente pubblicità a tutte le nostre argomentazioni nelle diverse istanze.
Ha argomentato tecnicamente a sufficienza ogni aspetto della nostra proposta ossia che, al di là dei calcoli fatti rispetto alla pena residua da scontare, la cosa giusta da fare era subordinarli all’osservanza del Diritto Pubblico Internazionale, al Trattato di estradizione vigente tra i due paesi ed all’impegno che lo stato cileno aveva assunto nel richiedere l'estradizione”. 
“Quando abbiamo chiesto al giudice Villanueva, che si era dichiarato conforme all'estradizione per scontare “il resto della pena di 1 anno, 4 mesi e 17 giorni”, di esigere dal Cile il rispetto dell’impegno, il giudice ha ignorato la sua stessa sentenza secondo il “diritto penale del nemico” recentemente applicato ai mapuche nel nostro paese. Faccia lui. Ma la cosa più grave è che non ha rispettato tutte le leggi che abbiamo citato, il che - se non fosse stato corretto dalla Corte del Cile - avrebbe implicato la responsabilità internazionale del nostro paese.
Villanueva si è rifiutato di chiedere il rispetto delle regole sostenendo che il Cile poteva fare quello che voleva.
“Tutti hanno potuto apprezzare le nostre argomentazioni ed ora le possono confrontare con quanto affermato dalla Corte cilena che li ha fatti propri”.
“Facundo avrà la libertà.
Ad un costo alto della sua salute sacrificata”
Ringraziamo i tanti e tante che hanno avuto fiducia in noi sia in Argentina che in Cile.
“Abbiamo molte cause Mapuche davanti a noi.
Andiamo avanti.
Un abbraccio a tutti e tutte.
SINDACATO DEGLI AVVOCATI DI ARGENTINA"
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