Nel Paese erano note le sue battaglie contro il razzismo. Il figlio venne ammazzato sei anni fa. Lula da Silva: “Ci aspettiamo indagini rigorose”
María Bernadete Pacífico (in foto), nota leader della comunità nera nel nord-est del Brasile, famosa per la sua lotta contro il razzismo, è stata uccisa a colpi di arma da fuoco da uomini mascherati.
María era una leader molto rispettata dei "quilombos" brasiliani, secolari comunità nere fondate da schiavi fuggiaschi. E’ stata colpita giovedì da due uomini che, giunti in motocicletta, hanno fatto irruzione in un edificio nella Pitanga dos Palmares quilombo, vicino alla città di Salvador, e fatto fuoco contro la donna secondo il ministero della sicurezza dello stato di Bahia.
Conosciuta come "Mãe (mamma) Bernadete", Pacífico, 72 anni, era coordinatrice del Consiglio nazionale brasiliano di Quilombos (CONAQ), ex ministro per l'uguaglianza razziale della città nordorientale di Simoes Filho e leader religioso di origine afro.
Aveva anche lottato per la giustizia per l'omicidio di suo figlio, Flavio Gabriel Pacífico dos Santos, un altro leader della comunità ammazzato sei anni fa.
Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha espresso il suo "dolore e preoccupazione" per il crimine. "Ci aspettiamo un'indagine rigorosa", ha avvertito in un messaggio pubblicato su X (ex Twitter).
Lula ha affermato che i ministeri dell'uguaglianza razziale e dei diritti umani hanno designato rappresentanti per accompagnare le indagini.
Il Ministero delle Donne, intanto, ha condannato il "brutale omicidio" in un comunicato.
La presidente della Corte suprema federale, Rosa Weber, ha ricordato di aver incontrato Pacífico meno di un mese fa, durante una visita a Bahia.
“Mi ha parlato della violenza che subiscono i quilombolas e del dolore per la perdita del figlio, colpito da 14 colpi, in un caso non ancora risolto”, ha detto Weber in una nota.
I media brasiliani hanno affermato che Pacífico ha riferito di essere oggetto di minacce da parte degli agricoltori e latifondisti, che hanno frequenti controversie sulla terra con i quilombos e le comunità indigene.
Fondati da schiavi fuggiaschi nel XVII e XVIII secolo, i circa 3.500 quilombos in Brasile ospitano 1,3 milioni di persone, secondo i dati del censimento del 2022.
Le comunità rimangono un simbolo della resistenza e della lotta contro il razzismo in Brasile, che è stato l'ultimo paese delle Americhe ad abolire la schiavitù, nel 1888.
Foto tratta da Conaq
