Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

Proteste, tafferugli, rabbia diffusa in molte parti del mondo. E’ questo, secondo The Economist, lo scenario che ci aspetta a causa della crisi del debito, dell’inflazione e della crisi alimentare ventura. “Molti governi sono troppo indebitati per attutire il colpo agli standard di vita”, viene riportato dalla testata.
Lo Sri Lanka è in una crisi debitoria spaventosa, la più imponente degli ultimi 70 anni, a causa della mancanza di valuta estera (dollari), che non permette al Paese di far fronte al debito estero. Proprio lo Skri Lanka ha dato prova di quanto le cose possano peggiorare in pochissimo tempo. Il 9 Maggio i protestanti si sono scontrati con una manifestazione pro-governativa. Hanno gettato bus nei laghi, oppure gli hanno dato fuoco. Hanno bruciato le case dei politici e distrutto un museo dedicato alla famiglia Rajapaksa.
L’inflazione, in Turchia, ha raggiunto ufficialmente il 73%, anche se si crede sia molto più alta. Il premio Nobel per la letteratura Pamuk sostiene di “non aver mai visto un così drammatico aumento dei prezzi”. Venditori di foglie di vite lamentano il fatto che abbiano dovuto triplicare i prezzi dallo scorso anno. Persone che prima riuscivano a premettersi 5Kg alla volta, oggi arrivano a malapena a 300g. Ci sarebbe addirittura chi ha smesso di mangiare carne a causa dell’erosione della pensione.
In tutto il mondo, l’inflazione sta dunque erodendo gli standard di vita, fomentando il malcontento sociale. E’ stato calcolato che 84 Paesi sono divenuti meno pacifici a partire dal 2008; solo 77 sono migliorati. L’Economist ha ideato un modello statistico che mette in correlazione l’inflazione di cibo e carburante e il malcontento sociale, scoprendo che tali indicatori sono in stretta correlazione tra di loro, specialmente se si tratta di malcontenti derivanti da un malessere economico, come nel caso dell’inflazione che tutto il mondo sta sperimentando. Il Fondo Monetario Internazionale stima che 41 Paesi, che ospitano circa il 7% della popolazione mondiale, sono ad alto rischio di “difficoltà debitorie”. E alcune sono a rischio default.

Foto: it.depositphotos.com

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy