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Anche quest’anno si anticipa la data dell’Earth Overshoot Day: oggi l’uomo ha esaurito le risorse per tutto l’anno. Il pianeta Terra è ricco di risorse che potrebbero e dovrebbero essere più che sufficienti per tutte le forme di vita che lo abitano, umane e non. Eppure da più di 50 anni l’umanità riesce ad esaurire prima del 31 dicembre le risorse che la natura ci offre annualmente. Se nel 1970, il cosiddetto Earth Overshoot Day è stato il 29 dicembre, quest'anno cade nella giornata di ieri, 29 luglio, ben 5 mesi prima. Questa temuta giornata segna il momento in cui l’umanità consuma la quantità di risorse che la natura può rigenerare nell’arco di un anno. In Italia, l’Overshoot Day è caduto, invece, il 13 maggio. Più di due mesi prima della giornata mondiale.
Il nostro pianeta sembra, quindi, starci stretto. Secondo l'organizzazione statunitense Global Footprint Network, gli esseri umani vivono come se avessero a disposizione più di una Terra e mezza. Perseguiamo il mito della cosiddetta “crescita infinita”, in un mondo in cui le risorse sono finite. Un mito che inevitabilmente porterà all'esaurimento di quest’ultime.
La causa di questo grave squilibrio sta nella differenza tra l’impronta ecologica di un popolo, ossia le risorse che consuma, e la biocapacità dell’area che abita, ossia la capacità di produrre risorse. I principali consumatori sono gli USA, l’Europa, il Nord Africa, il Medio Oriente e parte dell’Asia. Mentre la biocapacità mondiale viene esportata, per lo più, dal Sud America e da parte dell’Africa centrale e meridionale.
Da oggi, quindi, saremo in debito con la Terra. Per i restanti giorni del 2021, sarà, infatti, necessario utilizzare le risorse che sarebbero dovute essere riservate al 2022. Così come, ormai, facciamo ogni anno. Il debito si accumula e si accresce. Ma fino a che punto il pianeta Terra potrà sopportare questo depauperamento delle proprie risorse? Per quanto tempo ancora potremo continuare a consumare più di quanto la natura possa produrre?
Quest’anno, in corrispondenza con l’Earth Overshoot Day, è iniziata la campagna “100 days of possibility”, promossa da Global Footprint Network. Dal 29 luglio all’inizio della COP26, la Conferenza delle Parti ONU, trascorreranno 100 giorni: 100 giorni di possibilità.
 Il movimento “Eod-to-COP” (“Earth Overshoot Day to COP”) è nato con l’obiettivo di promuovere le soluzioni, già esistenti, che permetterebbero di spostare la data dell’Earth Overshoot Day, come indica l’hashtag diffuso: #MoveTheDate. A partire dal finanziamento della decarbonizzazione per arrivare alla creazione di una comunità che colleghi i piccoli produttori direttamente ai consumatori: le soluzioni proposte per ora sono circa una decina, ma si tratta di progetti in continuo aggiornamento.
L’Earth Overshoot Day cade ogni anno in modo catastrofico, ma non basta rimanere sconvolti dai dati che porta con sé. È necessario sviluppare una coscienza ambientale individuale e interrogarsi sulle nostre azioni quotidiane che passano prima di tutto dall’informazione e dalla consapevolezza. E rispetto a questo, il sito di Global Footprint Network offre un calcolatore online della propria impronta ecologica singola, che permette di individuare quali aspetti della nostra vita contribuiscono maggiormente a questo consumo forsennato.
Parallelamente a ciò, si deve prestare, però, anche estrema attenzione alle azioni della classe politica. La presa di responsabilità è indispensabile e parte dalla comprensione che le decisioni quotidiane, sia quelle politiche e ambientali, sia quelle economiche dei governi nazionali ed internazionali, vengono prese a più livelli e toccano personalmente la nostra vita e la sopravvivenza dell’intero pianeta.

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