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Entro il 2034 il pianeta Terra è destinato a raggiungere un aumento di temperatura pari a 1,5°C, se non riusciamo a cambiare la situazione. A dircelo è l’applicazione Global temperature trend monitor, disponibile sul sito cds.climate.copernicus.eu.
Alla fine del 2015, la maggior parte degli studiosi prospettava che avremmo raggiunto questo limite nel 2045. Nel 2008, questo traguardo era stato posto nel 2051. “Questa apparente accelerazione del riscaldamento globale è nota a chi studia il cambiamento climatico, ma è difficile da rendere intuitivo e quindi reale per il grande pubblico. Sarà aggiornata ogni mese con i nuovi dati per permettere a tutti i cittadini di percepire che il clima è un problema urgente, come e più del coronavirus” ha spiegato il fisico Alessandro Amici della B-Open, azienda che ha curato la realizzazione tecnica dell’app e della piattaforma software per il monitoraggio del pianeta proprio per il Climate Change Service di Copernicus.
Perché è fondamentale fermarci prima di raggiungere questo traguardo? Superare la soglia di 1,5°C avrà conseguenze drastiche sul pianeta, su piccola e su grande scala, dalla qualità del vino allo scioglimento dei ghiacci. “Tutti gli studi a nostra disposizione dimostrano come le conseguenze negative siano straordinariamente superiori rispetto ai benefici del surriscaldamento globale: è necessario cambiare rotta e adesso abbiamo uno strumento che mostra a tutti la strada che stiamo percorrendo”, ha affermato Carlo Buontempo, l’ideatore del progetto, da quasi due anni direttore del Climate Change Service.
“La parte più significativa del problema è legata alle emissioni dei gas serra” ha continuato Buontempo, spiegando come ogni nostra azione è un piccolo passo da fare per rallentare questo processo distruttivo. È necessario, però, che le abitudini quotidiane siano accompagnate da opportune scelte politiche. 
“Gli Stati Uniti, tra la fine del mandato di Barack Obama e l’elezione di Joe Biden, hanno fatto davvero tutto quel che potevano - ha raccontato il fisico - per contrastare non soltanto i nostri dati, ma in generale la scienza. Credo che ognuno abbia diritto di trarre delle conclusioni politiche anche contrastanti, ma nessuno ha il diritto di modificare i fatti fino alla produzione di fake news”. Allo stesso tempo, ha aggiunto: “La Cina in realtà ha cambiato molto il proprio approccio a questi temi passando negli ultimi 15 anni da un iper sviluppo non sostenibile a riconsiderare moltissimo le proprie politiche”.
La Repubblica popolare rimane molto lontana dagli standard europei, infatti, ha commentato Bontempo, “Noi siamo assolutamente l’avanguardia mondiale per capacità tecnico-scientifica e servizi per società e imprese, pensate alla fornitura di servizi climatici per il rischio meteorologico: siamo anche in grado come pochi altri al mondo di adattarci ai cambiamenti in corso apportando correttivi, mentre fino a poco tempo fa anche qui si guardava solo ai precedenti storici rispetto a fenomeni potenzialmente dirompenti”.
L’Europa “subisce anche le conseguenze indirette del cambiamento climatico come la diffusione di infezioni che incidono negativamente sulle catene di approvvigionamento, le minacce alla stabilità e sicurezza internazionali o alla migrazione”. Questo dice il nuovo l’Adaptation to Climate Change: Blueprint for a new, more ambitious Eu Strategy, presentato ieri dall’Unione europea. Il focus è la necessità di ricostruire un sistema diverso da quello che è crollato a causa della pandemia. Nel documento si aggiunge che “la ripresa è un’opportunità per aumentare la resilienza della nostra società, soprattutto in relazione agli impatti climatici”, anche considerato che “le perdite economiche dovute a condizioni meteorologiche estreme e legate al clima sono in media già di 12 miliardi di euro l’anno”.
Grazie al progetto Global temperature trend monitor ogni cittadino può ora rendersi conto di come ogni piccolo cambiamento nel quotidiano e ogni presa di posizione della politica potrebbero essere in grado di rallentare il raggiungimento del famigerato traguardo dei 1,5°C.

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