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Il documento è sostenuto da 494 deputati. Casa Bianca prende le distanze. Segretario di Stato Usa Blinken: “Conseguenze dannose”

L’altro ieri abbiamo assistito all’ennesima mossa suicida dell’Unione Europea, che ha definitivamente optato per abbandonare ogni prospettiva di aperture diplomatiche rispetto al conflitto ucraino. Mercoledì scorso, un documento sostenuto da 494 deputati, con 58 voti contrari e 44 astenuti, ha riconosciuto la Russia come "stato sponsor del terrorismo" a causa dell'operazione militare in Ucraina.  Tra gli astenuti ci sono anche gli eurodeputati del Movimento 5 stelle, mentre 3 eurodeputati del Pd (Pietro Bartolo, Massimiliano Smeriglio e Andrea Cozzolino) hanno votato contro. Contraria anche l'ex leghista Francesca Donato.

Una risoluzione che non ha conseguenze legali dirette per l'Unione europea, ma riflette l'opinione della maggioranza dei deputati che negli ultimi anni ha adottato tutta una serie di documenti anti-russi. Non esisterebbe ancora un quadro giuridico per includere i paesi negli elenchi degli stati promotori del terrorismo, ma allo stesso tempo, dal 2016 è in vigore un regime che consente a individui e organizzazioni di essere inclusi negli elenchi delle sanzioni, che ad oggi includono 13 persone e quattro organizzazioni, tra cui ISIS e Al-Qaeda.

Nel merito, i deputati hanno anche chiesto a Bruxelles di concordare rapidamente e attuare un nono pacchetto di sanzioni contro Mosca, che comprenda il divieto di importazione di diamanti russi, nonché di prevenire efficacemente l'elusione delle misure restrittive.

La reazione di Mosca non si è fatta attendere, con la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, che ha proposto di riconoscere il Parlamento europeo come "sponsor dell'idiozia".

Nella risoluzione, il Parlamento europeo definisce "le azioni della Russia in Ucraina come atti di terrore contro la popolazione ucraina". Per questo motivo, il PE riconosce la Russia come "uno stato che sponsorizza il terrorismo e uno stato che usa metodi terroristici".

"Il PE (...) sottolinea che (...) la distruzione di infrastrutture civili e altre gravi violazioni dei diritti umani e del diritto umanitario internazionale sono equiparate ad atti di terrore contro la popolazione ucraina e costituiscono crimini di guerra", afferma il documento approvato.

Una soluzione che tuttavia va molto al di là di una ragionevole condanna “dell’operazione militare speciale russa”. Di fatto, una scelta che sopprime ogni possibilità che l’Ue possa essere mediatrice di un’urgente e quanto mai necessaria soluzione diplomatica di un conflitto che rischia di deflagrare sempre più in una possibile terza guerra mondiale. D’altronde chi vorrebbe trattare con un paese sponsor del terrorismo?

La stessa Casa Bianca, che in precedenza aveva preso la decisione definitiva di non concedere alla Russia uno status tanto deplorevole, ha clamorosamente preso le distanze dalla posizione europea. Secondo il segretario di stato Anthony Blinken un tale riconoscimento porterà a conseguenze nefaste che gli Stati Uniti vorrebbero evitare.

Una decisione che può portare a “conseguenze indesiderabili, che non solo non aiuteranno, ma si riveleranno anche dannose", ha affermato Blinken. Secondo il Segretario di Stato, gli Stati Uniti stanno esercitando la necessaria pressione sulla Federazione Russa attraverso sanzioni e restrizioni che diventeranno “più forti”.

Mosca aveva precedentemente avvertito che la possibile attuazione dell'iniziativa di riconoscerla come Stato sponsor del terrorismo avrebbe portato a dure risposte. In particolare, la stessa Zakharova aveva affermato che nel caso questa decisione fosse stata confermata le relazioni tra Stati avrebbero potuto essere dimenticate per sempre.

Se ci ponessimo come giudici esterni nel pesare i principali sponsor delle organizzazioni criminali in generale, cosa dovremo dire invece del “vecchio continente”, rispetto al suo sostegno militare incondizionato a Kiev?

Una missiva dell’Europol inviata al Consiglio dell’Ue, evidenziava già mesi fa che “gli Stati membri dell’Unione europea e i partner operativi hanno segnalato casi in cui le reti criminali sono attive nella regione e operano o prevedono di contrabbandare quantità significative di armi da fuoco e munizioni, comprese le armi militari”.

Nel frattempo, i cittadini europei che stanno beatamente seguendo i mondiali di calcio in Qatar, magari sono del tutto ignari del fatto che il paese ospitante, stando alle mail trapelate da Wikileaks, avrebbe fornito sponsorizzato lo Stato Islamico: "Dobbiamo usare le nostre risorse diplomatiche e di intelligence più tradizionali per fare pressione sui governi del Qatar e dell'Arabia Saudita, che stanno fornendo supporto finanziario e logistico clandestino all'Isis e ad altri gruppi radicali nella regione", riportava l’email che Hilary Clinton inviò a John Podesta nel “lontano” agosto 2014.

L’ipocrisia non è certamente la migliore alleata della pace, nel contesto di una guerra pronta a deflagrare in una catastrofe più ampia.

Foto: it.depositphotos.com

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