Intervista al direttore di Antimafia Dos Mil Jean Georges Almendras nel programma “Tu mejor golpe” di radio Wox di Rosario, Argentina

Con la parecipazione di Leandro Gómez e Ramiro Cardoso del Movimento Our Voice

In questi giorni, il nostro direttore Jean Georges Almendras sta rilasciando una serie di interviste ad alcuni mezzi stampa di Rosario, Argentina, dove è vivo l'interesse per la criminalità e la mafia a seguito della violenza e della corruzione che stanno dominando la città. In questo contesto, Walter Vesprini, conduttore del programma ‘Tu mejor golpe’ (il Tuo migliore colpo) trasmesso da WOX.FM, una delle radio più importanti della città, ha accolto nei suoi studi Almendras ed i giovani del movimento Our Voice Ramiro Cardoso e Leandro Gómez, a mezzogiorno di lunedì 19 settembre.
È stata una settimana di proteste sociali. La violenza che 46 anni fa si scagliò contro sei giovani nell'episodio conosciuto come 'La notte delle matite spezzate', è la stessa violenza che oggi è presente nelle strade di Rosario. Quella violenza che si respira nell'aria, mescolata al fumo degli incendi provocati nelle zone umide del Paraná. La stessa violenza che soffriamo noi cittadini quando lo Stato negozia con criminali e ci espone come popolo alle sue decisioni criminali, arbitrarie e completamente ingiuste.
Almendras ha detto in studio: “I giovani già in età precoce devono impegnarsi in cause sociali che vediamo attorno a noi”. “Non sono d’accordo ad avere figli ed insegnare loro solo a studiare e non impegnarsi nella realtà della nostra società, a favore di cause per la verità e la giustizia”.
Ramiro Cardoso, attore diplomato e esperto in temi della storia dell'Argentina e del contesto mafioso, ha parlato di come è arrivato ad Our Voice: “Mi sono avvicinato al movimento grazie al giornalismo”. “Il movimento è un grande strumento che può aiutare la società”.
La cittadinanza è come anestetizzata, addormentata. Probabilmente è la gente in giacca e cravatta ad essere legata alla mafia più profonda, facendosi passare per brave persone.  
Sulla morte della regina di Inghilterra ha detto: “si tratta di una persona che ha un significato storico nella comunità mondiale, ma non posso essere ipocrita”, ha detto.
“Dicendo che la cittadinanza è anestetizzata e che il mainstream è l’anestesista, stiamo realmente commettendo un grave errore perché continuiamo a rendere omaggio al colonialismo, a rituali delle vecchie istituzioni strutturate, oggi giorno in pieno XXI secolo, in mezzo a lotte sociali, fame, alla guerra nucleare sulle nostre teste, differenze sociali, crimine organizzato, femminismo…credo che ci dovremo limitare a dare solo l’informazione e basta.  Dedicare tutti quei minuti ad una veglia funebre di quattro giorni, con tutta quella maestosità… credo che siamo completamente alienati perché celebriamo il colonialismo, ci trasformiamo in persone anestetizzate ed applaudiamo la nostra condizione di anestetizzati”.

L'intervista di Georges Almendras al pentito mafioso Gaspare Mutolo
Vesprini ha chiesto ad Almendras sulla figura del pentito della mafia siciliana Gaspare Mutolo e sull'intervista che gli fece mesi fa faccia a faccia: “Se Gaspare Mutolo nella sua gioventù avesse trovato questi giovani, non ci sarebbero sicuramente molti Gaspare Mutolo dentro il sistema criminale siciliano”.
“Gaspare Mutolo è un emblema del pentimento. Parlare con lui, trascorrere ore con lui, significa
ammettere con soddisfazione e come qualcosa di positivo che l'uomo, non importa quanti delitti possa commettere, ha l'opportunità ed il diritto di pentirsi. Il sistema penale permette il pentimento, cioè che l'uomo di mafia diventi un collaboratore di giustizia. E questo è un passo avanti”.

È
molto forte capirlo, accettarlo.
“Lui è un simbolo del pentimento, dal profondo. Fino ad alcuni mesi fa era un uomo senza nome né cognome, con una maschera”. 

Gaspare Mutolo non è uno pseudonimo, è il suo nome vero. Per anni, mentre era sotto il programma di protezione dello Stato non si sapeva dove viveva ed aveva una nuova identità.
Pochi mesi fa “ha deciso togliersi la maschera ed il suo volto è apparso nella rivista italiana 'Oggi' con una frase emblematica: 'Madri italiane, proteggete i vostri figli dalla mafia'. Che lo dica Gaspare Mutolo che ha commesso minimo 60 omicidi con le proprie mani, lo trasforma in un uomo che si impegna a favore della giustizia, della vita”, ha detto ancora Georges, per poi aggiungere: “Ed inoltre è pittore ed un uomo che fortunatamente non è stato abbandonato negli anni di mafia né da sua moglie, né dai suoi figli. La sua famiglia è rimasta con lui”.
“È un insegnamento per noi che parliamo dell'antimafia, che siamo in un mondo corrotto, in un sistema politico corrotto”.


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Sicuramente ci sono molti che non possono uscire dalla mafia…
“Il rituale mafioso consiste nel bruciare un ‘santino' (immagine sacra). Si servono di un rito di fede, un rito religioso, per entrare come soldato (bruciano il ‘santino’ nelle mani). Il rituale dice, le tue mani bruceranno come questa immagine il giorno che romperai con Cosa Nostra”.
“L'essere umano, anche se ha commesso un delitto, ha la possibilità di pentirsi. Quindi, se la legge non è ipocrita, dobbiamo accettarlo anche quando la persona commette crimini di lesa umanità, come nel Piano Condor. Ma io non ho sentito nessuno di questi che si sia pentito, anzi al contrario, ci sono stati dittatori che rivendicano dal banco degli imputati la loro posizione secondo la loro ideologia anche massonica”.

Ha attirato molto la mia attenzione il fatto che non abbassa lo sguardo, ed il pentimento genuino si vede in quello che dice. Mi ricordò il capo del PCC di Brasile quando un giornalista gli chiese quale era la soluzione contro il narcotraffico, e l'uomo disse che è l'educazione e che i governi sanno quello che devono fare. Gaspare disse che bisogna sequestrare tutti i loro beni materiali e il denaro per frenare la mafia.
“Il denaro è il regista di ogni cosa che accade nel mondo. Dalla regina al tentativo di assassinio di Cristina Fernández di Kirchner. Il denaro è il leitmotiv di tutto il conflitto umano. Da dove arruola la mafia i suoi soldati? Da settori sociali elevati? No. Li prende dove la società umana, e tutti siamo responsabili (oltre allo Stato), non dà spazio di opportunità al giovane”.
“Un giovane che si sta drogando per strada, viene un mafioso e gli dice 'amico, io ti do mille dollari ogni settimana', lo stomaco è pieno”.
Uno degli strumenti per eliminare la criminalità organizzata è seguire la fonte economica. Ma come possiamo arrivare alla fonte economica?”.
“Come possiamo fare quando il sistema politico è fedele al denaro? Il 70% entra perché è un business”,
ha detto Almendras in riferimento al denaro che guadagnano occupando incarichi statali.  
“Eliminiamo i patrimoni attivi e passivi dei mafiosi. Ma la mafia entra sistema politico perché sa che i suoi soldati affiliati a logge massoniche, dittatori e uomini di governo, saranno protetti e diventeranno tutti funzionali al sistema mafioso”.
“La mafia è un'ideologia, è una cultura. Così come il fascismo è un'ideologia e anche il capitalismo, la mafia è un'ideologia. E noi dobbiamo sradicarla ad iniziare
dall’educazione.
Il giornalista ha anche parlato di Sonia Bongiovanni, la fondatrice di Our Voice che, rimasta colpita dalla storia di Peppino Impastato quando aveva 13 anni, decise di fare una presentazione artistica per rinnovare l'attivismo di Impastato contro la mafia, un uomo di famiglia mafiosa che rinnegò tutti e diede la sua vita attraverso l'arte e urlando in faccia alla mafia.
“Il movimento Our Voice è un movimento laico, non è un movimento di fede. Sonia ha la sua vita personale umana di giovane ed è laica. Vuole che questi giovani vivano come movimento, dal basso”.
“Che questi giovani inizino ad emergere come movimento per abbattere quell'iceberg negativo che è il fascismo, il colonialismo che abbiamo dentro”.

Hai la speranza che un giorno si possa sradicare?  
“Ho speranze, la carta che ho in mano è la speranza nei giovani. Sfortunatamente i sistemi moderni di comunicazione, di politica, di governo, finanziari, hanno grande peso”.
“Io personalmente, lo vivo sulla mia pelle. Mio figlio di 16 anni usciva con questi giovani nelle strade di Montevideo. Sta lavorando con loro in Antimafia ed Our Voice. Ci sono stati genitori che mi hanno criticato. Io so che dobbiamo essere orgogliosi, dobbiamo vivere la gioventù perché è l'unico modo per frenare tutto questo caos, dove l'ipocrisia è una delle grandi maestre. Alla fine tutto dipende dal
denaro. Cambiamo questo, e ho speranze”.
“Ho un'ossessione: dobbiamo imparare a guardare il bosco non solo l'albero, il bosco è tutta l'umanità. Dobbiamo ricordare gli avvenimenti storici. Da prima della rivoluzione cubana fino ad oggi, con ambientalisti, giornalisti assassinati.
Non guardare più l'albero significa uscire dalla cultura dell'individualismo”.
Juan Salinas ha detto che i peggiori problemi della società moderna sono l'individualismo, l'egoismo ed il razzismo”,
ha detto Almendras ricordando un’intervista realizzata al suo collega.
“Il razzismo, l'indifferenza, è una mano criminale. Quando sparivano persone, la gente diceva, 'qualcosa avrà fatto'; questo pensiero è tanto criminale come il sicario con una 9 mm”, ha concluso.

Foto © Juan Colarussa/Antimafia Dos Mil-Our Voice

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