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È morto all’alba il repressore Miguel Etchecolatz. L'ex capo della maledetta polizia di Buenos Aires, simbolo della repressione e della tortura perpetrata durante il regime militare della dittatura civico imprenditoriale ed ecclesiastica, è morto a 93 anni in una prigione comune, condannato nove volte all’ergastolo per crimini di lesa umanità. Etchecolatz è morto senza essersi pentito, senza aver collaborato con la giustizia, sempre ironico, sempre perverso, sempre nemico della verità. 
Quanti repressori, dittatori e corrotti hai protetto con il tuo silenzio? 
Torturatore, violentatore, ladro di neonati ed assassino, Etchecolatz è stato il direttore delle Indagini della Polizia di Buenos Aires durante il primo anno della dittatura. Sotto il suo controllo era la struttura di repressione politica organizzata in tutta la provincia. Sotto la sua direzione operavano i ‘grupos de tareas’ (militari in borghese) legati ai 21 Centri Clandestini di Detenzione, conosciuti fino ad oggi come Circuito Camps.  
È stato uno dei primi ad essere condannati dopo il ritorno della “democrazia”, essendo il suo un volto riconosciuto largamente tra i sopravvissuti. Condannato a 23 anni di prigione ha poi beneficato delle leggi dell'impunità che i signori della democrazia firmarono per lasciare liberi ed operativi tutti i repressori per strada. Un crimine politico che macchia l'investitura di molti politici e funzionari di governo che continuano a rivestire incarichi di potere.   
Fino all’ultimo diversi giudici hanno cercato di fargli ottenere il beneficio degli arresti domiciliari, ma erano così tante le condanne di questo repressore immondo che l'impunità non è riuscito a proteggerlo completamente. In egual modo le condizioni sanitarie ed abitative in cui ha vissuto la sua detenzione sono state sempre privilegiate se si considera lo stato delle prigioni comuni e la situazione precaria nella quale, invece, migliaia di giovani scontano le loro condanne per reati molto minori a quelli del repressore. 
Quanti ti hanno aiutato? Quanti ti hanno sostenuto affinché tu tacessi, convinto del tuo onore? 
Infiniti sono i delitti che ha commesso questo figlio del demonio tra i quali quello legato alla cosiddetta ‘Noche de los Lápices’ (Notte delle matite), notte in cui un gruppo di giovani studenti che manifestavano per delle riforme educative e contro l’abolizione del ‘Boleto Escolar’ (un tesserino che consentiva sconti sui libri e riduzione del biglietto di autobus), furono sequestrati, torturati, vessati, violentati ed uccisi dalle ‘patotas’ (squadre di militari) al servizio di Etchecolatz. 
Contro di lui ci sono anche alcune denunce presentate da Lidia Papaleo, la vedova di David Gravier, che fu violentata proprio da Etchecolatz, quando questi, al servizio dei grandi capitali, sequestrò, torturò e  spianò la strada affinché l’azienda Papel Prensa passasse in mano alla famiglia Mitre, alla famiglia Noble e alla famiglia Magnetto. Non sono mai stati chiamati a deporre, dopo che Papaleo e Rafael Ianover, il socio di Gravier, denunciarono che Magnetto era fisicamente presente mentre venivano torturati. Nel 2017 il giudice Julián Ercolini ha archiviato i reati.
Un altro dei crimini scabrosi è quello legato a Jorge Julio López, il muratore sopravvissuto della dittatura, accusatore di repressori, che fu sequestrato e poi scomparso in piena democrazia. Jorge Julio López è un'icona della resistenza ed un simbolo chiaro ed evidente che chi un tempo era genocida non smette mai di esserlo.
È finita l'impunità, almeno per uno di loro, di nome Miguel Ethecolatz, che non credo possa riposare in pace.

Foto di copertina: pagina12.com.ar

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