A due anni dalla sua scomparsa la sua instancabile militanza è più presente che mai. Le sue  più profonde convinzioni  ci accompagnano; onorare la sua memoria non è un obbligo ma una nostra modalità quotidiana di ricordarlo, perché il suo agire come militante, nel voler cambiare questa società e nel denunciare la criminalità organizzata, è ancora tra noi, dentro e fuori la nostra redazione. La sua assenza  diventa una presenza quotidiana.
Sono tanti i motivi per dedicargli queste righe e non sarà mai abbastanza, nonostante che gli abbiamo detto addio, perché tutto il suo essere è stato letteralmente un modus vivendi di lotta, un occhio severo e critico nei confronti delle bestie del potere ed una durissima frusta per i potenti mafiosi delle terre italiane, della sua terra natale. È stato un baluardo della lotta al sistema criminale organizzato. Ha lasciato tracce e idee colme di conoscenza e dialettica.
La figura di Raúl Blázquez non si cancellerà. Al contrario, quel suo sorriso inconfondibile ed il suo sguardo pieno di tenerezza e durezza sono lì, incontaminati. Ma le sue impietose ironie, dirette, senza mezzi termini, espressamente a questa umanità sovraccarica di ipocrisia lo fortificarono e lo coinvolsero decisamente nel suo ruolo di attivista impegnato antimafia, aspetto che andò di pari passo con la sua vocazione al servizio, là, nella lontana Córdoba, fondendosi con l'attività sociale, volta alla solidarietà, alla difesa  dell'uomo emarginato e di quella infanzia che vive  in povertà e solitudine.
In apparenza poteva sembrare uno squilibrato (o un folle), ma in realtà era un uomo dalla sensibilità inesauribile; un uomo che aveva dato tutto e che  era distaccato da tutto; aveva compreso che il suo  passaggio in questa vita aveva una ragione d'essere, chiaramente non era per caso.
Non esiste né il tempo né lo spazio, quando  si avverte la sua presenza  ce la godiamo, in ogni ricordo ed in ogni passo che noi facciamo nella nostra redazione ed in quella che ha base in Italia, poichè facciamo parte di un Antimafia internazionale che ci impegna e ci porta, giorno dopo giorno, a sentirlo tra noi, senza lasciargli la mano e senza che lui lasci la nostra, lavorando sulla denuncia e nell'esaltare i giusti, lavorando gomito a gomito con loro, come ha fatto anche nei suoi ultimi giorni, quando ancora si muoveva, confortato ed assistito dalla sua compagna e dai suoi amici, con i quali ha vissuto quotidianamente là, nel Cadillo.
Personalmente, come di sicuro  accadrà per il nostro direttore in Italia Giorgio Bongiovanni e per il mio amico e redattore Alejandro Díaz, che ha vissuto giornalmente con lui, anche nei suoi ultimi momenti, la sua presenza è impressa nella mia anima, che avverte la sua mancanza in non poche occasioni.
Siamo vicini a Raúl e così sarà sempre!

Foto © Antimafia Dos Mil

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