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A renderlo noto è il quotidiano britannico “Morning Star”

Il fondatore di Wikileaks, Julian Assange, sarebbe tra i candidati al Premio Nobel per la Pace. A riferirlo è il giornalista Steve Sweeney del quotidiano britannico 'Morning Star'. La motivazione presentata dall'eurodeputato tedesco, Martin Sonnenborn, in risposta all'appello della moglie del giornalista australiano Stella Moris, è "per la sua lotta per i diritti umani, la democrazia e la libertà di stampa". La lista dei nomi si è chiusa lunedì 31 gennaio, mentre il vincitore sarà annunciato ad ottobre. Assange, che è tuttora rinchiuso nel carcere londinese di massima sicurezza di Belmarsh, ha offerto - secondo Moris - "un contributo unico e innegabile alla pace, sollevando la nebbia della guerra". Non è la prima volta che viene avanzata la proposta di far partecipare il giornalista australiano al prestigioso riconoscimento, ma stavolta "è stata presentata con successo" secondo Sweeney.

Nel 2021, infatti, il comitato del Nobel era stato stigmatizzato per "un peccato di omissione" in quando non aveva incluso Assange come "destinatario congiunto del Premio per la Pace assegnato ai giornalisti Maria Resa e Dmitry Muratov". Ieri si è pronunciato in proposito anche l'ex presidente del comitato del Premio Nobel per la pace, nonché ex primo ministro norvegese, Thorberg Jagland, sostenendo che il premio "deve aumentare la pressione sulla richiesta di liberare Assange e perdonare Snowden". Assange potrebbe essere condannato a 175 anni dietro le sbarre negli Stati Uniti, ai sensi dell'"Espionage Act", a causa delle sue rivelazioni su crimini di guerra commessi dagli Usa in Iraq e in Afghanistan. La settimana passata l'Alta Corte gli ha dato il permesso di appellarsi contro l'estradizione alla Corte Suprema, che deve accettare il caso prima di poter procedere.

Foto: it.depositphotos.com

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