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La prossima licitazione di 400 mila tonnellate di litio, a due mesi di lasciare il Governo (che potrebbero essere sfruttati per un periodo di 29 anni), è un'iniziativa promossa negli ultimi mesi dal governo di Sebastián Piñera, che ha generato controversie ed ampie opposizioni in diversi settori politici, sociali e studenteschi.
Anche il presidente eletto Gabriel Boric ha detto la sua in proposito. Durante la sua campagna elettorale, l'idea di nazionalizzare il litio, per evitare la licitazione o concessione, è stato uno dei suoi punti fermi: "Il litio è il minerale del futuro, usato in milioni di apparati elettronici. Il Cile non può commettere nuovamente lo storico errore di privatizzare le risorse e a questo fine creeremo l'Impresa Nazionale del Litio, che creerà posti di lavoro nei giacimenti e il prodotto avrà un timbro cileno”, ha assicurato.
"Piñera deve capire che la sospettosa licitazione all'ultimo momento del Litio, per 29 anni, corrisponde alla politica del Governo che sta per insediarsi, cioè al presidente Gabriel Boric, perché non ha senso che sia realizzata da un Governo uscente che va via con l’11% di consenso", ha dichiarato il senatore Alejandro Navarro a "El Mostrador”.
Secondo il senatore per la regione del Biobío, "come tante volte, vediamo che il desiderio smodato di Sebastián Piñera Echeñique di guadagnare denaro è tale che cerca di mantenere l'accordo su un affare miliardario due mesi prima di lasciare il suo mandato, cedendo al prezzo delle uova le risorse naturali di tutti i cileni e cilene".
"Perché non dobbiamo dimenticare",
ha ricordato "che il denaro raccolto da Santiago Valdés per finanziare la sua campagna presidenziale, insieme al produttore di litio SQM e al Banco Penta, non fu mai utilizzato a quel fine, ma  il denaro fu investito in fondi comuni per guadagnare di più; ugualmente, grazie al terminale Bloomberg che aveva a La Moneda, lo stesso comprò azioni della miniera peruviana Exalmar, mentre il Cile era sotto processo all’Aia e perdeva territorio nei confronti dei nostri vicini”.
"Ed oggi insiste nel chiudere il processo di licitazione del litio cileno prima del 14 gennaio, facendo contratti di sfruttamento del minerale per 400mila tonnellate per i prossimi tre decenni, fino all'anno 2050, il che è chiaramente un controsenso nei confronti di quello che la cittadinanza esige e che speriamo si veda sancito nella Nuova Costituzione, cioè, uno sfruttamento delle risorse naturali  per lo sviluppo del paese, rispettando l'ecosistema e le comunità e finalizzato alla creazione di tecnologie e prodotti finiti nel nostro proprio territorio",
ha affermato Navarro.
Per il presidente della Commissione di Diritti Umani del Senato "da qui la crescente opposizione a questa sospettosa licitazione che è chiaro mira solo a cedere il minerale al migliore offerente, senza alcun investimento nella scienza e nell’innovazione, e che semplicemente deprederà le saline del nord mantenendo lo status quo di paese sottosviluppato”.
Navarro ha concluso segnalando: "È chiaro che questa licitazione deve essere sospesa, per poi rielaborarla in modo da includere l'investimento necessario nella scienza e nell'innovazione, che permetta ad imprese o università di sviluppare tecnologie e prodotti di litio fatti in Cile, come le batterie. Perciò aderirò al Disegno di legge di Riforma Costituzionale della senatrice Yasna Provoste, che proibisce a qualunque presidente della Repubblica di concedere licitazioni tre mesi prima di finire il suo mandato. La bramosia finanziaria di Piñera deve fermarsi”.

Foto © Imagoeconomica

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