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Anche se non abbiamo scritto al riguardo dalla nostra Redazione vorrei commentare l’editoriale scritto da un collega argentino, sul mago nero della estrema destra nazista del Cile di nome José Antonio Kast (in foto). Concedo il piacere a questo personaggio di leggere il suo nome completo, come da lui stesso richiesto (o quasi preteso) in Cile. Lui che viene interpellato dal giornalismo pacato, lo stesso che in certa misura ha contribuito a catapultarlo alle alte sfere dell'anticamera del potere in Cile, nelle recenti elezioni di domenica scorsa. L’editoriale in questione è del collega Atilio Borón, pubblicato recentemente da Pagina 12.
Sinceramente, il testo, dall’inizio alla fine, riassume in verità il caos che provocherebbe questo individuo, portavoce del più recalcitrante fascismo, e maestro di cerimonia di una feroce “rinascita dell’estrema destra in Cile”, come ha riportato nel suo recente articolo uno dei nostri redattori in terra transandina: Claudio Rojas. Nelle parole di Borón, che rispecchiano il pensiero di Rojas e il mio, potremo cogliere purtroppo la radiografia di uno scoraggiante panorama cileno, in un futuro non molto lontano. Perché è proprio lì, a La Moneda (dove un eroico Salvador Allende fu assassinato senza pietà dalla furia fascista e yankee dell’epoca, per niente lontana da quella di oggi), che oggi vediamo con stupore l’affermarsi al suo interno di un soggetto blasfemo alla libertà, una progenie del potere mafioso di questo tempo (e delle repressioni in atto), servile agli interessi che in più di un'occasione sono stati descritti e denunciati dallo scrittore e militante cileno Patricio Mans, recentemente scomparso.

Dopo aver letto appunto l’editoriale di Borón, ho voluto - e spero con il loro permesso - condividerlo integralmente con i lettori di Antimafia Dos Mil, perché, come dicevamo, rispecchia il nostro sentire riguardo quello che sta avvenendo in Cile, dove, come intitola Borón, tutto sembra indicare che il prossimo capo di governo del paese sarà Kast, che di fatto sarebbe "peggiore" di Augusto Pinochet. La sensazione è che ci stiamo affacciando in un tempo illimitato che ha “molto” di “Condor” (il progetto Cia che ha partorito le dittature del cono sud del Latinoamerica), di mafia e di grottesco.


José Antonio Kast: peggiore di Augusto Pinochet

di Atilio Borón**
“La ristretta vittoria di José Antonio Kast (foto) al primo turno delle elezioni presidenziali (appena circa 150.000 voti di differenza con Gabriel Boric su 7 milioni), colloca il Cile sull'orlo di un sinistro epilogo. Dietro questo Führer di operetta, orgoglioso dei suoi ancestri nazi ed ammiratore confesso di un tiranno - ed anche ladro - come Augusto Pinochet, oggi si raggruppano in massa i resti in decomposizione della destra cilena tradizionale. I loro perfidi rappresentanti, annidati in vari partiti che all'inizio lo disprezzavano e si burlavano delle sue buffonate mentre ora lo acclamano come il messia destinato a salvare il Cile dagli artigli dei vandali della sinistra, o dagli alieni che la moglie del presidente Sebastián Piñera credette di vedere nelle grandi giornate di ottobre del 2019”. 

"Kast, come Jair Bolsonaro, Donald Trump e Santiago Abascal (leader di Vox che arde di nostalgia dei buoni tempi di Francisco Franco e della Santa Inquisizione in Spagna), sono le escrescenze della società capitalista all’inizio del suo irreversibile tramonto. Le buone maniere e le ipocrite invocazioni della democrazia e dei diritti umani cedono il posto ai vomiti di questi mostriciattoli che accelerano la marcia dell'umanità verso la sua distruzione. Da oltre le Ande è giunto il saluto esultante di Javier Milei, un altro demagogo della stessa stirpe, che in un tweet inviava i suoi "auguri per essere riuscito a convertire in voti una proposta vincente per il Cile e che allo stesso tempo lo allontani dal socialismo che impoverisce. VIVA LA LIBERTÀ ACCIDENTI". In piena sintonia con la stupidità dell'argentino, Kast ha risposto dicendo "grazie mille caro Javier. Viva la libertà in Cile e Argentina accidenti!” 

"Al di là di queste manifestazioni quello che importa è ciò che questo individuo e quella massa reazionaria che lo circonda (e che ha festeggiato il suo trionfo lunedì con un significativo rialzo della ‘Bolsa de Comercio de Santiago’ -Borsa Valori-), è il progetto concreto che si propone di imporre semmai fosse eletto presidente del Cile. Il "Programma di Governo" di Kast è riportato in un ampio documento di 204 pagine dal titolo "Atrevete Chile" (Osa per il Cile) e che inizia con un "Manifesto Repubblicano" dove sono esposti i mali che angosciano questo paese: "penalizzare sempre di più la proprietà; promuovere uno stato controllore; identificazione dei nemici irreducibili come l’impresa privata e il sistema di mercato; la protesta violenta e il vandalismo come giustificazione della trasgressione delle norme e il non rispetto dell'autorità; rinascita di un discorso fallace di linea neo-marxista, di lotta tra sessi, razze, orientamenti sessuali, visioni corrotte di diritti umani, di interpretazione della scienza, e l’attacco alla fede cristiana”.  (pag. 3) A seguire un lungo elenco dei 829 (Sic!) correttivi reclamati per porre rimedio a una così tanto lacerante situazione. Non è il caso di riportarli qui, ma invito i miei lettori a fare uno sforzo e di osare a frugare in quel maleodorante immondezzaio di proposte reazionarie per avere un’immagine precisa di cosa aspetta al Cile se questo Führer di quattro soldi arrivassi a La Moneda”.

"A titolo di esempio ecco alcuni punti: 

#72 "rafforzare il vincolo del Cile con gli Stati Uniti, Regno Unito, Giappone e Germania, come testa dell'Unione Europea, come soci politici strategici. Vogliamo anche stringere vincoli con paesi dell'Asia del Pacifico, per la loro crescente importanza economica”. Ovviamente, per Kast ed i suoi assennati consiglieri la Cina non esiste. 

#74 "un aspetto importante sul tema sicurezza è evitare che attori politici nazionali cerchino alleanze transnazionali all'oggetto di aumentare le proprie probabilità di arrivare al potere in Cile, e perfino riuscire a farlo in modo irreversibile. Un grave pericolo è la tendenza storica dei regimi sovversivi come Cuba e Venezuela di appoggiare attraverso mezzi illegali e occulti gruppi e partiti politici dell'estrema sinistra cilena, di fronte al quale i nostri governi eletti hanno dimostrato estrema debolezza e tolleranza”. La vecchia teoria che dice che i conflitti e le lotte sociali arrivano all'idilliaco Cile dall'esterno; prima dall'Unione Sovietica, oggi da Cuba e Venezuela”.

"E ancora un’altra assurdità propria di un cavernicola e che io, orgoglioso laureato della FLACSO, non posso non citare. La raccomandazione numero 77 del suo programma fa notare che "riferimento speciale merita la situazione della FLACSO, entità di preteso carattere accademico, che, da decenni, è derivato nell'attivismo politico e rifugio lavorativo di ex politici nazionali e stranieri. A questo ente sarà notificata la fine delle sue operazioni nel nostro paese”. La verità è che erano anni che non si trovava persone tanto ignare e primitive come i redattori di questa porcheria, incapaci di capire il valore delle credenziali accademiche internazionali della FLACSO.

Il programma prosegue affermando nel punto 82 che "Ritireremo il Cile dal Consiglio di Diritti umani dell'ONU", cosa che già si preannunciava nel punto 30, dove si annunciava la "Chiusura dell'attuale Istituto Nazionale di Diritti umani sostituendolo con un'istituzione trasversale per la difesa effettiva dei Diritti Umani di tutti i cittadini”. Il paragrafo seguente, il 31, promette "più carceri per il Cile e più protezione per i Gendarmi… Fine del Garantismo”. 

 “A completare questo progetto fascista e grottesco è una re-edizione del lugubre Piano Condor che, ai tempi di Pinochet, Videla e compagnia, falciò la vita di migliaia di latinoamericani e condannò all'esilio tantissimi altri. Il #33 dichiara, senza mezzi termini, che si avanzerà nel "Coordinamento Internazionale Anti-radicali di Sinistra. (Sic!). Quello che sta succedendo in Colombia non è un caso. Si ripete il modello dell'esplosione antisociale in Cile. Ci coordineremo con altri governi latinoamericani per identificare, fermare e giudicare agitatori radicalizzati”. Pinochet attuò il Piano Condor, ma non confessò mai la sua esistenza. Kast, invece, lo annuncia col petto gonfio di prepotenza cercando l’ammiccamento complice di Washington”.

"In sintesi: un programma pentagrammato secondo il grido di guerra del franchismo: "Evviva la Morte"! insieme a un programma economico ultra neoliberale. In poche parole: questo energumeno è riuscito in qualcosa che sembrava impossibile fino a oggi: la comparsa in Cile di un politico più reazionario, dispotico e violento di Pinochet. Kast lo ha fatto. Magari l'elettorato si sveglierà in tempo per evitare che questo mostro acceda alla presidenza e affondi nella barbarie la terra di Salvador Allende, Víctor Jara, Pablo Neruda, Gladys Marín, Violeta Parra e tante altre ed altri”.

**Tratto da: Página/12

Foto © Biblioteca del Congreso Nacional

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