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I produttori statunitensi di armi e munizioni hanno risposto questo lunedì alla causa intentata dal governo messicano dinanzi alla Corte federale del distretto del Massachusetts, nell'ambito del contenzioso avviato il 4 agosto dall'amministrazione di Andrés Manuel López Obrador contro 11 società nordamericane, accusate dal governo messicano di negligenza nell’ambito della vendita di armi con conseguente aumento della capacità militare dei cartelli della droga.

Le società statunitensi, attraverso i loro legali, sostengono che il Messico "non riporta fatti che dimostrino che le pratiche commerciali degli imputati sono la 'causa immediata' delle lesioni causate" dai cartelli della droga, affermando inoltre che i produttori di armi “non hanno l'obbligo legale di proteggere il governo messicano dai criminali messicani che abusano di armi da fuoco" nel territorio.

Da parte sua, il governo messicano sostiene che i produttori statunitensi effettuano "pratiche negligenti" nella progettazione, pubblicità e vendita di armi, compresa la mancanza di controlli sui precedenti penali degli acquirenti, l'ammissibilità di vendite multiple di armi e il rifiuto di rintracciare le armi vendute , il che rende difficile combattere le rotte di trasferimento illegali.

Secondo i dati del governo messicano, ogni anno vengono trafficate illegalmente dalla nazione nordamericana più di 500.000 armi che alimentano “il potere di fuoco” delle organizzazioni criminali.

"Solo nel 2019, queste armi sono state responsabili di oltre 17.000 omicidi intenzionali in Messico" ha affermato in una nota il Ministero degli Esteri messicano.

Se si dovesse procedere codn l’archiviazione della causa  il governo messicano chiederà un risarcimento economico in termini di riparazione del danno e che le società statunitensi adottino maggiori controlli sulla produzione, distribuzione e vendita di armi e munizioni.

Infine dopo la risposta di lunedì, il Messico presenterà la sua replica il 31 gennaio 2022 e, successivamente, i produttori di armi presenteranno una controrisposta davanti alla Corte federale del Massachusetts, entro e non oltre il 28 febbraio dello stesso anno.

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