Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

Il fondatore dei Pink Floyd: "Abbiamo il diritto di vivere in pace!"

Il fondatore dei Pink Floyd non ha usato mezzi termini quando ha detto cosa pensava della risposta Americana in merito agli avvenimenti dell'11 settembre del 2001 e del colpo di stato in Cile del 1973 sostenuto dagli Stati Uniti, che ha portato al potere il dittatore di destra Augusto Pinochet.Intervistato da Going Underground di RT, Waters ha interpretato la canzone di Victor Jara, "El derecho de vivir en paz" (Il diritto di vivere in pace) ribadendo che il suo messaggio ora deve propagarsi più che mai, soprattutto dopo che gli Stati Uniti hanno lanciato la loro "Guerra al terrore" globale nel 2001. “Dobbiamo ancora aggrapparci all'idea che noi, le persone, abbiamo effettivamente il diritto di vivere in pace! Questa guerra senza fine è una stronzata! Non funziona per nessuno di noi", ha detto, aggiungendo che le ovvie eccezioni erano "le persone inserite nel complesso industriale militare”. La spesa per la difesa è “un modo per tassare la gente comune. Il denaro prelevato dalle tasse dei lavoratori ordinari va molto al Pentagono e poi viene diviso tra tutte le persone che investono nella difesa” ha detto Waters sottolineando che "gli attacchi terroristici dell'11 settembre avrebbero potuto essere un campanello d'allarme per gli Stati Uniti e il mondo per rivalutare le priorità, invece hanno alimentato l'estremismo e hanno contribuito a incanalare le risorse pubbliche nelle casse dei profittatori della guerra". "La spesa della guerra - ha continuato Waters - è una tassa sui lavoratori che vogliono solo vivere in pace" e la "risposta degli Stati Uniti agli attacchi terroristici ha solo rafforzato l'estremismo a tutti i livelli e di tutte le fazioni, non solo jihadiste del Medio Oriente ma anche altrove" e che "tutti noi siamo stati incoraggiati a spendere sempre più energia per distruggere l'altro piuttosto che usare la nostra energia per risolvere i problemi evidenti". Rispondendo alle domande in merito al colpo di stato in Cile, il fondatore dei Pink Floyd ha detto che "per molte persone in Sud America e nel resto del mondo, la data rimane un promemoria di come il dittatore cileno Augusto Pinochet abbia preso il potere". Ma in quella data c'è di più. C'è il grido delle vittime, torturate e abusate dal regime nazista di Pinochet con la compiacenza del governo americano, la morte della libertà e il sangue di Presidente amato dal popolo: Salvador Allende.

ARTICOLI CORRELATI

Roger Waters a Joe Biden: ''Come reagiresti se bombardassero la tua casa?''

Roger Waters: l'ex leader dei Pink Floyd accusa il fascista Piñera

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy