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Pablo Marchant, giovane mapuche cileno la cui vita è stata stroncata a 29 anni

La notte porta sempre ombre, e a volte morte. E in territorio mapuche spesso questa indossa un’uniforme. Così, con occhi di fuoco, i Carabineros (corpo di polizia del Cile) hanno ucciso Pablo Marchant (in foto), combattente mapuche - un weichafe - che resisteva all'occupazione del suo territorio da parte delle aziende forestali. Aveva appena 29 anni e gli hanno distrutto il volto. Come può essere possibile, se veramente non hanno sparato a breve distanza? È stata un'esecuzione? Probabilmente diranno di no, diranno che è morto in un confronto, benché immensamente disuguale, perché il territorio di Wallmapu è militarizzato da tempo. E se fosse stata un'azione di sabotaggio contro le macchine forestali, e allora? Costituisce una forma di resistenza per il territorio usurpato dallo Stato e i coloni che invasero il Wallmapu nel XIX secolo. Una parte del movimento autonomista crede nel diritto all'autodifesa e la contro-violenza di fronte alla storica e centenaria violenza cilena, essenzialmente contro la proprietà dei forestali.
I forestali hanno distrutto il loro territorio a partire degli anni settanta con la dittatura, consolidandosi poi con i governi di Concertación (coalizione di partiti di centro e sinistra), la Nueva Mayoría e la Derecha. Nel sud quasi non ci sono più boschi, solo piantagioni. Nel sud, dove piove costantemente, l'acidità dei pini e degli eucalipti ha prosciugato le falde acquifere sotterranee. Ma il bosco nativo ha la qualità di proteggere gli alvei dei fiumi e di altre fonti di acqua, regolando i loro cicli naturali, in questo modo garantiscono anche la sopravvivenza della flora e della fauna del luogo. Le piantagioni distruggono il bosco nativo e alterano l'ecosistema e la biodiversità, l’esistenza di un mondo dove tutto è in equilibrio: gli esseri umani, gli uccelli, le cascate, il vento, la terra. Niente e nessuno è in più, tutto si completa... E cosa fanno allora i machi (sciamani) se i loro trattamenti sono a base di erbe che provengono precisamente dal bosco nativo? Devono viaggiare lontano, dove c’è ancora bosco?
Né allo Stato né ai forestali importa della distruzione di un modo di vita, di una cultura, di un popolo. Come neanche importano loro le vite dei mapuche. Oggi è toccato a Pablo Marchant, nel 2018 fu la volta di Camilo Catrillanca, nel 2009 Jaime Mendoza Collío, nel 2008 Matías Catrileo. Alex Lemun, di soli 17 anni, fu assassinato con un colpo alla testa nel 2002, solo per citarne alcuni.
In Cile, nella ribellione del 2019, polverizzarono gli occhi a circa cinquecento cileni e cilene, assassinarono, arrestarono, picchiarono ed abusarono di migliaia. Perché nel Wallmapu vale molto più un macchinario forestale che la vita di un giovane mapuche. Sempre l'eterna morte.
Questo si chiama terrorismo di Stato. Ma la resistenza si chiama dignità!

Foto di copertina: el ciudadano.com

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