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Nonostante il recente rinnovo delle rispettive leadership, non sembra ammorbidirsi la linea politica intransigente di Israele verso l’Iran.
Il nuovo primo ministro israeliano Naftali Bennett, durante una riunione di gabinetto in diretta televisiva tenutasi domenica 20 giugno, ha snobbato l’elezione del neo presidente iraniano Ebrahim Raisi, con cui, secondo Bennett, le potenze mondiali non dovrebbero negoziare alcun tipo di accordo, specie quello sul nucleare.
Bennett, che ha definito l’ascesa di Raisi come nominata dal leader supremo iraniano Khamenei piuttosto che da un voto libero e popolare, ha esortato le forze mondiali, prima in lingua ebraica poi in inglese, a cogliere l’ultima opportunità nel comprendere con chi stiano facendo affari.
“Un regime di brutali boia non deve mai avere armi di distruzione di massa”, ha detto il neo premier israeliano. “La nostra posizione non cambierà su questo”.
Bennett, un nazionalista a capo di un’ampia coalizione eterogenea e trasversale, si oppone quindi all’accordo nucleare iraniano del 2015, confermando la linea del suo predecessore Benjamin Netanyahu.
Proprio in questi giorni l’Iran e le altre potenze mondiali, al fine di ripristinare l’intesa sul programma nucleare, hanno avviato di nuovo i colloqui, i primi dopo l’elezione di Raisi, che entrerà in carica il prossimo agosto.
In un’epoca di straordinaria censura siamo costretti a difenderci. La nostra prima e unica linea di difesa siete voi. Unirsi ai cacciatori di verità significa prepararsi ad una battaglia continua per uscire dalle secche del mainstream.
Non cediamo alla pressione di chi ci vuole schiavi. Sveglia un amico e unisciti alla caccia. L’obiettivo è raggiungere 40mila euro per il primo maggio. Sappiamo che con voi nulla è impossibile. Farcela ci consentirà di sopravvivere al primo round di censura e guardare più fiduciosi al futuro!

Tratto da: casadelsole.tv

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