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Tra i reati contestati anche quello di partecipazione a organizzazione criminale e ostruzione alla giustizia

L'alta Corte penale del Perù è tornata ad esaminare oggi una richiesta avvenuta dieci giorni fa del pubblico ministero anticorruzione Josè Domingo Pérez che sollecita il ripristino della carcerazione preventiva per Keiko Fujimori (in foto) - figlia dell'ex presidente Alberto Fujimori già condannato a 25 anni di carcere per crimini contro l'umanità - candidata per partito di destra Fuerza Popular nel recente ballottaggio presidenziale, per violazione delle condizioni poste dalla giustizia per permetterle di concorrere liberamente alla campagna elettorale.
La giustizia infatti le avrebbe concesso il diritto di partecipare alle elezioni presidenziali solo se non fosse mai venuta in contatto con i testimoni della causa in cui è coinvolta. Ma secondo il pm Keiko Fujimori si sarebbe incontrata ripetutamente con l'ex parlamentare e avvocato Miguel Torres - testimone chiamato nel processo in cui la leader della destra è accusata di riciclaggio, partecipazione a organizzazione criminale, ostruzione della giustizia e false dichiarazioni - la cui possibile condanna potrebbe costargli fino a 30anni di carcere. L'udienza è stata fissata alle 15 locali (le 22 italiane).
La figlia dell'ex presidente tra il 2018 e il 2020 è stata già incriminata per corruzione nell'istruttoria di un processo nell'ambito di alcune tangenti pagate dalla compagnia brasiliana Odebrecht e sottoposta ad un periodo non continuativo di 15 mesi di carcerazione preventiva. L'ultimo rilascio, a inizio di maggio 2020, era stato deciso per l'attenuarsi del pericolo di fuga, per la situazione di emergenza sanitaria in carcere e per la "scarsa iniziativa" della procura a sbrigare in tempi solleciti la causa. Dopodiché i giudici hanno emesso un'ordinanza d'arresto domiciliare e Keiko aveva così riottenuto l'autorizzazione per partecipare al suo terzo tentativo di elezione alla presidenza solo a metà dello scorso anno.

Le operazioni di riciclaggio di Keiko Fujimori
La figlia dell'ex presidente Alberto è stata accusata di aver ottenuto e riciclato denaro illecito per le precedenti campagne presidenziali in un arco temporale che va dal 2011 al 2016. Il tutto sarebbe avvenuto attraverso operazioni di contabilità fittizia con cui Keiko avrebbe nascosto al fisco 3,6 milioni di dollari ottenuti da Credicorp, la più grande corporazione finanziaria del Paese, e un milione di dollari dall'impresa ingegneristica brasiliana Odebrecht le cui azioni sono oggetto di indagine da parte della potente sezione locale della magistratura inquirente "Lava jato".

Foto © Néstor Soto Maldonado

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