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Oggi è l'attesissimo giorno del summit tra i presidenti di Usa e Russia, Joe Biden e Vladimir Putin. Intanto, però, il clima internazionale si accende dopo il summit dell'Organizzazione del trattato dell'Atlantico del Nord (Nato) dove, con un comunicato congiunto, si sono puntati i riflettori su un nuovo "nemico": la Cina.
Nel documento viene citata 12 volte: avendo il secondo budget militare del mondo dietro gli Stati Uniti, e un arsenale crescente di "nuove armi", le sue ambizioni "pongono un problema" per la Nato.
E già si mette in evidenza il pericolo di nuove cyber-guerre, con intelligenza artificiale, disinformazione, hackeraggi a fare da protagonisti.
Per questo motivo la Nato si accinge a riscrivere il suo Strategic Concept per la prima volta da 11 anni.
Ovviamente nel documento viene nominata anche la Russia, con Biden che nel summit ha già avvisato ciò che dirà a Putin ("Ci sono delle linee rosse da non superare. Difenderemo l’integrità territoriale dell’Ucraina. Non cerchiamo il conflitto con la Russia ma risponderemo. E la morte di Navalny sarebbe una tragedia").
Certo è che le tensioni mondiali sono alle stelle.
Aspettando le reazioni russe è il portavoce della Missione cinese presso l'Unione europea ad esprimere un commento. "La Cina - ha detto - non presenta 'sfide sistemiche' a nessuno, ma non staremo a guardare e non rimarremo inermi se le "sfide sistemiche" si avvicineranno a noi".
E poi ancora: "La Cina è impegnata in una politica di difesa e di modernizzazione militare che è giustificata, ragionevole, aperta e trasparente".
Secondo quanto riferito da Pechino, il bilancio della difesa cinese nel 2021 è di circa 209 miliardi di dollari, ovvero solo l'1,3 per cento del suo Prodotto interno lordo (Pil), meno del 2 per cento del Pil raccomandato dalla Nato ai suoi Paesi membri.
"Nel contempo, la spesa militare totale di 30 membri della Nato dovrebbe raggiungere quest'anno 1.170 miliardi di dollari, più della metà della spesa militare totale globale e 5,6 volte quella della Cina".
Ieri il portavoce del ministero degli Esteri, Zhao Lijian ha anche lanciato un monito: "L'amicizia con Mosca è 'indissolubile'. Consiglio a coloro che cercano di infilare un cuneo tra Cina e Russia, che qualsiasi tentativo di interrompere i legami sino-russi è destinato a fallire". I due Paesi "sono uniti. Sotto la guida dei presidenti Xi Jinping e Putin il rapporto tra i due Paesi ha resistito alla prova della mutevole situazione internazionale, divenendo un modello di nuove relazioni tra maggiori potenze".
Sul punto anche Putin è stato abbastanza esplicito affermando in un'intervista all'emittente televisiva americana "Nbc" che la Russia non ha paura delle portaerei cinesi. Nei giorni scorsi è stata diffusa la notizia della presenza di un nuovo cacciatorpediniere lanciamissili operativo nel Mar Cinese Meridionale. Ma Putin non si è detto preoccupato. "Perché dovremmo avere paura della Cina con le portaerei? Tra le altre cose, abbiamo un enorme confine con la Cina, ma è una frontiera terrestre. Pensate che manderanno le loro portaerei attraverso il nostro territorio?".
E' facile pensare che anche questo argomento sarà affrontato nel summit con Biden. Ed il Mondo non può far altro che attendere.

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