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Conclusioni del campus invernale di Our Voice in Italia

Le indagini giudiziarie condotte in Italia sul periodo delle stragi ci inducono inevitabilmente a riflettere su quella storia del nostro Paese che crediamo di conoscere. Quei segreti di Stato, per tanto tempo tenuti nascosti dentro le stanze del potere, oggi iniziano ad essere visibili all’opinione pubblica e richiedono un’imminente riscrittura di tutti i manuali di storia.
Le condanne che i magistrati sono riusciti ad ottenere nel processo Trattativa Stato-Mafia e nel processo ‘Ndrangheta stragista, hanno dimostrato sempre di più come ambiti deviati della politica, delle istituzioni, e non solo, collaborarono con la mafia nella “strategia stragista” che insanguinò il nostro Paese negli anni ’90. Nel primo è stato dimostrato scientificamente che settori della politica, principalmente nella figura di Marcello Dell'Utri, collaborarono in forma quasi permanente con la mafia nelle sue attività criminali. Nella seconda invece è emerso in maniera evidente come la mafia in realtà sia una sola (Cosa Nostra, ‘Ndrangheta stragista, Sacra Corona Unita) e come abbia agito congiuntamente nel periodo delle stragi.
Paolo Borsellino e Giovanni Falcone avevano trovato un filo conduttore che rilevava la presenza costante di poteri nascosti che agivano dietro le quinte. Se non fosse stato per le “menti raffinatissime” di cui parlava Falcone forse “la storia sarebbe andata in modo diverso e non avremmo avuto 20 anni di Forza Italia. Per questo motivo li uccisero”. Queste sono state le parole espresse da Giorgio Bongiovanni, direttore di Antimafia Duemila, durante l’incontro di chiusura del "Campus invernale" organizzato dal movimento culturale internazionale Our Voice, trasmesso in diretta per tutti i gruppi Our Voice dell'America Latina e dell'Italia.
Questo "campus", organizzato nel rispetto delle strette misure sanitarie, si è focalizzato attorno ad un obiettivo: capire il Sistema Criminale Integrato. Una forza di potere, costituita dalla mafia, dalla massoneria, dai servizi segreti deviati e da soggetti posizionati in ambiti strategici della società in ambito economico, politico e imprenditoriale, abilmente infiltratasi nella struttura civile e in quella istituzionale degli Stati. È proprio questa rete criminale quella che condiziona le democrazie, direziona l’economia globale e obbliga milioni di persone all’emarginazione, al degrado e alla dipendenza.
La dipendenza dalle droghe è stato il tema centrale dell’incontro guidato magistralmente da Lorenzo Capretta, il quale ha invitato tutti i ragazzi ad affrontare l’argomento con una visione filosofica, per costruire tutti insieme il concetto di “dipendenza” sia da una prospettiva morale e teorica sia da una prospettiva più pratica. Lorenzo nella presentazione della relazione è stato ben supportato da Denis Pisano, Francesca Iabichino e Sara Zancanaro.
È toccato ad Aaron Pettinari, caporedattore di ANTIMAFIADuemila, proporre a priori una vera sfida a tutti i ragazzi. Il giornalista è riuscito a riassumere alla perfezione la complessità dei temi, la quantità di nomi e di situazioni storiche, con un linguaggio semplice e accessibile a tutti quei giovani, che muovevano i loro primi passi nello studio della criminalità organizzata, della storia politica e della geopolitica. A lui il compito di introdurci nelle basi del Sistema Criminale Integrato, mostrandoci le prime manifestazioni e la sequenza logica dei fatti che si sono succeduti nella storia d’Italia e del mondo. Tutto questo perseguendo sempre uno stesso modello di condotta collusiva, corrotta e in definitivo, mafiosa.
Il Sistema Criminale Integrato non è infatti solo una combinazione di rapporti tra settori deviati della società, ma è anche una struttura formata da più livelli, ognuno dei quali compie un ruolo nella costruzione del tutto. In questo senso l’America latina è un tassello fondamentale per il Sistema. Il degrado delle società negli anni, la corruzione istituzionale, il criterio dell'impunità, la deviazione delle forze di sicurezza dai loro propositi originali, hanno da sempre costituito un terreno fertile per la mafia e per la diffusione della mentalità mafiosa. L'imposizione data dalla forza di un sistema socio-economico e politico portato avanti dagli apparati repressivi delle dittature del cono meridionale, sono un chiaro esempio del lavoro realizzato dai servizi segreti deviati eseguendo gli ordini dei grandi "lobbisti" dell'impero nordamericano.
È stato affidato a Georges Almendras, direttore di ANTIMAFIADosmil, Érika País, attivista sociale e Matías Guffanti, coordinatore di Our Voice per l'America latina, delineare la mappa della criminalità organizzata in Latinoamerica. Partendo da concetti storici ed esperienze personali, hanno invitato i giovani europei a comprendere, soprattutto, la struttura politica e sociale di paesi complessi come la Colombia, il Paraguay e la Bolivia. Così come le esperienze delle guerriglie latinoamericane.
L'evento principale, senza voler sminuire gli altri, è stato senza dubbio l’incontro che ha visto la partecipazione del magistrato Nicola Gratteri e del professore e ricercatore Antonio Nicaso, attualmente due delle persone meglio informate sul fenomeno della ‘Ndrangheta e del narcotraffico. Entrambi hanno risposto alle tante domande che i giovani gli hanno rivolto. Da tutte le riflessioni è nato un interessante dibattito, che ha permesso di descrivere l'attuale operatività di questa organizzazione criminale che opera nel mondo della droga: dal controllo delle piantagioni all'organizzazione del commercio attraverso numerosi paesi sudamericani, dall’assenza di controlli fino ad arrivare alla collocazione della mafia nei mercati europei. Il flusso di denaro illecito guadagnato dal traffico di droga infatti, viene reinserito "legalmente" all’interno dell’economia legale, attraverso banche ed istituti finanziari, nuovi investimenti in industrie e multinazionali.
Molto importanti le riflessioni di Gratteri rispetto all’assenza di passi in avanti della Comunità Europea nell’ambito delle libertà civili e commerciali. Sul piano legislativo purtroppo non c’è stato infatti ancora nessun avanzamento positivo tale da permettere la totale repressione del fenomeno criminale mafioso a livello europeo. La mancanza di strumenti legali e di organismi specializzati nel contrasto alla criminalità organizzata è dovuta ad una colpevole negligenza dei governi europei che fanno “orecchie sorde” ai richiami dall’erta che i magistrati italiani lanciano da decenni. I due specialisti hanno concluso affermando che la mafia non può esistere senza questa impalcatura di relazioni politiche ed istituzionali, ormai radicate in ogni paese depositario dei suoi interessi.
Da non dimenticare inoltre l'importanza sottolineata da entrambi gli esponenti della formazione e dell’educazione dei giovani. Un obiettivo necessario e fondamentale se si vuole decostruire una mentalità ed una cultura mafiosa ormai acquisita da gran parte della cittadinanza.
A questo proposito, è stato affrontato anche il tema del femminismo e del sistema patriarcale da parte appunto della “Commissione femminismo” di Our Voice, per spiegare le ingiustizie e la mentalità maschilista che ruota intorno a questo argomento. L’effetto dell’onda femminista nel ricostruire e riformulare le strutture arcaiche della nostra società rappresenta una finestra che ci permette, in verità, di capire come in realtà un cambio culturale a grande scala è possibile. Sonia Bongiovanni, direttrice del Movimento, insieme a Beatrice Boccali hanno condotto questo importante incontro dove è stato sottolineato lo spirito della donna latinoamericana come esempio di lotta, di resistenza, e di forza.
Karim El Sadi, uno dei giovani redattori di ANTIMAFIADuemila, ha presentato il caso di Julián Assange, diventato priorità di tutto il Movimento nelle ultime settimane. Anche la notizia della sua non estradizione è stato motivo di entusiasmo, allegria e lacrime in uno degli incontri. Centinaia di giovani collegati tramite internet hanno condiviso in tempo reale questa vittoria (anche se parziale) sul sistema di potere. Karim, con nobile sentimento di dignità, ci ha trasmesso l'imperiosa necessità di difendere la libertà di espressione, lo spirito di resistenza e di lotta contro la concentrazione dei mezzi di comunicazione e contro la censura. “Dobbiamo cercare la verità persino sotto le pietre”, ha detto.
Non possiamo non fare una menzione speciale a Francesca Mondin che ha avuto il ruolo fondamentale di responsabile dell'organizzazione del campus e la cui presenza e vicinanza ha armonizzato ogni incontro. Così come l'indispensabile e professionale presenza di tutti i giovani preposti al lato tecnico dietro schermi e telecamere, che hanno saputo tenere viva l’attenzione di tutti gli spettatori.
Il movimento culturale internazionale Our Voice infine, ha presentato attraverso Matías Guffanti e Marta Capaccioni, l’inizio di un'idea molto grande che prenderà corpo gradualmente. Un progetto politico rivoluzionario e non violento che cercherà di sintetizzare la struttura del Sistema Criminale Integrato e di individuare all’interno di quest’ultimo le cause delle ingiustizie del mondo. Un primo passo necessario per una proposta di soluzione concreta, possibile e realizzabile solo attraverso l'unione sotto un’unica bandiera di centinaia di migliaia di giovani di tutto il pianeta che vivono e combattono quotidianamente credendo fermamente che la costruzione di un mondo migliore possa davvero diventare realtà.
La rivoluzione incomincia da qui. Dalla costruzione di una gioventù informata, preparata, conoscitrice del proprio ambiente e consapevole dell’impalcatura politico-amministrativa sulla quale si basano tutte le nazioni del mondo.
Una gioventù che abbia la volontà di esprimere le virtù proprie dell'essere umano.

Foto di copertina: Our Voice/Gubbio, Teatro Comunale, 24 agosto 2019

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