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Era nel porto della città di Villeta; unico arrestato l'ex direttore della TV pubblica

L'ex direttore della TV Pública, Cristhian Turrini, è stato arrestato, accusato di essere il responsabile della spedizione di un carico di carbone vegetale, in cui era occultata la cocaina (circa 2.300 chili), destinato in Israele. L'operazione è avvenuta nel porto Terport della città di Villeta. Gli agenti del Dipartimento Anti-Droga della Polizia Nazionale hanno controllato diversi container in cui hanno scoperto l'ingente carico di cocaina.
Il giornale Ultima Hora ha riferito che: "Uno dei sei container, diretti in Israele, aveva al suo interno sacchi di colore bianco con carbone vegetale e tra questi i panetti di droga”.
"Il Commissario Osvaldo Ávalos, capo del Dipartimento Anti-Droga della Polizia Nazionale, ha detto che l’operazione è stata realizzata in collaborazione con la Sensible Intelligence Unit (SIU) e con la Direzione delle Dogane. Il capo della polizia ha aggiunto che quando il primo container è stato controllato, il cane addestrato a rilevare la droga ha segnalato la presenza di sostanze, quindi i sacchi sono stati aperti e sono state trovate quattro confezioni di cocaina, con una media di un chilo per confezione. Ha assicurato che anche gli altri sacchi avevano droga all’interno, poichè i cani ne hanno rilevato la presenza. Ha aggiunto che in uno dei container c'erano più di 500 sacchi".
Il commissario di polizia Gilberto Fleitas, direttore del Reparto Criminalità Organizzata, ha dichiarato ad ABC Color: "Ci sono voluti almeno cinque mesi di indagini, e da venerdì scorso i container sono stati monitorati. Lunedì, durante un'operazione iniziata alle 7 del mattino, è stata identificata la spedizione. L’indagine è partita l'anno scorso dal sequestro di una spedizione di droga paraguaiana gestita sempre da Turrini. Nonostante fino ad ora sia l’unico arrestato, gli investigatori stanno indagando su altri nomi. La cocaina è stata presumibilmente portata dalla Bolivia in aereo ed era destinata in Israele, prima però, doveva passare dal Belgio. È da questo paese europeo che le autorità paraguaiane hanno ricevuto i primi dati, il che dimostra che questo non è il primo carico che questa compagnia inviava con questo metodo”.
Oltre al procuratore Elva Cáceres, hanno lavorato al caso anche i procuratori Carlos Alcaraz e Isaac Ferrira. Hanno guidato le varie operazioni realizzate contemporaneamente in un magazzino nella città di Mariano Roque Alonso, e nei quartieri Herrera e San Cristóbal nella città di Asunción.
Il ministro dell'Interno Euclides Acevedo si è recato al porto privato "Terport" della città di Villeta per vedere la cocaina sequestrata lunedì sera, definendo l'accaduto "un passo in avanti a favore della legalità della Repubblica".
Acevedo ha anche dichiarato: "La cocaina non aveva come destinazione solo Israele, ma varie parti del mondo. È il risultato di un arduo lavoro di intelligence che ha permesso di tagliare una delle principali rotte del traffico di droga. Ora lo scopo è di quello di cui parlavamo con il procuratore Elva Cáceres, che gli arrestati sono semplicemente dei collegamenti; la punta della piramide è da un'altra parte. La dottoressa Cáceres mi diceva che questo è l'obiettivo principale: trovare i veri responsabili del carico”.

Turrini nega i legami con i narcotrafficanti ma dice di temere per la sua vita
Nelle dichiarazioni rilasciate a ABC TV, Roberto Zapatini, l'avvocato difensore di Cristian Turrini, unica persona finora detenuta, ha dichiarato: "Per dirla tutta, il mio cliente è stato un idiota, ora teme per la sua vita. Chiaramente dice anche di non essere coinvolto in alcun modo. Non so se darà altri nomi o se si prenderà tutta la colpa. Sostiene di dedicarsi alla raccolta dei sacchi di carbone da diverse aziende e di spedirli in Europa tramite la sua società. Afferma di essere totalmente all'oscuro del contenuto dei sacchi di carbone e che nel suo magazzino non si effettuava alcun caricamento di carbone. È un intermediario per la vendita di merci all'estero. Ci sono diverse aziende che sono state sue clienti per circa un anno".

Domande da porsi
Il sequestro di lunedì ha già superato i precedenti sequestri di cocaina nel nostro paese. Ad esempio, nell'aprile 2019: 2.200 chili a Concepción; nel novembre 2012: 1.748 chili, nell'operazione Black Eagle; nell'agosto 2013: 1.727 chili, nell'operazione Black Eagle II; nel maggio 2011: 875 chili, a Puerto Fénix, Asunción.
Per concludere, per quanto riguarda il carico di Puerto Villeta, possiamo porci molte domande: per trasportare una così grande quantità di cocaina dalla Bolivia per via aerea, sono stati necessari almeno dieci voli, quindi dov'erano le autorità aeree paraguaiane che non hanno rilevato questi voli irregolari? (Allo stesso modo, c'è stato un enorme movimento via terra per spostare la grande quantità di cocaina sequestrata al porto di Villeta), quindi: cosa facevano i funzionari della Dogana, la polizia nazionale e le altre autorità che non hanno scoperto questo traffico di droga già molto tempo fa, tanto più quando ci sono sospetti che la stessa cosa accada da molto tempo in vari porti privati del paese?

Foto di copertina: www.diarioultimahora.com

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