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A più di 800 chilometri a sud di Santiago, la IX regione dell'Araucanía è teatro di un conflitto iniziato 400 anni fa. Dalle fallimentari campagne militari intraprese dalla Spagna a sud del fiume Bio-Bio, passando alla guerra per le risorse e lo sterminio ufficialmente riconosciuto dallo Stato come "Pacificazione" nel XIX secolo, la nazione-popolo mapuche continua a sventolare la bandiera dell'autodeterminazione politica.
Uno degli obbiettivi primari delle comunità mapuche è il recupero delle loro terre ancestrali, espropriate con la forza, nel contesto di un aggressivo processo di colonizzazione intrapreso dallo Stato. La loro rivendicazione si scontra direttamente con gli influenti gruppi di potere in Cile, in particolare con quei nuclei imprenditoriali che hanno interessi nell'industria forestale.
Le piantagioni di pini e di eucalipti sono cresciute in modo esponenziale negli ultimi decenni, diventando una delle principali aree dell'economia regionale. Esplorando il territorio, si possono vedere città circondate da aziende forestali.
La marginalità e la violenza a cui è stato sottoposto il popolo Mapuche, che equivale al 23% della popolazione della regione, quasi 870.000 persone, è stata riconosciuta in modo inedito nel 2017 dall'allora presidente Michelle Bachelet. In occasione dell'annuncio di un piano di sviluppo regionale, l'ex presidente si è scusata: "Abbiamo fallito come Paese, ed è per questo che sono qui oggi. In qualità di Presidente della Repubblica, vorrei scusarmi solennemente e umilmente con il popolo mapuche per gli errori e gli orrori che lo Stato ha commesso o tollerato nei nostri rapporti con loro e con le loro comunità". Sotto il mandato di Bachelet, spiccano la fallita montatura nota come 'Operazione Huracán'* e l'arrivo del Comando Jungla in Araucania, a cui si aggiungono cinque omicidi a Wall Mapu durante la sua amministrazione.
Le comunità mapuche continuano ad essere perseguitate perché promuovono un modello di governo autonomo concorde con la loro cultura ancestrale, in aperta contraddizione con il centralismo dello Stato cileno. La loro visione del mondo esprime una consapevolezza del territorio, dell'ecosistema e del paesaggio che rappresenta un ostacolo per le aziende che vogliono ottenere ricchezza e risorse dal territorio. Il Wall Mapu è attaccato dalle compagnie idroelettriche, forestali, di pesca e da coloro che speculano sulla rendita dei terreni sia sul fronte cileno che su quello argentino. Così come durante la cosiddetta Campagna del Deserto e l'Occupazione di Araucania, le autorità mapuche sono state stigmatizzate e perseguitate, oggi vengono perseguitati come se fossero terroristi solo perché difendono il loro territorio e la loro cultura.
Ora prendono di mira i bambini seminando il terrore, chiamandoli ladri per abbattere i concetti di famiglia e di comunità, attraverso la menzogna e il terrore - cercando di instillare in loro che i Mapuche sono ladri di territori e non il contrario - alimentando la confusione e il conflitto nelle menti di questi bambini, in modo che si rassegnino e rinuncino alla lotta.
Secondo i documenti ufficiali che l'Istituto Nazionale dei Diritti Umani, (INDU), ha presentato alla magistratura, tra il 2011 e il 2020, almeno 133 tra bambini e adolescenti mapuche sono stati maltrattati in più modi dai Carabineros de Chile e dalla polizia civile. Questi dati includono solo gli eventi denunciati, poiché secondo lo stesso INDU, vi è un numero indeterminato di casi che non vengono mai alla luce e si perdono nei campi e nelle foreste del sud del Cile.


Dichiarazione pubblica

A FRONTE DELLA REPRESSIONE E AGGRESSIONE CONTRO I BAMBINI MAPUCHE IN UNA MARCIA PACIFICA


La comunità autonoma mapuche di TEMUCUICUI, di fronte alla violenza esercitata dal governo cileno attraverso le forze di polizia, dichiara quanto segue.
1. Oggi, un nuovo giorno di violenta repressione da parte del governo di Piñera, che attraverso i carabineros ha impedito una marcia pacifica per le strade di Temuco, ripudiando l'attentato e il tentato omicidio del tredicenne mapuche della comunità di Wente Winkul Mapu. Questa marcia ha riunito un numero importante di famiglie mapuche e di bambini provenienti da diversi lof (comunità) del Wall Mapu, nonostante ciò sono stati colpiti da gas e altri agenti chimici utilizzati dalla polizia militarizzata del Cile, per impedire lo svolgimento della manifestazione.
2. Questa azione del governo è in contrasto con il consenso con cui è stato affrontato lo sciopero dei camionisti, che per diversi giorni, non solo hanno violato le norme sanitarie e il coprifuoco, ma le loro azioni stavano compromettendo la pace sociale, per cui era perfettamente applicabile la Legge sulla sicurezza interna dello Stato. Ma nulla di tutto questo è accaduto e lo sciopero ha avuto tutta la complicità del governo.
3. La violenza dello Stato e dei civili armati contro i bambini mapuche è una costante; pochi giorni fa dopo una violenta e brutale incursione nel lof (comunità) autonomo di Likankura a Kollipulli, diversi bambini sono stati picchiati e minacciati dalla polizia pesantemente armata. Queste azioni sono ricorrenti nel rapporto dello Stato con i bambini mapuche, basti ricordare che il weichafe (guerriero) Alex Lemun aveva solo 17 anni quando nel 2020, fu vigliaccamente assassinato dai carabineros.
4. I bambini mapuche sono il futuro della vita, sono la radice di tutti i pu weichafe che sono morti perché oggi il popolo mapuche esiste e sono la continuità del weichan (lotta del popolo mapuche), per questo è importante riflettere in questi giorni in cui l'élite dice di celebrare l'indipendenza del Cile, noi mapuche non abbiamo nulla da celebrare. Abbiamo perso la nostra indipendenza nel 1881 e non l'abbiamo ancora recuperata ed è per questo che è così importante per i bambini conoscere la storia dei Mapuche, affinché continuino a camminare verso la libertà e la decolonizzazione, affinché nessun bambino Mapuche sia mai più umiliato e si senta inferiore, perché questo territorio ci appartiene e così anche il futuro.

Comunità Autonoma Mapuche
Wall Mapu, Temucuicui mercoledì 16 settembre 2020

* Operazione Uragano: Orchestrata dallo Stato e dai Carabineros de Chile per incriminare i leader Mapuche sulla base di prove false. Un’operazione di facciata per coprire una frode milionaria di 29.000 miliardi (CLP) che consisteva nell’inserimento di false chat nei telefoni cellulari dei leader Mapuche.

Foto di copertina: Agenzie internazionali

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