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di Claudio Rojas
La Corte d’Appello si è pronunciata a favore dell’impunità di 17 criminali condannati per violazioni dei diritti umani.
Nell’ottava sezione della Corte d’Appello di Santiago, lo scorso 9 aprile, la corte composta dal ministro Juan Cristobal Mera Muñoz, dal ministro Mireya López Miranda e dall'avvocato Cristian Lepin Molina, ha deciso di assolvere Pedro Espinoza, RolfWenderoth, Hermon Alfaro, Pedro Betterlich, Claudio Pacheco, Orlando Torrejón, Orlando Altamirano ed Eusebio López.
Ha inoltre concesso la riduzione di pena a tre anni ed un giorno a Ricardo Lawrence, Jorge Andrade, Juan Morales Salgado, Ciro Torré, Sergio Escalona, Juvenal Piña, Jorge Díaz, Gustavo Guerrero e Gladys Calderón. Questi criminali godranno anche del beneficio della libertà vigilata, che significa che potranno scontare le pene dalla comodità delle proprie abitazioni.
Da precisare che questa decisione non è legata al così detto "Indulto COVID" proposto dall’esecutivo.
In considerazione di questi sviluppi il Comitato dei Familiari dei detenuti desaparecidos ha dichiarato: "Denunciamo, ancora una volta, che la giustizia cilena costituisce un esempio di impunità a favore dei crimini di Lesa Umanità".
Non sono candidi innocenti, tutti loro sono delinquenti di alto livello che hanno attentato sistematicamente contro l'integrità fisica e psicologica di migliaia di cileni.
Il presidente del Cile, Sebastián Piñera, ha difeso il disegno di legge che prevede che i detenuti in età avanzata possano accedere agli arresti domiciliari per decongestionare le prigioni a causa della pandemia di coronavirus includendo anche i condannati per crimini di lesa umanità.
"L'idea è commutare la pena detentiva in una pena agli arresti domiciliari e ciò favorirà non solamente molte persone recluse a Punta Peuco (struttura penitenziaria che ospita ex militari e agenti dello stato cileno appartenenti al regime militare di Augusto Pinochet e condannati per crimini di lesa umanità), ma anche quelle di tutte le prigioni del Cile che io credo debbano poter morire con dignità", ha aggiunto il presidente.
Nel frattempo i giovani ancora detenuti senza una valida imputazione (da sottolineare che nessuno di loro ha antecedenti penali, pertanto hanno l'attenuante di irreprensibili comportamenti precedenti), rimangono rinchiusi ingiustamente per ragioni politiche, perché il governo vuole impedire a tutti i costi la mobilitazione del popolo. Trova quindi il modo di trattenere illegalmente oltre 3.000 prigionieri politici e non contempla l'indulto a causa del Covid-19 per ragioni umanitarie, disattendendo le raccomandazioni dei medici e delle associazioni di settore, poiché ovviamente le prigioni sono fatali per la propagazione del virus.
La Procura Centro Norte incaricata dell’indagine - a causa della pressione del governo - ha deciso di mettere in libertà 43 dei 44 detenuti protagonisti dei disordini di martedì scorso nelle vicinanze di Plaza Italia, presunti membri di "Prima Linea."
Ricordiamo che la ‘Settima Corte di Garanzia di Santiago’ aveva rilasciato in libertà senza misure cautelari 16 minorenni e deciso la liberazione di 27 dei 28 adulti con obbligo di firma ogni due mesi; è rimasta in prigione preventiva solo una persona più avanti con l'età. È importante segnalare che a presiedere questa Corte è il Giudice Daniel Urrutia, su cui la Corte ha aperto un fascicolo e non ha effettuato la liberazione degli imputati di "prima linea", sulla base di un'interpretazione accomodante della legge da parte del governo, con cui una legge prevale sulla stessa Costituzione… un'anomalia!!!
Quindi un grande "applauso" alla giustizia cilena che un tempo ha goduto di un certo prestigio e oggi è allineata al governo, facendo parte della dittatura. È impossibile non ricordare la celebre frase di Pedro Albizù: “Quando la tirannia è legge, la rivoluzione è l'ordine”.

Foto di Copertina: www.lasillarota.com

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