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di AMDuemila
In questo periodo di emergenza sanitaria, che sta mettendo a dura prova il mondo intero, Papa Francesco ha fatto sentire più volte la propria voce esprimendo la propria vicinanza all’intera umanità. Anche a chi non è credente o professa una religione diversa dal Cristianesimo. I suoi discorsi sono stati di grande sensibilità, profondità e valore. Proprio ieri, ad esempio, il Pontefice, durante l’omelia a Casa Santa Marta, ha rivolto un forte monito a chi “in questo tempo di pandemia fa commercio con i bisognosi approfittando delle loro necessità come i mafiosi, gli usurai e tanti altri”. Persone che il Papa ha paragonato a “Giuda che vendono i fratelli e le sorelle, sfruttandoli nel lavoro...”. E poi ancora, riprendendo le parole di Gesù contenute nel Vangelo di Luca: “Tanta gente vuole servire Dio e il denaro… Alla fine fanno finta di servire Dio... Chi ama troppo i soldi tradisce per averne di più, sempre... Dio non perdona i corrotti. Non perdona, semplicemente perché il corrotto è incapace di chiedere perdono... La corruzione gli ha tolto anche quella capacità che tutti abbiamo di vergognarci, di chiedere perdono. Il corrotto è sicuro, va avanti, distrugge, sfrutta la gente… Si è messo al posto di Dio”. A queste persone Papa Francesco ha chiesto il ravvedimento e allo stesso tempo ha invitato l’uomo a rivedere i propri modi di vivere sulla base di una conversione sociale ed ecologica. Secondo il Santo Padre, infatti, lo scoppio della pandemia è dovuta a una reazione della natura alle nefandezze umane. “Non so se sia la vendetta della natura, ma di certo è la sua risposta”, ha detto Bergoglio nel corso di un’intervista pubblicata nel settimanale britannico The Tablet. “Non abbiamo dato ascolto alle catastrofi parziali. Chi è che oggi parla degli incendi in Australia? E del fatto che un anno e mezzo fa una nave ha attraversato il Polo Nord, divenuto navigabile perché il ghiaccio si era sciolto? Chi parla delle inondazioni?”. “Questa crisi - ha spiegato - ci tocca tutti: ricchi e poveri. È un appello all’attenzione contro l’ipocrisia. Mi preoccupa - ha aggiunto - l’ipocrisia di certi personaggi politici che dicono di voler affrontare la crisi, che parlano della fame nel mondo, e mentre ne parlano fabbricano armi... È tempo di coerenza. - ha concluso il pontefice nella sua intervista - O siamo coerenti o perdiamo tutto”.

Foto © Imagoeconomica

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