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di Karim El Sadi - Video
Sit-in davanti al Parlamento. La gente chiede giustizia e urla “mafia, mafia!

Goccia dopo goccia accade che anche la più resistente fra le rocce esistenti venga scalfita. E col passare del tempo quella scalfittura si allarga e diventa una crepa che frantuma a metà la pietra. Parafrasando, questo è quello che in sostanza sta accadendo a Malta. L’omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia ha creato sconforto nella popolazione e chiusura nel governo. Un’omertà istituzionalmente diffusa, calcificata, che solo le indagini e le inchieste giornalistiche piovute, appunto, “goccia dopo goccia”, sono riuscite ad infrangere. Il governo maltese è spaccato forse come mai prima d’ora e al centro di questo terremoto c’è proprio il delitto della blogger Caruana Galizia, ormai in maniera sempre più evidente maturato in ambienti criminali appartenenti all’alta finanza e al mondo del business occulto.

Diversi deputati nei giorni scorsi avevano preso posizione in privato contro i due membri del governo, il capo di gabinetto Keith Schembri ed il ministro del Turismo Konrad Mizzi, coinvolti nel caso Caruana. Gli stessi su cui la giornalista 53enne stava indagando prima di saltare in aria la mattina del 16 ottobre 2017. Oggi invece il ministro dell'istruzione, Evarist Bartolo, è uscito allo scoperto chiedendo apertamente le dimissioni dei due colleghi di governo con un post su Facebook. "Siamo ad un bivio. Se proteggiamo assassini e riciclatori di denaro saremo un paese peggiore. Ma saremo un paese migliore se la giustizia potrà essere uguale per tutti, senza paure e senza favori". La causa scatenante di questo atto di forza politico è stata la richiesta, alla quale il presidente Joseph Muscat consultatosi con il Procuratore generale e il capo della polizia si è riservato di rispondere, di un condono tombale in cambio di rivelazioni sul mandante dell'assassinio della giornalista da parte dell'imprenditore Yorgen Fenech, arrestato mercoledì mentre tentava la fuga a bordo del suo yacht.



Poco più tardi anche il vicepremier Chris Fearne, parlando con i media a margine di un evento pubblico, ha puntato indirettamente il dito contro Schembri e Mizzi: "Le persone che hanno compiuto l'omicidio, quelli che lo hanno commissionato e chiunque sia coinvolto ha fatto un gravissimo danno, quasi irreparabile, alla reputazione di Malta. La nostra priorità è quella di risolvere questo caso e ristabilire la reputazione di Malta. Questo governo ha un forte mandato elettorale e deve continuare a lavorare. Ciò non implica ignorare responsabilità politiche. Non abbiamo paura di prendere decisioni. Nessuno è più grande del paese. Nessuno è al di sopra della legge”.

Nel frattempo in questi minuti davanti al parlamento maltese si sono riunite decine di persone. Il sit-in è stato trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook “Justice For Daphne Caruana Galizia”. Urla e fischi sono stati diretti contro i deputati dentro l’edificio. Al passaggio delle auto blu le persone dietro le transenne innalzate dalla polizia hanno cominciato a gridare in coro “mafia, mafia!”, seguito da “shame on you” (in inglese vergognatevi, ndr) e “giustizia!”.

Foto © Reuters

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