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di AMDuemila
Il provvedimento preso dopo lo Stato di Emergenza annunciato dal presidente Piñera

Libertà sospese a Santiago del Cile, è la prima volta dalla caduta del dittatore Augusto Pinochet. Nel Paese l’esercito ha proclamato il coprifuoco nella capitale arrestando oltre 960 manifestanti nelle ultime 24 ore e uccidendone almeno 3 durante i disordini scoppiati nei giorni scorsi. La gente è scesa in strada a seguito della decisione del presidente Sebastián Piñera di aumentare il prezzo del biglietto dei trasporti pubblici, l’ennesima mossa volta, di fatto, a stringere ancora di più le economie dei cittadini in una crisi che serpeggiava già da tempo nelle strade della città. Il drastico provvedimento dell’esercito viene dopo la proclamazione dello stato di emergenza di venerdì sera. Gli abitanti ora non potranno uscire di casa dalle 9 di sera alle 7 di mattina salvo casi estremi in cui però ci si dovrà munire di un’autorizzazione speciale. Da Santiago del Cile giungono immagine terribili con militari e carri armati in mezzo alla strada assicurandosi che la misura di emergenza venga osservata dalla popolazione. Nel mentre che il popolo scende in piazza e la città brucia il presidente è stato fotografato in una pizzeria con la sua famiglia, quasi come se la situazione non lo turbasse, Piñera infatti ha affidato all’esercito la gestione dell’ordine pubblico dopo gli assalti, gli incendi, i saccheggi che per tre giorni, da giovedì sera, hanno messo in ginocchio la capitale. Le ultime notizie che giungono dal Paese rivelano che il presidente ha sospeso l’aumento del costo dei mezzi pubblici ma nel frattempo i tumulti non sembrano acquietarsi e nemmeno i disagi. Il bilancio di morti, feriti ed arresti, infatti potrebbe aggravarsi. Inoltre secondo quanto riferisce il quotidiano "La Tercera" nella giornata di oggi si sono registrate 95 cancellazioni e 20 riprogrammazioni di voli. Migliaia di persone quindi sono rimaste a terra all'aeroporto internazionale di Santiago.

Foto © Ansa

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