Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

acosta vilmar 610di Jean Georges Almendras
A tre anni dalla morte del giornalista e dell’assistente il dibattimento contro “Neneco” Acosta, accusato di essere il mandante

Se fosse stato pianificato forse non sarebbe riuscito meglio. Quel che è certo è che a tre anni esatti dal crimine contro il giornalista Pablo Medina e la sua assistente Antonia Almada, avrà inizio il processo contro il presunto mandante dei due omicidi, l'ex sindaco di Ipejhú, Vilmar "Neneco" Acosta. Per essere esatti, l’udienza si terrà (almeno così è previsto) il 16 ottobre di quest’anno, lo stesso giorno in cui i giornalisti furono crivellati di colpi lungo una strada rurale di Villa Igatimí, dipartimento di Canindeyú, nel 2014. A questo punto gli atti commemorativi in memoria del collega assassinato saranno al centro dell’attenzione dei media così come l’evoluzione del dibattimento presso il Palazzo di Giustizia di Asunción.
Il crimine del giornalista Medina che, come si ricorderà, era uno dei nostri redattori, colpì profondamente la società paraguaiana, ma soprattutto il mondo giornalistico del paese-fratello Paraguay.
Il fatto che il processo si tenga lo stesso giorno della sua morte è quantomeno sorprendente. L'informazione ufficiale riferisce che la data di inizio è stata stabilita dalla Circoscrizione Giudiziale di Canindeyú. La risoluzione sarebbe stata comunicata all'accusato Acosta, nella prigione di Tacumbú, dove è recluso da quando fu estradato dal Brasile, a seguito di alcune prolungate e opportune gestioni per l’estradizione ad opera delle autorità paraguaiane.
Vilmar "Neneco" Acosta, che dopo essere stato accusato di essere il mandante dell’omicidio Medina fu espulso dal partito Colorado, rischia una pena di circa 30 anni di prigione.
Ma al di là dei risultati del processo, che molti ritengono non mancherà di un alone di impunità, già la sola coincidenza della data con quella del crimine significa molto. Perché il caso o il destino hanno giocato in modo che sicuramente quel giorno la voce della giustizia avrà una sfumatura differente.
Infatti, questa coincidenza può essere interpretata come un molto sottile messaggio per l’accusato. Una specie di scherzo del destino, per farlo sentire (o fargli capire) che a volte queste coincidenze esistono. Ed esistono non solo affinché ognuno tragga le proprie conclusioni, ma perché lui stesso faccia la sua parte. Forse in questo modo, “Neneco” riuscirà a capire fino in fondo come e perché il destino ha mescolato le carte. Le sue, letteralmente.
La coincidenza sarà ad ogni modo mediaticamente ricca di contenuto e significativa. Un’udienza per l'accusato ed anche di commemorazione per le due vittime, proprio il 16 ottobre. Un appuntamento da non mancare per il giornalismo paraguaiano e della regione. Ed anche per noi.

Foto di Copertina: www.judiciales.net

TAGS:

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy