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moore trumpdi PierLuigi Fagan
Fine Luglio, Moore fa la sua previsione che anticipa il trionfo di Trump basandosi su cinque considerazioni. Nel frattempo i grandi media sbagliavano tutto.

Onore a Michael Moore, evidente testimonianza di quando la testa ti funziona bene.

Fine Luglio, Moore fa la sua previsione che anticipa il trionfo di Trump basandosi su cinque considerazioni:

1. Clinton perderà la Rust Belt, la cintura della ruggine a nord dei Grandi Laghi: Michigan, Ohio, Pennsylvania e Wisconsin.

2. Trump è l'ultima speranza per il declino dell'uomo bianco dell'America profonda.
3. Clinton è piena di impresentabilità.
4. La poco meno di metà del partito democratico che ha votato Sanders non sarà elettorato attivo in favore di Clinton.
5. Effetto vaffanculo.

Aggiungerei l'Effetto "Ravenna" per l'élite dominante americana: il riferimento storico va indietro fino al tempo in cui l'élite dell'Impero romano d'Occidente se ne stava protetta dalle paludi ravennati a discettare sul futuro di un impero che non c'era più e su cui il mondo barbaro aveva preso abbondantemente il sopravvento.

C'è solo una cosa più tragica di una fine, non capire che è finita.

Quando vinci le primarie solo 55% - 45% con uno come Sanders e non cogli il segnale, allora vuol dire che il tempo del tuo pezzo di storia è davvero finito.

Vale per Hillary Clinton e il suo apparato, vale per gran parte dei media che non hanno saputo/voluto vedere tutto questo.

Tratto da: megachip.globalist.it

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