Ben 147 pagine accusano Cristina Fernández Kirchner e due ex esponenti del suo governo
di Jean Georges Almendras
L’intricato groviglio giudiziario che ha portato davanti alla giustizia Lázaro Báez e altri, in Argentina, ha portato alla luce, sotto gli occhi dei cittadini e di tanti simpatizzanti di Kirchner e di Cristina Fernández, un profondo intreccio tra l’illegalità e la politica di questo paese. Non poche persone del governo Fernández sono adesso intenzionati dalla Giustizia.
Con il trascorrere dei giorni, si sono consolidati i capi di imputazione contro un bel numero di esponenti dell’ex amministrazione Kirchner-Fernández. Infatti, lo scorso venerdì 13 maggio, appena un mese dopo che la vedova di Kirchner si presentò davanti al magistrato, la Giustizia argentina, nella persona del Giudice Federale Claudio Bonadio (titolare del Tribunale Nazionale Penale Federale nº 11), l'ha rinviata a giudizio. L'accusa è di “amministrazione illecita a danno dell’amministrazione pubblica” nell’ambito del processo che indaga su presunte irregolarità nella vendita di ‘dollari future’ durante l'ultimo periodo del suo secondo mandato. Rinviati a giudizio anche l’ex ministro dell’Economia Axel Kicillof e l’ex presidente del Banco Centrale, Alejandro Vanoli.
Il magistrato ha anche ordinato il congelamento dei beni degli ex funzionari per un valore di 15 milioni di pesos (un milione di dollari circa).
Sia l’ex presidente argentina, che l’ex ministro, quest’ultimo alta carica del Banco Centrale, sono indagati per il presunto reato di aver disposto operazioni di compra vendita di ‘dollari future’ ad un valore inferiore a quello stabilito dal mercato, un fatto che avrebbe generato di per sé un danno economico nelle casse dello Stato che avrebbe ereditato il successore al governo di Cristina Fernández di Kirchner.
Alcuni mezzi stampa locali riportano un frammento dell’estenso documento del Giudice Federale Bonadio, che conta ben 147 pagine: “E' impensabile che un’operazione finanziaria di tale portata, dove in meno di 45 giorni sono state aperte posizioni del BCRA di U$S 5.000 milioni a U$S 17.000 milioni (di dollari), che avrebbe provocato evidenti effetti economici e politici in un futuro immediato, sia stata attuata senza l’approvazione espressa del vertice economico e politico del Potere Esecutivo Nazionale”.
E ha aggiunto: “È evidente che l’allora Presidente della Nazione ha dato istruzioni al suo Ministro dell’Economia - senza dubbio elaborate congiuntamente - affinché questa operazione finanziaria fosse portata a termine. Il ministro, a sua volta, ha dato direttive ai funzionari del BCRA e certamente, ai direttori della CNV, i quali - è necessario sottolinearlo - erano totalmente intercambiabili in caso di contrarietà alle direttive oppure in caso di perplessità.
Ricordiamo che il procedimento è scattato a seguito di una denuncia presentata dagli allora capi del radicalismo Mario Negri e Federico Pinedo, che non avevano accusato direttamente la Kirchner.
La difesa di Cristina Fernández si sarebbe difesa dicendo, da una parte che il Banco Centrale è autonomo e che non dipende dal presidente, e che il danno economico lo avrebbe provocato la manovra di Mauricio Macri di svalutare la moneta. Dall’altra parte, mettendo in discussione il Giudice Bonadio, accusandolo di parzialità. Tuttavia, la Camera Federale lo ha ratificato come titolare della causa.
La Kirshner è indagata tra le altre cose per presunte irregolarità nella contabilità di una delle sedi della società Hotesur (proprietà dei Kirchner, che amministra gli alberghi che possiede in Patagonia). La causa è passata dalle mani di diversi giudici. Un’altra causa che pende su di lei e suo marito, ora defunto, riguarda il presunto arricchimento illecito ma fu archiviata anni addietro da parte del Giudice Norberto Oyarbide.
Ora, dopo che la deputata Margarita Stolbizer denunciò nuovamente l’ex presidente, il magistrato Carlos Rívolo, affiancato dal Giudice Sergio Torres, sta indagando per chiarire se il fatto non rientri nell’indagine aperta sul caso Hotesur, considerando anche la possibilità che le presunte manovre di denaro possano essere l’origine di un arricchimento illegale.
Ora, dopo che la deputata Margarita Stolbizer denunciò nuovamente l’ex presidente, il magistrato Carlos Rívolo, affiancato dal Giudice Sergio Torres, sta indagando per chiarire se il fatto non rientri nell’indagine aperta sul caso Hotesur, considerando anche la possibilità che le presunte manovre di denaro possano essere l’origine di un arricchimento illegale.

Appena 24 ore prima che il documento del rinvio a giudizio fosse reso pubblico, i media hanno reso noto che Cristina, Máximo Báez e Cristóbal López sarebbero accusati anche di presunte estorsioni. È stato il magistrato Carlos Rívolo ad estendere il capo di imputazione, che si inserisce nella causa Los Sauces SA, e lo ha presentato al Giudice Claudio Bonadio il quale mantiene il segreto istruttorio al riguardo, secondo quanto riferito da La Nación.
La deputata Stolbizer ha affermato: “Riteniamo necessario che il giudice indaghi per il reato di estorsione. È molto chiaro che c’è uno scambio. Un ritorno di cifre milionarie tramite la società Los Sauces*. Il Codigo Penale stabilisce che è reato di corruzione l’accettazione di denaro, di trattamenti di favore verso una persona o, come in questo caso, alle aziende di Lázaro Báez”.
La denuncia della deputata, si legge ancora in La Nación, riguarda la concessione alle aziende di Báez del 73% degli appalti di grande opere della provincia di Santa Cruz durante la presidenza di Néstor e Cristina di Kirchner. Si tratta di 51 opere edili per un equivalente a 16.386 milioni di pesos (oltre un milione di dollari), ma di queste solo 24 sono state completate. Fino a dicembre del 2015, le aziende del Gruppo Báez avrebbero percepito circa 9.037 milioni di pesos. Inoltre ci sarebbero stati ingiustificati ritardi nei lavori, aumento dei costi e inadempimento degli accordi contrattuali.
Cristina Fernández, dopo aver lasciato la poltrona presidenziale, non gode più dell’immunità parlamentare. È già comparsa davanti al magistrato lo scorso 13 aprile, in un clima teso, rifiutandosi di rispondere alle domande del magistrato Bonadio, e limitandosi a presentare un documento contenente una serie di precisazioni, con la chiara intenzione di alleggerire la sua situazione.
Questa è la situazione attuale: al di là del destino degli indagati e dei processati, i ‘kirchneriani’ e i ‘fernandisti’ sicuramente vivono momenti molto difficili, momenti di incertezza e momenti di rivelazioni. Forse siamo al punto in cui la verità sta emergere. La verità sulla corruzione e movimenti di denaro. Fatti che inevitabilmente potrebbero compromettere tutta un’ideologia e una corrente politica.
Mentre si attendono i risultati delle indagini in corso di questo caso tutto argentino, oltre frontiera in Brasile, si vivono situazioni apparentemente simili, ma in realtà diverse e anche molto preoccupanti per l’America Latina. Dilma Rousseff è stata vittima di un colpo di Stato sottile e codardo. In Argentina, invece, Cristina Fernández vive un’altra storia. Una storia dai contorni più complessi e molto diversi. Semplicemente, forse, perché le due donne sono molto diverse e hanno governato anche in modo molto diverso.
*Foto di copertina: Giudice Federale Claudio Bonadio: www.amebaonline.com
*Foto numero due: Cristina Fernández: www.elperiodicovenezolano.com
