da repubblica.it - 9 agosto 2015
Abe è stato contestato per la rinuncia alla natura pacifista del Paese, con l'autorizzazione all'invio di truppe all'estero. "Le norme sulla sicurezza volute del governo porteranno alla guerra e rovesciano l'abolizione del nucleare", ha detto durante la commemorazione il portavoce di chi è sopravvissuto all'atomica. Duro anche il sindaco della città.
NAGASAKI - Non è stata una commemorazione come le altre, quest'anno, quella della bomba atomica su Nagasaki. E non solo perché ricorre il settantesimo anniversario della tragedia, in cui morirono 80 mila persone, a tre giorni dall'ordigno sganciato su Hiroshima. A Nagasaki, oltre al tradizionale minuto di silenzio in memoria delle vittime, è andata in scena una contestazione nei confronti del premier Shinzo Abe. Sotto accusa il suo controverso piano - con la modifica della Costituzione - affinché il Giappone non sia più solo una super-potenza pacifista. La Camera bassa di Tokyo ha infatti già approvato due leggi che autorizzano le proprie forze armate a combattere all'estero, a sostegno di missioni di pace internazionali e per auto-difesa. Sumiteru Taniguchi, a capo dell'associazione di Nagasaki dei sopravvissuti alla bomba atomica, ha detto che i piani di "autodifesa collettiva" del premier Shinzo Abe "porteranno alla guerra e rovesciano l'abolizione del nucleare e desideri di ogni sopravvissuto per la pace. Non lo possiamo accettare".
E non basta. Il sindaco Tomihisa Taue, nella Dichiarazione sulla Pace, ha parlato "di un mondo che deve vivere senza armi atomiche". A differenza della dichiarazione di giovedì del sindaco di Hiroshima Kazumi Matsui, sempre sui 70 anni del bombardamento atomico, ha parlato di "disagio diffuso" nel menzionare in termini espliciti i piani del governo. Sposando il monito dei sopravvissuti alla bomba (hibakusha) sull'eliminazione degli ordigni nucleari e sul Giappone mai più in guerra, il sindaco ha ricordato che il pacifismo scritto nella Costituzione nasce dalle "esperienze dolorose e difficili" di essere l'unico Paese colpito dai bombardamenti atomici nella Seconda guerra mondiale e dalla riflessione sulla guerra. "Per il bene di Nagasaki e di tutto il Giappone, non dobbiamo mai cambiare il principio di rinuncia alla guerra", ha ammonito.
Tratto da: repubblica.it
