Nei documenti diffusi da Trump, email, inviti e call list delineano un rapporto confidenziale con il manager italiano
La pubblicazione dei cosiddetti “Epstein Files” ha scosso l’opinione pubblica al punto che, da settimane, non si parla d’altro. Anche perché questa vicenda ha coinvolto i salotti dell’élite internazionale e diversi soggetti da sempre percepiti come quasi intoccabili.
Più recentemente, tra i nomi emersi nella documentazione compare anche quello del manager italiano Eduardo Teodorani Fabbri, citato in una fitta serie di scambi e contatti con il finanziere statunitense Jeffrey Epstein. Un legame che, stando agli atti giudiziari resi pubblici, si sviluppa nell’arco di oltre due decenni e si muove tra inviti esclusivi, messaggi confidenziali e occasioni di networking ad alto livello.
Si tratta di documenti che non attribuiscono responsabilità penali al manager italiano, ma restituiscono il profilo di una frequentazione continuativa, inserita in un contesto relazionale ristretto in cui il capitale sociale rappresentava una moneta di scambio quasi quanto quello economico. Una relazione che, secondo quanto emerge dagli atti, sarebbe durata appunto circa vent’anni.
Discendente di una famiglia aristocratica romagnola e legato per via materna alla dinastia Agnelli, Teodorani Fabbri viene presentato nei documenti come una figura inserita in circuiti economici e relazionali di alto livello. Il suo profilo pubblico - manager e rappresentante della Camera di commercio italiana nel Regno Unito - si intreccia, nei file, con una fitta corrispondenza privata con Epstein che si estende dal 2000 fino a poche settimane prima dell’arresto del finanziere, nel luglio 2019.
In più occasioni Teodorani si rivolge a Epstein con l’appellativo “Master”, tradotto come “maestro”, mentre diversi messaggi documentano inviti, viaggi e riferimenti a feste private. I file citano inoltre soggiorni o visite in luoghi simbolo dell’universo del finanziere, tra cui l’isola caraibica di Little Saint James, la tenuta dello Zorro Ranch nel New Mexico e la residenza di Palm Beach.
A questi si aggiungono appuntamenti a New York, Londra e Roma, che suggeriscono una quotidianità fatta di viaggi, incontri e tentativi di coordinare agende parallele. L’elemento forse più significativo sembra tuttavia rappresentato dalle cosiddette call list, elenchi di contatti che le assistenti di Epstein sottoponevano periodicamente al finanziere per la gestione delle comunicazioni.
All’interno della corrispondenza emerge anche un filone più personale, legato a battute e riferimenti a sfondo sessuale. Alcuni messaggi, dal tono esplicito o allusivo, riguardano la presenza di donne durante viaggi o feste e commenti su possibili incontri. In un passaggio delle comunicazioni compare perfino una domanda provocatoria formulata da Epstein a un interlocutore su un presunto rapporto sessuale con l’amico italiano, frase che gli atti riportano senza però fornire elementi di conferma o riscontro. Altri scambi utilizzano un linguaggio criptico che, riletto alla luce delle successive vicende giudiziarie del finanziere, appare ambiguo ma resta confinato nel perimetro di comunicazioni private. Gli stessi documenti non collegano tali espressioni a condotte penalmente rilevanti, limitandosi a restituire il clima confidenziale della relazione.
Ad ogni modo, le mail tra il manager italiano ed Epstein documentano una dinamica di reciproco scambio di favori. Teodorani introduce Epstein a imprenditori italiani e facilita contatti nel mondo dell’ospitalità e dell’industria, mentre in alcuni messaggi chiede al finanziere supporto logistico, come l’uso del jet privato.
Il legame tra i due si estende anche ad ambiti economici e sportivi. Nei file compare uno scambio di documenti sull’acquisizione del Milan da parte del fondo Elliott, così come il coordinamento per partecipazioni ai Gran Premi di Formula 1 ad Abu Dhabi e Dubai. In questo contesto, Teodorani si sarebbe reso disponibile a organizzare per ospiti di Epstein visite esclusive alla fabbrica Ferrari e sessioni di prova sulla pista privata di Fiorano, rafforzando l’immagine di un rapporto costruito anche su opportunità di rappresentanza e prestigio.
Nonostante la crescente esposizione giudiziaria del finanziere dopo la condanna del 2008, la relazione tra i due non sembra interrompersi. Nel 2018 discutono del cosiddetto “Piano Bannon” per l’Europa ed Epstein manifesta interesse a favorire un incontro tra Teodorani e Steve Bannon. L’ultima proposta documentata risale al 9 giugno 2019, quando il manager invita Epstein a visitare il palazzo di famiglia a Cesena e la Biblioteca Malatestiana. Poche settimane dopo, l’arresto del finanziere e la sua morte in carcere pongono fine a un rapporto durato anni.
Fonte: Today
Foto © Imagoeconomica
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