Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

A tre anni dal naufragio di Cutro, il Mediterraneo continua a essere teatro di tragedie che sembrano non avere fine. “A 3 anni da Cutro, nulla è cambiato e una nuova tragedia è drammaticamente possibile” avverte Medici Senza Frontiere (Msf), ricordando l’intervento dei propri team che, nelle ore immediatamente successive al disastro, offrirono supporto psicologico ai sopravvissuti e ai familiari delle vittime.
I numeri confermano la gravità della situazione. Dall’inizio dell’anno, almeno 606 persone migranti sono state segnalate come morte o disperse nel Mediterraneo, secondo i dati dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni: una cifra che rappresenta quasi un terzo delle 2.185 vite perse complessivamente nel 2025. Statistiche che riportano alla mente quanto accaduto tre anni fa e che dimostrano come le stragi in mare non si siano mai fermate.
Secondo Marco Bertotto, direttore dei programmi di MSF in Italia, la continuità di questi eventi è la prova di un fallimento sistemico: “Tre anni dopo il naufragio di Cutro continuiamo ad assistere a nuovi naufragi e a nuove morti in mare, in particolare nel Mediterraneo centrale. Cosa significa? Nulla è cambiato e le stragi in mare non si sono fermate. Dopo il 26 febbraio 2023 ci saremmo aspettati un rafforzamento delle capacità di ricerca e soccorso, ma questo non è avvenuto. Né le istituzioni europee né il governo italiano si sono mobilitati per riattivare un meccanismo stabile e coordinato di ricerca e soccorso nel Mediterraneo. Piuttosto, hanno penalizzato e criminalizzato ogni iniziativa della società civile in mare, ostacolando i soccorsi, mentre continuano a mancare alternative sicure e legali per chi cerca asilo in Europa”.
Lo scenario resta immutato: nessun sistema strutturato e coordinato di ricerca e soccorso è stato ripristinato, mentre le organizzazioni umanitarie denunciano ostacoli crescenti alle operazioni in mare e l’assenza di vie legali e sicure per chi fugge da guerre, persecuzioni e condizioni di estrema vulnerabilità. Il risultato è
una tragedia che continua a ripetersi, trasformando il Mediterraneo in una frontiera sempre più letale.

Foto © Imagoeconomica 

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy

Stock Photos provided by our partner Depositphotos