Appalti milionari, intermediari ombra e funzionari sotto accusa travolgono la NSPA
La Procura federale belga ha spiccato un mandato di arresto internazionale nei confronti dell’imprenditore e consulente italiano sessantenne Eliau Eluasvili, accusato di corruzione e associazione a delinquere. Secondo gli inquirenti avrebbe agito come intermediario per Elbit Systems, colosso israeliano della difesa, favorendola nell’aggiudicazione di appalti stipulati con la NATO Support and Procurement Agency (NSPA), oggi al centro di una vasta inchiesta che coinvolge personale interno ed ex funzionari, sotto indagine tra Belgio e Lussemburgo. Le indagini, coordinate dalla procura federale con la collaborazione di diversi Paesi europei, hanno messo sotto la lente numerosi affidamenti concessi nel tempo a Elbit, azienda leader del settore militare israeliano con quasi 7 miliardi di dollari di ricavi nel 2024, produttrice di droni, munizioni e sistemi per mezzi corazzati. È classificata al 25° posto tra le maggiori realtà globali della difesa secondo SIPRI. Negli ultimi anni ha fornito alla NATO attrezzatura militare per valori che, sulla base di dati pubblici, ammontano a decine di milioni di euro, anche se parti rilevanti dei contratti rimangono coperte da vincoli di riservatezza e potrebbero raggiungere cifre più consistenti. L’azienda, interpellata, respinge ogni accusa. Tuttavia, il quadro investigativo lascia emergere un sistema in cui rapporti personali, consulenze e appalti multimilionari sembrano essersi sovrapposti, fino a rendere sottile la linea che divide la normale attività di rappresentanza dagli scambi di favore, in un contesto permeato da “lobbying lecito” e pressioni opache. Eluasvili, stando agli atti, avrebbe utilizzato società a lui riconducibili per corrompere funzionari NSPA così da agevolare i contratti per Elbit. Il 31 luglio 2025, alla luce delle evidenze raccolte, la NSPA ha sospeso l’azienda da tutte le gare in corso, congelandone nel contempo gli appalti già avviati.
Gli approfondimenti giornalistici di Follow The Money (Ftm) e di testate partner in area belga e olandese indicano che le presunte tangenti inerenti ai vari contratti potrebbero raggiungere importi milionari. La polizia, nel mese di maggio, ha effettuato perquisizioni e arresti in sette Paesi, tra cui Belgio e Stati Uniti, confermando il carattere transnazionale della rete sotto esame. Un fronte significativo dell’indagine riguarda anche ex membri della NSPA che, una volta lasciato l’incarico, sarebbero divenuti consulenti, sfruttando il proprio passato nella struttura per orientare appalti verso aziende specifiche. Tra questi spicca il nome del belga Guy Moeraert, già responsabile del programma munizioni, oggi ai domiciliari con braccialetto elettronico dopo sei mesi di detenzione, con accuse che includono riciclaggio e corruzione. Risulta coinvolto anche l’imprenditore turco Ismail Terlemez, un tempo rappresentante NSPA e attuale amministratore di Arca Defense: arrestato a Bruxelles il 13 maggio, è stato poi scarcerato a luglio a seguito del ritiro delle accuse da parte del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, dopo una precedente indagine dell’FBI per una fornitura di TNT all’esercito americano. Eluasvili, invece, resta irrintracciabile e si ipotizza abbia assunto una nuova identità.
L’affaire scuote le istituzioni europee e incrina l’immagine dell’Alleanza Atlantica nel momento in cui la retorica della sicurezza e della legalità dovrebbe imporsi senza ambiguità. L’inchiesta porta a galla il paradosso della corsa al riarmo: mentre si rivendicano valori e trasparenza, emergono accuse di pratiche legate al “malaffare della guerra”. Se confermate, le responsabilità individuate potrebbero avere ripercussioni a catena su altri appalti militari strategici nel continente, spingendo governi e NATO a una revisione profonda dei controlli interni. Il rischio è quello di un effetto domino, capace di incidere sugli equilibri politici e diplomatici in un panorama internazionale già segnato da instabilità e competizione crescente.
Fonte: L'Indipendente
