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Washington e Berlino vogliono il rimpatrio degli ucraini. Pronti altri 300.000 giovani da mandare al macello 

Il dialogo tra Mosca e Bruxelles corre ormai su un filo incendiario senza ritorno.
Mosca non ha in programma di attaccare i paesi della NATO, ma sta adottando misure per garantire la sicurezza nazionale e assicurarsi di essere preparata a qualsiasi sviluppo”, ha affermato la portavoce del Ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, citata dalla TASS.
Un riferimento al generale tedesco Alexander Sollfrank, che aveva paventato la possibilità di un attacco limitato contro il territorio NATO "già da domani". Sollfrank, che guida il comando delle operazioni congiunte della Germania, aveva evidenziato come la Russia, nonostante l'impegno in Ucraina, mantenesse intatte le sue capacità aeree, nucleari e missilistiche. 
Ed è a questo punto che il generale ha presentato il "Piano Operativo Germania", un nuovo piano di difesa nazionale allineato alla strategia regionale della NATO, come modello di deterrenza del Paese. Il programma prevede che fino a 800.000 truppe alleate possano attraversare la Germania entro 180 giorni per rafforzare il fianco orientale della NATO in caso di guerra incombente. "Non è un piano di guerra, ma piuttosto un piano di prevenzione della guerra", ha affermato Sollfrank. 
Stesse conclusioni a cui è arrivato il segretario generale dell’Alleanza, Mark Rutte. "La Russia continuerà a essere una forza destabilizzante in Europa e nel mondo... Si stanno preparando a uno scontro a lungo termine. Non possiamo essere ingenui. Dobbiamo essere preparati anche noi", ha dichiarato al forum sulla difesa industriale in Romania, aggiungendo di aver smesso di “rispondere agli incontri organizzati da Putin".
Rutte ha anche annunciato progressi nella produzione bellica occidentale: "Fino a poco tempo fa, la Russia produceva più munizioni di tutti gli alleati della NATO messi insieme. Ma ora non più". L'obiettivo dichiarato è aumentare drasticamente la produzione in tutti i settori, dalla difesa aerea agli intercettori di droni, perché "la quantità è fondamentale… Come disse il presidente Roosevelt nel 1942, nemici potenti devono essere sconfitti in combattimento e superati nella produzione". 
Ovviamente queste dichiarazioni si intensificano nelle alte cancellerie del continente, senza che vi sia la minima prospettiva di una distensione diplomatica.
A questo proposito, l'11 e 12 novembre 2025, i ministri degli Esteri del G7 si sono riuniti nella regione di Niagara, in Canada, rilasciando una dichiarazione congiunta che ribadisce il sostegno "incrollabile" all'Ucraina e intensifica la pressione sulla Russia, concordando che "l'attuale linea di contatto dovrebbe essere il punto di partenza dei negoziati" e ribadendo che "un cessate il fuoco immediato è urgentemente necessario". Al contempo, i ministri hanno sottolineato l'impegno al principio secondo cui "i confini internazionali non devono essere modificati con la forza".
Condizioni che mai saranno accettate dalla Federazione russa che, in una situazione di chiaro vantaggio sul campo di battaglia si vedrebbe obbligata ad una finta tregua necessaria solo a rinforzare l’esercito ucraina, attraverso la colossale mole di aiuti militari già programmata. 


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Mark Rutte 


Nel merito della tregua, inoltre, la Francia è pronta a "schierare delle forze" militari in Ucraina "nel quadro delle garanzie di sicurezza", ha dichiarato pochi giorni fa il capo di Stato maggiore dell'esercito francese, Pierre Schill, intervenendo alla Commissione Difesa dell'Assemblea nazionale. "L'anno 2026 sarà posto sotto il segno delle coalizioni", ha esordito, specificando che la Francia mantiene attualmente un livello di prontezza nazionale di 7.000 soldati mobilitabili entro 12 ore-5 giorni – sia per missioni interne che per impegni NATO – nonché la capacità di mobilitare una divisione di circa 20.000 soldati entro 30 giorni e di comandare un corpo di coalizione di 60.000 militari.
Ma il delirio non finisce qui e ad arricchire l’isteria si è aggiunto Fabien Mandon, nuovo capo di Stato Maggiore delle Forze Armate francesi che paventa la minaccia di un’aggressione russa entro i prossimi 3 o 4 anni dalla quale, tuttavia, l’Europa potrà certo difendersi.
"Il primo obiettivo che ho dato alle forze armate è di essere pronte per uno scontro tra tre o quattro anni, che sarebbe una forma di test", ha dichiarato Mandon, sottolineando la necessità di compiere uno "sforzo di riarmo" nel Paese. Il generale ha precisato che mentre la Russia rappresenta una minaccia, "non può farci paura se abbiamo voglia di difenderci", evidenziando il rapporto di forza favorevole all'Europa: 4 a 1 sul piano demografico e un PIL di oltre 17.000 miliardi di euro contro i 1.300 miliardi russi.
Il Segretario alla Difesa britannico John Healey, secondo quanto riportato da Politico, ha dichiarato che la cosiddetta "coalizione dei volenterosi" è pronta a intervenire in Ucraina in qualsiasi momento se verrà raggiunto un cessate il fuoco”. Tradotto: non ci sarà mai un cessate il fuoco tenendo conto che la Russia mai accetterebbe truppe occidentali nel territorio Ucraino, compresa una rinnovata militarizzazione del Paese per mano della NATO europea con acquisti diretti di armi statunitensi.
Mosca ha più volte ripetuto che le condizioni per una pace duratura comprenderebbero il riconoscimento delle 4 regioni occupate, la neutralità, la demilitarizzazione e il rispetto delle minoranze russofone. Condizioni che Zelensky, sostenuto dai macellai del vecchio continente, non si è mai detto disposto ad accettare.


La militarizzazione Europea ai confini russi

La Russia sta già adottando tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza, mentre l'alleanza sta rafforzando la sua presenza militare vicino ai confini russi… siamo preparati a qualsiasi sviluppo, ma diamo priorità alla pace, all'amicizia e alla cooperazione paritaria", ha aggiunto la Zakharova durante il briefing, lanciando un ammonimento finale:
"Se gli strateghi della NATO sono così folli da decidere di attaccare la Russia, non dovrebbero avere dubbi sul fatto che risponderemo utilizzando tutte le nostre capacità, cosa che la leadership russa ha ripetuto più volte", ha concluso il diplomatico.
Non si tratta infatti solo degli 800.000 soldati paventati da Sollfrank. La Germania si avvia a diventare dal 2026 il principale hub europeo per sistemi missilistici avanzati statunitensi, segnando una svolta nella postura militare dell’Europa verso la Russia. Washington punta a rendere operativo il missile ipersonico Dark Eagle entro la fine del 2025 e a dispiegarlo sul territorio tedesco nel 2026. Il vettore in questione, versione operativa del sistema Long-Range Hypersonic Weapon, supera Mach 5, può raggiungere oltre 5.000 km di gittata e colpire la Russia centrale in sei-sette minuti partendo dalla Germania; nei test ha comunque già mostrato una portata superiore ai 2.700 km grazie al corpo planante ipersonico C-HGB lanciato da un booster a due stadi.
Parallelamente, Berlino ha avviato l’acquisizione del sistema Typhon, capace di lanciare dai suoi moduli Mk 41 sia missili da crociera Tomahawk sia SM-6. Nel piano di riarmo da 377 miliardi di euro, Berlino ha previsto l’acquisto di 400 Tomahawk Block Vb per circa 1,15 miliardi di euro, destinati alla Marina e a tre batterie terrestri Typhon. Il Tomahawk Block V raggiunge tra 1.600 e 2.500 km a velocità subsonica (Mach 0,74, circa 890 km/h), mentre l’SM-6 supera Mach 3 con una gittata oltre i 370 km.


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Friedrich Merz


Altro che difesa dall’aggressione russa, il vecchio continente, in conseguenza dell’uscita degli Stati Uniti dal trattato INF – che b­andiva tutti i missili balistici e da crociera terrestri con gittata tra 500 e 5.500 km – si sta trasformando nella temibile punta di lancia dello scontro tra l’Occidente e il resto del mondo


Pronti altri 300.000 giovani ucraini da mandare al macello

Nel frattempo a Berlino, si pensa a chi inviare per primo a combattere la “lunga guerra” che non può esaurirsi a seguito dopo gli esorbitanti investimenti pattuiti con rendimenti da capogiro per l’industria bellica europea. Quali candidati migliori potrebbero esserci, se non gli ucraini che, evidentemente, non hanno alcuna intenzione di essere mandati nel tritacarne della prima linea, ma desiderano soltanto “vivere”.
Un’idea che non piace al cancelliere tedesco Friedrich Merz che, durante il Congresso commerciale tedesco-ucraino a Berlino, ha invitato i giovani ucraini predisposti al servizio militare a non trasferirsi in Germania, ma tornare a combattere nel loro Paese.
"Ho chiesto al presidente ucraino di garantire che i ragazzi ucraini non vengano in Germania in numero sempre maggiore e restino piuttosto nel loro Paese. C'è bisogno di loro lì", ha dichiarato, durante una telefonata con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
Dalla metà dell'estate 2025, il numero di giovani uomini ucraini che arrivano in Germania è passato da circa 19 arrivi settimanali a più di 1.400 entro ottobre, con circa 1.800 arrivi alla settimana a novembre. L'impennata è correlata a un decreto governativo ucraino emanato ad agosto che ha consentito agli uomini di età compresa tra 18 e 22 anni di lasciare il Paese.
Parallelamente, il cancelliere ha confermato i piani di modificare il sistema di sostegno economico per i rifugiati ucraini. Il governo Merz intende privare i rifugiati ucraini del sussidio standard (Bürgergeld) versato ai cittadini tedeschi poveri, sostituendolo con i sussidi più bassi previsti per i richiedenti asilo. Questa riforma è già stata implementata: i rifugiati ucraini giunti in Germania dopo il primo aprile 2025 non ricevono più l'assegno di cittadinanza.
Anche Washington si prepara a misure simili. Secondo quanto riportato dal Washington Post, l'amministrazione Trump si sta preparando a deportare un numero significativo di cittadini ucraini residenti negli Stati Uniti. L'ambasciatore ucraino negli Stati Uniti, Olha Stefanishyna, ha confermato che l'ambasciata è a conoscenza di "circa 80 cittadini ucraini" per i quali sono state emesse decisioni definitive di espulsione "a causa di violazioni della legge statunitense".​
Un consigliere del presidente Zelensky, parlando sotto anonimato, ha dichiarato: "Gli Stati Uniti possono deportare quanti ucraini vogliono. Troveremo un buon impiego per loro". Questo commento suggerisce che l'Ucraina, che sta affrontando difficoltà nel reclutamento di soldati e nel mantenimento del sostegno americano, potrebbe accogliere i deportati per rafforzare le proprie forze armate.
Secondo fonti ufficiali statunitensi, l'Ucraina avrebbe bisogno di circa 160.000 truppe aggiuntive, sebbene l'amministrazione americana ritenga che probabilmente ne servirebbero di più.​
Anche il segretario di Stato americano Antony Blinken e Mark Rutte hanno espresso opinioni simili, affermando che "molti di noi pensano che sia necessario coinvolgere i giovani nel conflitto. In questo momento, i 18-25enni non sono coinvolti". "Abbiamo bisogno di più persone da spostare in prima linea", ha ribadito Rutte.
In sostanza, secondo le proiezioni, se l'età venisse abbassata da 25 a 22 anni, le Forze Armate ucraine potrebbero teoricamente ricevere fino a 300.000 giovani soldati in più, con stime prudenti che si aggirano intorno ai 150.000.
Trecentomila potenziali cadaveri e la fine definitiva delle prospettive demografiche dell'Ucraina: questo sarebbe il prezzo del perdono concesso a Zelensky per aver concesso al suo entourage di aver rubato 100 milioni di euro dei contribuenti europei.

Foto © Imagoeconomica 

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