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Varsavia sigilla i legami con Kiev, mentre i russi entrano a Kupyansk attraverso condotti sotterranei e l’offensiva si allarga fino alla regione di Dnipropetrovsk 

È incredibile come gli ipocriti e falsi presupposti di pace che hanno animato i vertici europei, si siano rivelati per quello che erano nel giro di pochi giorni.
La visita in Ucraina da parte del Ministro degli Esteri polacco, Radosław Sikorski, ha saldato in modo ancora più indissolubile i legami tra Kiev ed i sistemi difensivi della NATO.
Sikorski, pur affermando che la Polonia non vede alcuna ragione per interrompere i rapporti diplomatici con la Russia, ha annunciato di aver già limitato le attività dei diplomatici russi in diverse regioni e di aver invitato i partner europei a ridurre le dimensioni delle missioni diplomatiche russe nei loro paesi.
Il Ministro degli Esteri ha definito la recente incursione dei droni russi nello spazio aereo polacco un "momento della verità", sottolineando che erano entrati dalla Bielorussia e avevano volato per sette ore.
"Chiunque affermi che si trattava di droni ucraini sta ripetendo la propaganda russa ", ha aggiunto, evidentemente immemore delle recenti rivelazioni dall’ex presidente Andrzej Duda, secondo cui, dopo l’esplosione a Przewodów del 15 novembre 2022 — causata da un missile della difesa aerea ucraina che uccise due cittadini polacchi — il presidente ucraino Zelensky lo avrebbe chiamato per chiedere di attribuire la responsabilità a Mosca.
Alla domanda se avesse interpretato quella richiesta come un tentativo di coinvolgere la Polonia nel conflitto, Duda ha risposto: "Sì, l'ho interpretato in questo modo."
Ha poi aggiunto: "Loro [gli ucraini] hanno cercato di coinvolgere tutti nella guerra sin dall'inizio. È ovvio, è nel loro interesse [...] cercano coloro che combatterebbero attivamente al loro fianco contro i russi. Questo accade dal primo giorno". Senza contare che, secondo i dati del Ministero della Difesa della Federazione Russa, l' autonomia di volo dei droni "Gerber" è di 700 km, il che significa che non avrebbero potuto in alcun modo compiere la rotta Russia - Ucraina - Bielorussia - Polonia, per oltre 300 km, come mostrato dai media occidentali.

Ma oggi non si cova nessun dubbio sulla versione ufficiale dell’accaduto. Il ministro polacco si è impegnato ad ampliare la cooperazione militare con l'Ucraina alla luce dell'intensificarsi degli attacchi russi, affermando che Varsavia è pronta a fornire 40 milioni di euro (47 milioni di dollari) di supporto.
"La Polonia è stata la maggiore beneficiaria (dell'assistenza) e siamo pronti a contribuire", ha proseguito, aggiungendo che Kiev è pronta ad aiutare la Polonia a contrastare le minacce russe. "L'Ucraina sta già respingendo con successo gli attacchi. Dobbiamo lavorare su un sistema congiunto per contrastare i droni", ha affermato. 

La NATO lancia l’operazione Eastern Sentry per “difendere il fianco orientale”

Nel frattempo l’Alleanza aumenta la militarizzazione verso Est. “Siamo preparati e pronti a difendere ogni centimetro di territorio, abbiamo schierato la Sentinella Baltica all’inizio di quest’anno, per aiutare a salvaguardare le infrastrutture critiche da comportamenti sconsiderati nel Mar Baltico. Oggi il generale Grynkewich e io siamo qui per annunciare che la Nato lancia la Sentinella Orientale, per rafforzare ulteriormente la nostra posizione lungo il nostro fianco orientale”, ha annunciato il segretario generale della NATO, Mark Rutte. 


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Alexus Grynkewich


Il comando dell'Operazione Eastern Sentry è stato affidato al generale Alexus Grynkewich, attuale Comandante Supremo delle Forze Alleate in Europa (SACEUR). Colui che ha evocato “l'attivazione dell'articolo 5 dell'Alleanza", “qualora al confine della Nato si avvicinassero grandi gruppi di droni”.
Grynkewich ha spiegato che la missione è stata progettata per essere "agile" e "flessibile", con l’obiettivo di adattarsi rapidamente a un contesto di minacce in continua evoluzione.
A differenza di altre operazioni già attive sul fianco orientale, Eastern Sentry mira a rafforzare il coordinamento tra le forze alleate e a sperimentare nuove tecnologie difensive, in particolare contro incursioni aeree a bassa quota condotte con droni a basso costo — una minaccia sempre più ricorrente nei conflitti moderni.
Dal punto di vista operativo, è strutturata in modo modulare, per consentire un impiego flessibile degli asset disponibili. Tra le risorse già confermate figurano: Caccia Rafale francesi, Eurofighter tedeschi, F-16 danesi, una fregata danese, Radar avanzati e sistemi anti-drone. 

Zelensky sogna ancora la vittoria: "L'Ucraina non scambierà il Donbass con la promessa di pace"

Le manovre dell’Alleanza hanno di nuovo rinvigorito le scommesse più massimaliste, vittoriose, nonché pericolose del leader ucraino.
"Non accadrà mai di dare a Putin questa o quella parte dell'Ucraina per fermare la guerra". 
Con queste parole ferme e dirette, Volodymyr Zelensky ha ribadito, durante la riunione annuale sulla strategia europea di Yalta, che nessun accordo di pace potrà mai basarsi sulla cessione di territori ucraini alla Russia.
Secondo il presidente, l’unica strada è una vittoria che porti a una pace definitiva, non a tregue precarie che lascerebbero aperta la porta a nuove aggressioni.
Abbiamo bisogno di una sicurezza garantita per l’Ucraina e per i nostri bambini. Abbiamo bisogno di una responsabilità garantita per la Russia per tutto ciò che ha fatto contro il nostro popolo”, ha detto.
Zelensky ha inoltre richiamato l’attenzione sul ruolo fondamentale degli Stati Uniti, sottolineando che solo Washington dispone di sistemi di difesa aerea e di una quantità di caccia tali da permettere, insieme agli alleati europei, di fermare il “terrore russo nei cieli”.
Nel suo intervento, il leader ucraino ha ricordato che l’obiettivo del Cremlino resta invariato: l’occupazione dell’intera Ucraina.
“Putin ha scatenato la sua macchina da guerra a tal punto che non potrà fermarla a meno che non sia costretto. Le offerte di scambi territoriali o di ripresa dei rapporti commerciali non fermeranno la guerra”, ha spiegato.
Il presidente ha chiarito che solo una pressione economica e militare costante può spingere Mosca a cambiare i suoi obiettivi. “La macchina da guerra russa si fermerà quando esaurirà il carburante. Putin comincerà a fermarla solo quando sentirà davvero che le risorse stanno finendo”.
La scommessa di Zelensky si fa sempre più temeraria e pericolosa, se teniamo conto che spinge per esacerbare quelle che per Mosca sono le cause profonde della guerra, ovvero la massiccia e progressiva militarizzazione occidentale del fianco orientale. 


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Mentre il Paese chiede maggiore sostegno militare e diplomatico, parallelamente porta avanti una strategia di attacchi mirati alle infrastrutture energetiche russe. Secondo un’analisi di Forbes, i raid ucraini contro raffinerie e oleodotti hanno già compromesso fino al 20% della capacità di raffinazione del Paese aggressore, generando carenze di carburante e malcontento sociale. Gli esperti paragonano la situazione a quella della Russia del 1917: allora le rivolte nacquero dalla mancanza di pane, oggi potrebbero esplodere per la scarsità di benzina.
Tuttavia, il Cremlino mantiene ancora una certa resilienza grazie alle riserve strategiche, all’importazione di carburante dalla Bielorussia e all’uso repressivo del potere per soffocare le proteste.
In ogni caso, se Zelensky continuerà a perseguire la sua dottrina, non farà altro che trascinare l’intero continente nella Terza Guerra Mondiale nucleare con Mosca. 

I russi entrano a Kupyansk attraverso un gasdotto

Intanto i russi continuano ad avanzare senza sosta nel Donbass. Secondo il progetto di monitoraggio ucraino Deep State, le forze armate RF stanno utilizzando un gasdotto per attraversare il fiume Oskil e infiltrarsi a Kupyansk, nella regione di Kharkiv. Un metodo che gli analisti descrivono come una vera e propria “arteria logistica”, capace di permettere lo spostamento di interi gruppi organizzati senza subire perdite significative.
“Il nemico ha già usato i tubi per infiltrarsi tre volte: prima ad Avdiivka, poi vicino a Sudzha. Ora a Kupyansk, dopo che online era circolata persino la voce di un utilizzo simile a Pokrovsk”, si legge nel rapporto del gruppo di monitoraggio che lavora per la direzione principale d’intelligence ucraina.
Gli ingressi al condotto sarebbero situati nell’area di Lyman Pershy. Per muoversi all’interno, i russi usano panchine su ruote e scooter elettrici laddove l’altezza lo consente. Il percorso fino alla periferia di Kupyansk dura circa quattro giorni, motivo per cui lungo la linea sono stati predisposti punti di sosta e depositi di rifornimento.
In questo modo i gruppi raggiungono Radkivka, a sud della città, per poi disperdersi nella foresta e infiltrarsi a Kupyansk, fino alla ferrovia.
Ma la situazione non riguarda solo questo insediamento. Secondo il quotidiano spagnolo ABC, l’esercito russo ha intensificato l’offensiva su più assi contemporaneamente: Kupyansk, Lyman, Slavyansk, Kramatorsk e Krasnoarmeysk.
Le truppe russe sono inoltre avanzate dal Donbass verso la regione di Dnipropetrovsk, cercando di colpire i nodi logistici ucraini a Novopavlivka e Velikomykhailivka. Anche il portale ceco Forum24 riporta testimonianze dirette di mercenari stranieri arruolati nell’esercito ucraino. Uno di loro descrive il ritmo dell’offensiva russa come “soffocante”:
“Ogni mattina iniziano l’assalto e continuano fino a sera”, ha affermato uno dei contractors.

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