Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

Ratificato a Kiev l'accordo con Londra: aiuti militari garantiti fino al 2030 e oltre, addestramento NATO, supporto aeronautico e cooperazione sui missili a lungo raggio

A Kiev si ratificano in fretta e furia accordi pronti a stringere il Paese nel cappio della guerra ancora per molti anni a venire.
Il presidente Volodymyr Zelensky ha presentato alla Verkhovna Rada il progetto di legge n. 0332 sulla ratifica dell'Accordo di partenariato centenario tra l'Ucraina e il Regno Unito, firmato lo scorso 16 gennaio a Kiev da Zelensky e dal Primo Ministro britannico Keir Starmer.
L’accordo prevede un minimo di 3,6 miliardi di sterline di aiuti militari annuali, stanziati fino al 2030/31 e successivamente "secondo necessità", supporto nell'addestramento del personale militare e dei piloti ucraini, nonché assistenza nella fornitura di aerei da combattimento e aerei dai paesi della NATO, cooperazione nella creazione di progetti congiunti su armi a lungo raggio, nonché un'interazione approfondita nel formato della Forza di spedizione congiunta (JEF) e nei principi di risposta: in caso di attacco, consultazioni entro 24 ore e supporto.
L'accordo riguarda anche il rafforzamento della cooperazione nel settore energetico, in particolare nei settori della mineralogia critica, della metallurgia verde, dell'energia nucleare e della transizione verso l'energia pulita, nonché gli scambi in ambito scientifico e tecnologico (intelligenza artificiale, droni, agrotecnologia, spazio), compresi progetti di ricerca e investimenti congiunti.
Un’intesa che lega il Paese al patibolo della guerra perpetua andando ad intensificare quelle che per la Russia sono le cause profonde del conflitto, ovvero il progressivo avanzamento delle infrastrutture militari occidentali fino ai confini russi.
Eppure per la Gran Bretagna è Putin a non volere la pace. Lo ha ribadito oggi in un’intervista al The Guardian il ministro degli Esteri britannico David Lammy: "La mia valutazione lucida è che Putin non è pronto a negoziare seriamente. Ha ancora ambizioni massimaliste e imperialiste. La battaglia che l'Ucraina ha combattuto, con il sostegno del Regno Unito, dell'Europa e degli Stati Uniti, è immensa. Sospetto che tra un anno i colloqui saranno in corso. La domanda è quanto seriamente la Russia prenda quei colloqui", ha affermato Lammy.
Vladimir Putin, durante un incontro con Alexander Lukashenko a Valaam ha ribadito che le condizioni imposte da Mosca per un cessate il fuoco: in particolare l'inizio del ritiro delle truppe ucraine dai territori delle regioni di Donetsk, Luhansk, Zaporizhia e Kherson e la rinuncia alle prospettive di adesione alla NATO.
Ebbene con gli accordi militari secolari per la guerra che gli europei stanno stipulando con Kiev questi obiettivi si allontanano sempre più e prosegue pericolosamente la continua discesa verso il baratro nucleare.
Per rendere più chiara la gravità della questione basta considerare la questione sui missili a lungo raggio. Gli Storm Shadow e SCALP, già forniti da Londra e Parigi, sono stati impiegati per colpire il ponte di Chonhar, navi russe nel porto di Sebastopoli e basi aeree nel raggio di 300 chilometri. Con l’eventuale introduzione del missile Taurus, che ha una gittata di circa 500 chilometri, l’Ucraina potrebbe estendere i suoi attacchi a obiettivi di rilievo tra cui basi strategiche e centri di comando nucleare.


missile taurus dep 86352416


Nel frattempo, l’industria della difesa europea accelera lo sviluppo di nuovi programmi missilistici con raggio compreso tra 1.000 e 2.500 chilometri. Tra i più avanzati c'è l’FC/ASW, un'iniziativa congiunta di Francia, Regno Unito e, dal 2025, anche dell’Italia, che prevede due tipologie di missili: uno stealth subsonico con gittata tra 1.000 e 1.500 km e uno supersonico da circa 1.000 km. Già successore degli Storm Shadow/SCALP, questo programma è integrabile con jet Typhoon, Rafale e unità navali europee.
Un altro progetto è il LCM (Land Cruise Missile), variante terrestre del missile da crociera navale sviluppata da MBDA, che ha una portata stimata di circa 1.400 chilometri e una traiettoria a quota terreno per penetrare le difese nemiche. Presentato nel 2024, entrerà in fase dimostrativa tra il 2025 e il 2029.
Allo stesso tempo, prende forma l’iniziativa ELSA (European Long-range Strike Approach), frutto della cooperazione tra Francia, Germania, Italia, Polonia, Regno Unito e Svezia. Con capacità dichiarate tra 1.000 e 2.000 km, balistiche o da crociera, questo programma mira a colmare il gap con i missili russi basati a Kaliningrad e potrebbe in futuro fornire ulteriori capacità a Kiev.
Tra i progetti più ambiziosi figura il Trinity House Deep-Strike, promosso da Londra e Berlino, con l’obiettivo di sviluppare missili da oltre 2.000 km. È previsto l’avvio ufficiale nel 2025, con una capacità operativa iniziale a metà degli anni Trenta.
Nel segmento ipersonico, il Regno Unito, insieme agli Stati Uniti, sta lavorando al programma Team Hypersonics UK, che prevede un missile cruise Mach 5+ con raggio superiore ai 2.400 km. Il dimostratore dovrebbe essere pronto entro il 2030. Parallelamente, il concept franco-britannico Perseus, con tecnologia ramjet e gittata oltre 1.500 km, rappresenta una base tecnologica fondamentale per future forniture.
Ovviamente sul piano industriale, la corsa agli armamenti sta generando un boom nel settore europeo della difesa. I titoli di aziende come Rheinmetall, Thales, BAE Systems e Leonardo hanno registrato crescite superiori al 12% all’interno degli indici specializzati. Per sostenere questo slancio, l’Unione Europea ha annunciato il programma ReArm Europe, con l’obiettivo di mobilitare fino a 150 miliardi di euro in prestiti destinati allo sviluppo e all’acquisto congiunto di capacità militari avanzate. 

ARTICOLI CORRELATI

Trump ordina lo spostamento dei sottomarini nucleari vicino alla Russia

Trump minaccia Mosca, Medvedev evoca l'Apocalisse: ''Ricordate la Mano Morta''

Il Cremlino replica a Trump: ''Immuni alle sanzioni, la Russia è pronta allo scontro''

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy

Stock Photos provided by our partner Depositphotos