Tra il 1963 e il 1969, Luis Echeverría Álvarez, allora sottosegretario agli Affari Interni del Messico e futuro presidente (1970-1976), fu un importante informatore e agente sotto copertura della CIA, secondo un’inchiesta del quotidiano Milenio basata su un verbale del Senato statunitense, desecretato dall’amministrazione Trump.
Prima di assumere l’incarico di sottosegretario il 19 novembre 1963, pochi giorni prima dell’assassinio di John F. Kennedy, Echeverría, morto nel 2022, svolse missioni segrete, tra cui tentare di ottenere un visto dall’ambasciata sovietica, infiltrarsi in quella cubana e spiare Lee Harvey Oswald, l’ex marine indicato come l’assassino di Kennedy.
Il verbale del Senato, datato ottobre 1975, rivela che Echeverría, noto alla CIA come “Litempo 8” e “contatto di sicurezza”, operò come agente strategico durante le presidenze di Adolfo López Mateos (1958-1964) e Gustavo Díaz Ordaz (1964-1970), entrambi indicati come collaboratori CIA. L’“Operazione Litempo”, guidata da Winston Scott, capo dell’intelligence USA in Messico, reclutava alti funzionari messicani.
Documenti desecretati il 19 marzo 2025, grazie a un ordine esecutivo di Trump, confermano che Echeverría partecipò a interrogatori di presunti contatti di Oswald in Messico, come Silvia Durán, impiegata del consolato cubano. Testimonianze attestano anche la sua comparizione davanti alla Commissione Warren, istituita per indagare sull’omicidio Kennedy.
Il ruolo di Echeverría era già emerso in pubblicazioni come il libro Nuestro hombre en México (2008) di Jefferson Morley, dedicato a Winston Scott, capo della CIA in Messico dal 1956 al 1969.
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