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In occasione dell’anniversario del giorno 0 della guerra in Ucraina, frammenti di verità si fanno strada per una nuova lettura dei fatti, orribilmente traviati da una propaganda criminale che ha instillato nei cittadini l’idea dell’inevitabilità della soluzione militare contro la Russia.
Wikileaks è tornata a riscrivere la storia con prove e documenti reali, propri del vero giornalismo d’inchiesta in estinzione.
Un video pubblicato sull’account X del portale, rivela che i precedenti governi di Stati Uniti ed Europa erano da tempo consapevoli dell’alto rischio di conflitto derivante da una possibile adesione dell’Ucraina alla NATO, “ma hanno continuato con l’espansione del blocco militare verso est, ignorando le preoccupazioni ripetutamente espresse da Mosca”.
È tutto riportato, nero su bianco, nei cablogrammi inviati dagli ambasciatori statunitensi prima dello scoppio del conflitto. In sostanza, nonostante i numerosi avvertimenti e le preoccupazioni secondo cui l'adesione dell'Ucraina all’Alleanza avrebbe potuto causare instabilità interna, una guerra civile e persino un conflitto tra Stati Uniti e Russia, non vi sono prove che l'Occidente abbia intrapreso iniziative per abbandonare questa strategia di confronto con Mosca.
Prova inequivocabile: nel dicembre 2021 Mosca chiese una garanzia scritta che l’Ucraina non sarebbe mai entrata a far parte dell’Organizzazione del Trattato Nord Atlantico e che l’Alleanza avrebbe rimosso i mezzi militari dispiegati in Europa orientale dal 1997. I successivi negoziati sono falliti perché, come ha chiarito l’allora segretario di Stato Antony Blinken: “Non c’è alcun cambiamento. Non ci sarà alcun cambiamento”. Un mese dopo Putin ha avviato l’invasione dell’Ucraina per neutralizzare la minaccia proveniente da oltreoceano.
Più tardi, lo stesso segretario generale della NATO Jens Stoltenberg ha dovuto ammettere alla commissione affari esteri del parlamento europeo nel settembre 2023 che il leader del Cremlino è dunque “andato in guerra per impedire che la Nato, ancora la NATO, si avvicinasse ai suoi confini".
Ebbene, nei cablogrammi pubblicati da Wikileaks emerge che l’allora ambasciatore statunitense a Mosca, William Burns, già nel febbraio 2008 era ben consapevole delle linee rosse di Mosca sulla sua espansione.
L’alto diplomatico affermava che le aspirazioni di Ucraina e Georgia di aderire alla NATO non solo rappresentano un tema particolarmente sensibile per la Russia, ma sollevano anche gravi preoccupazioni riguardo alla stabilità della regione. “La Russia non percepisce solo un accerchiamento e sforzi per indebolire la sua influenza nella regione, ma teme anche conseguenze imprevedibili e incontrollabili che colpirebbero gravemente gli interessi di sicurezza russi”, si legge nel cablogramma.


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Il documento evidenzia inoltre che, secondo esperti consultati dalla missione statunitense a Mosca, la Russia nutriva una forte apprensione per le profonde divisioni interne all’Ucraina sulla possibile adesione alla NATO. In particolare, si temeva che l’opposizione di gran parte della comunità russofona potesse provocare una frattura significativa nel paese, degenerando in violenze o, nella peggiore delle ipotesi, in una guerra civile. “In tale scenario, la Russia si troverebbe di fronte alla difficile scelta se intervenire o meno, una decisione che preferirebbe non dover affrontare”, conclude Burns. Una profezia, di fatto.
Un altro cablogramma datato settembre 2005 riporta un incontro tra Daniel Fried, all’epoca vicesegretario aggiunto di Stato degli Stati Uniti per gli Affari Europei ed Eurasiatici, e Maurice Gourdault-Montagne, consigliere per la politica estera del presidente francese Jacques Chirac. Nel documento si evidenziano gli avvertimenti di Gourdault-Montagne, il quale sottolineava come l’adesione dell’Ucraina alla NATO fosse una questione estremamente delicata per Mosca. Concluse affermando che, se in Europa esisteva ancora una potenziale causa di guerra, questa era proprio l’Ucraina.
Infine, un telegramma dell’ambasciatore statunitense a Berlino, datato giugno 2008, documenta un incontro tra David Merkel, all’epoca sottosegretario aggiunto per gli Affari Europei ed Eurasiatici del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, e diplomatici tedeschi per discutere della questione.
Durante la riunione, il diplomatico Rolf Nikel affermò che la Russia non avrebbe dovuto avere “alcuna voce in capitolo” su chi avesse potuto aderire alla NATO. Tuttavia, evidenziò una distinzione fondamentale tra l’ingresso della Georgia e quello dell’Ucraina nell’Alleanza Atlantica. Se da un lato la Georgia era paragonabile a “un insetto sulla pelle dell’orso”, l’Ucraina, invece, era storicamente e culturalmente legata alla Russia fin dai tempi di Vladimir di Kiev nel 988. 
WikiLeaks conclude che dai cablogrammi dell’ambasciata statunitense emerge un dato inequivocabile: Washington e gli altri membri della NATO erano pienamente consapevoli del rischio di conflitto legato all’espansione dell’Alleanza verso l’Ucraina.

Foto di copertina © Imagoeconomica

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