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Vendita di armi e opposizione alla Palestina, il sociologo: “Sono scelte che perpetuano un ciclo infinito di violenze”

“Tajani è il braccio destro di Netanyahu in Europa. Parla di ‘campagne d’odio’ mentre sostiene un governo radicato nell’odio e nel razzismo”. A scriverlo senza mezzi termini sul Fatto Quotidiano è Alessandro Orsini, professore di sociologia del terrorismo, che critica duramente le scelte politiche e le dichiarazioni del Vicepresidente del Consiglio, Antonio Tajani, il quale non ha mai smesso di sostenere il governo israeliano di Benjamin Netanyahu, nonostante le accuse di violazioni dei diritti umani a danno dei palestinesi. Tajani ha recentemente affermato che “i cattivi maestri fomentano la violenza”, una frase che Orsini definisce ipocrita. Il sociologo ha evidenziato, infatti, la correlazione tra le violazioni dei diritti umani in Medio Oriente e la radicalizzazione islamica in Europa, un fenomeno che, secondo lui, è alimentato dalle responsabilità delle democrazie occidentali nei conflitti che si consumano in quelle regioni. Sono proprio scelte politiche come quelle sostenute da Tajani - ha spiegato Orsini - a perpetuare un ciclo infinito di violenza, che inevitabilmente si riversa anche sull’Europa, spesso sotto forma di attacchi terroristici.

La tesi di Orsini non è di certo campata in aria. “Il 28 ottobre 2023, quando Netanyahu radeva al suolo Gaza, Tajani - scrive Orsini - si è rifiutato di votare in favore di una tregua umanitaria all’Onu per interrompere i bombardamenti. In quell’occasione, Tajani ha dichiarato, per bocca dell’ambasciatore italiano all’Onu: ‘Sempre solidali con Israele; la sicurezza d’Israele non è negoziabile’. A dicembre 2023 e gennaio 2024, Tajani ha fornito a Netanyahu bombe, granate, siluri, mine, missili, cartucce e altre munizioni, proiettili e loro componenti per un valore di 730.869,5 euro a dicembre 2023, quasi raddoppiati a 1.352.675 euro a gennaio 2024”. E ancora: “L’11 gennaio 2024, quando la Corte internazionale di giustizia dell’Aia ha avviato il processo contro Israele per genocidio, Tajani si è schierato al fianco di Netanyahu contro il Sudafrica. Il 10 maggio 2024, Tajani si è rifiutato di votare in favore di un seggio a pieno titolo per lo Stato palestinese all’Onu. Il 19 maggio 2024, quando il procuratore capo della Corte penale internazionale, Karim Khan, ha chiesto un mandato d’arresto contro Netanyahu, Tajani ha definito la richiesta ‘inaccettabile’. Il 19 settembre 2024, Tajani si è rifiutato di votare in favore di una risoluzione Onu che chiedeva a Israele di porre fine all’occupazione dei territori palestinesi”. Ma il ruolo di Tajani come eterno sostenitore di Netanyahu, nonostante le prove dei crimini commessi nella Striscia di Gaza, è emerso anche durante il MeD9 di Cipro, dove lo stesso Vicepresidente del Consiglio, insieme alla premier Giorgia Meloni, ha bloccato l’inserimento di una clausola contro la vendita di armi a Israele proposta da Francia e Spagna. “Il 22 ottobre 2024, a Gerusalemme, quando i palestinesi uccisi erano 43.000, Tajani ha incontrato Netanyahu, che ha dichiarato: ‘Il bombardamento di Gaza è necessario per difendere il diritto d’Israele a difendersi’”. In quella circostanza, Tajani ha detto: “Ho assicurato (a Netanyahu) il sostegno dell’Italia al diritto di Israele di difendersi”.

Dunque, sembra che Tajani non sia semplicemente un sostenitore di Netanyahu, ma il suo principale alleato in Europa. “Tutte le decisioni assunte da Tajani a Palazzo Chigi, all’Onu e nell’Unione Europea - ha concluso Orsini - non lasciano dubbi sulla sua opposizione alla nascita dello Stato di Palestina per compiacere Netanyahu. Netanyahu prosegue indisturbato la sua azione a Gaza anche grazie a Tajani, il tutto dissimulato da qualche frase strappa-voti sui bambini palestinesi. Tajani non ha un problema con i cattivi maestri, ma con la sua impudenza”. Ora, alla luce dei mandati di arresto appena emessi dalla Corte penale internazionale contro il premier israeliano Benjamin Netanyahu e l'ex ministro della Difesa Yoav Gallant, viene spontaneo chiedersi cosa stia provando Tajani in questo momento. L’ipotesi più plausibile è che si trovi in una posizione di forte imbarazzo.

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