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I lavoratori del porto del Pireo, ad Atene, hanno bloccato una spedizione di munizioni destinata a Israele, rifiutandosi di caricare un container su una nave diretta al porto di Haifa. La merce, che era stata trasportata in Grecia attraverso la Macedonia del Nord, avrebbe dovuto essere consegnata in Israele, ma l’intervento dei portuali ha impedito che la spedizione proseguisse. I sindacati locali, mobilitati per esprimere solidarietà al popolo palestinese, hanno chiesto ai lavoratori del Pireo di prendere una posizione contro l'invio di materiale bellico. La risposta è stata immediata: i portuali si sono riuniti e hanno bloccato la spedizione. Secondo quanto riportato dalla televisione di Stato greca ERT, i lavoratori hanno scritto sul container "Assassini, fuori dal porto" e hanno intonato slogan a sostegno della causa palestinese, tra cui "Libertà per la Palestina".

Markos Bekris, presidente del sindacato dei lavoratori del porto del Pireo, ha rilasciato una dichiarazione in cui condanna duramente la spedizione di munizioni destinate a essere utilizzate nel conflitto tra Israele e Gaza. "Abbiamo deciso di non permettere la spedizione di munizioni di guerra dal porto del Pireo, poiché esse contribuirebbero al genocidio del popolo palestinese", ha affermato Bekris. Ha poi aggiunto che i lavoratori non intendono macchiare le proprie mani "con il sangue del popolo palestinese", e ha invitato il governo greco a interrompere qualsiasi coinvolgimento nel conflitto. "Chiediamo che il nostro paese smetta immediatamente di partecipare alla guerra," ha sottolineato. Il blocco della spedizione avviene nel contesto di una brutale offensiva israeliana su Gaza, iniziata dopo un attacco da parte del gruppo palestinese Hamas il 7 ottobre scorso. Nonostante una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che chiede un immediato cessate il fuoco, il conflitto prosegue senza sosta. Le autorità sanitarie locali riportano oltre 42.400 morti, in gran parte donne e bambini, e più di 99.100 feriti. La popolazione di Gaza è quasi interamente sfollata, mentre il blocco israeliano ha portato a una grave carenza di cibo, acqua potabile e medicine.

Israele si trova attualmente sotto accusa presso la Corte Internazionale di Giustizia per crimini di genocidio legati alle operazioni militari nella Striscia di Gaza. La protesta dei portuali greci si inserisce in un quadro sempre più teso a livello internazionale, con crescenti richieste di cessazione delle ostilità e solidarietà verso il popolo palestinese. In conclusione, l’episodio di oggi al Pireo non rappresenta solo una protesta contro una singola spedizione, ma è un segnale forte che arriva dal mondo del lavoro greco, impegnato a denunciare quello che considerano un uso ingiusto della forza nel conflitto israelo-palestinese.

   

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