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20 colpi di arma da fuoco hanno messo fine alla vita di Minerva Pérez

Una notizia terribile, anche se gli attentati mafiosi in Messico sono ormai consuetudine o, ancora peggio, drammaticamente normalizzati in una società in cui il giornalismo non riesce più a trovare gli aggettivi per questo tipo di azioni.

Questa volta la vittima è una donna imprenditrice - leader nell’industria della pesca, di nome Minerva Pérez di 53 anni - che dopo aver parlato con la stampa denunciando estorsioni e truffe di indole mafiosa, con dure espressioni contro i cartelli del narcotraffico nel suo paese, è stata uccisa a colpi di arma da fuoco in un attentato che ha scosso i messicani e anche noi, che nonostante la distanza territoriale conosciamo perfettamente la portata dell'ideologia mafiosa in quella regione, in America Latina e nel mondo intero.

Minerva Pérez Castro, che si trovava ad Ensenada in Bassa California, era proprietaria dell'azienda di pesca “Atenea del Mar” e Presidentessa della Camera Nazionale delle Industrie di Pesca ed Acquacoltura. Da diversi mesi era concentrata nel denunciare pubblicamente le operazioni di pesca illegale e tutta una serie di estorsioni - di stampo mafioso - a danno delle piccole imprese del settore della pesca nella regione.  

La sua decisione di affrontare la criminalità rispondeva all'ondata di violenza e alle massicce estorsioni attuate sistematicamente all’interno del settore della pesca, con indescrivibile malvagità. Di fronte a tale panorama agghiacciante, l’imprenditrice non ha avuto altra alternativa che smascherare e denunciare i fatti attraverso la stampa, sostenendo che gli imprenditori della pesca e quelli dell’acquacoltura sono le vittime prescelte della criminalità, con gravi danni al settore produttivo.  

Fonti della polizia hanno riferito che la donna è stata vittima di un agguato la notte di lunedì 8 Luglio mentre era a bordo del suo camioncino bianco, tra le strade San Diego e Bonar nella Colonia Lomas del Sauzal, di Ensenada, dove si trova la sede di un'impresa. 

Sembrerebbe che due uomini con armi automatiche di alta precisione abbiamo intercettato il veicolo e sparato a bruciapelo contro Minerva per poi fuggire velocemente dalla scena, lasciando la loro vittima sanguinante e praticamente agonizzante. Le autorità hanno stabilito insieme ai periti intervenuti sul posto, che almeno 20 proiettili hanno raggiunto il corpo dell'imprenditrice.

Immediata la reazione in tutti i settori legati all'industria della pesca, e in tutti i casi si è chiesto con rabbia di trovare i responsabili. È stato fatto notare pubblicamente che ore prima dell'attentato, l'imprenditrice aveva tenuto una conferenza stampa a Tijuana, approfondendo le tematiche inerenti gli attacchi della mafia, nell’ambito di una campagna che lei stessa aveva avviato mesi prima, denunciando la massiccia estorsione e la riscossione sistematica di denaro, nel municipio di Ensenada. 

Precisamente la donna aveva detto che la pesca illegale stava danneggiando seriamente gli imprenditori del settore e che i bracconieri stavano mettendo all’angolo i mercati locali senza pagare le tasse dovute. Ovviamente, aveva spiegato Minerva, le conseguenze nel settore erano molteplici.

Inoltre, in altri incontri con il giornalismo prima del fatidico 8 Luglio, la coraggiosa imprenditrice aveva denunciato i cartelli della droga accusandoli di estorcere denaro nelle navi, ai distributori, camionisti e ristoranti, radendo al suolo tutti i parametri di convivenza tra impresa e lavoratori in un settore molto importante della produzione messicana, anch’esso danneggiato da queste pratiche criminali, poiché anche la pesca illegale viene praticata senza tenere conto delle disposizioni volte a proteggere l'ecosistema. Azioni di illegalità di vario tipo che, in ultima analisi, creano una nube oscura sull’economia del paese.

Minerva Pérez non è riuscita a incrociare le braccia, né a rimanere indifferente di fronte a tali brutali abusi, e ha scelto di denunciare. E affrontare la criminalità le ha fatto fare un salto nel vuoto, ossia verso la morte. 

La morte è sempre riservata a chi difende, senza misurare le conseguenze né abbracciare l'egoismo o la vigliaccheria, ma piuttosto valori di giustizia o di legalità, in un contesto dove l'ideologia mafiosa pende sule nostre teste, senza frontiere. 

Che tu possa riposare in pace Minerva. Le tue azioni ci lasciano dolore, tristezza, sofferenza, indignazione ed impotenza ma ci insegnano anche e ci portano - tramite il tuo esempio - a seguire la tua lotta che non è solo in Messico, quando si tratta di mafia e criminalità, ma ora è nel mondo intero.

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