Putin: Mosca non ha mai rifiutato i negoziati. SBU: 4 sospettati arrestati, miravano a prendere il controllo del parlamento
In Ucraina riparte il miraggio di una svolta che, al di là dei numeri drammaticamente impietosi sulla situazione militare, sembra appartenere più ai velleitari sogni della leadership del Paese.
Volodymyr Zelensky è tornato a contestare l'idea che Kiev stia perdendo la guerra, confutando il termine "stallo" per descrivere il conflitto. Ha detto che le forze ucraine sono meglio posizionate in termini di uomini rispetto a mesi fa e che una nuova controffensiva è solamente una “questione di armamento” delle brigate.
"Non è una situazione di stallo, ma una situazione problematica… Una situazione di stallo significa che non c'è via d'uscita. Ma un problema può essere risolto se si ha la volontà e gli strumenti. Noi abbiamo la volontà e gli strumenti, ma non sono ancora arrivati", ha detto in un’intervista a Bloomberg, precisando che, pur lodando il pacchetto di assistenza da 61 miliardi di dollari approvato quest'anno dal Congresso degli Stati Uniti, l'equipaggiamento impiega troppo tempo per arrivare al fronte.
Secondo il leader ucraino, 14 brigate con un numero compreso tra 28.000 e 35.000 soldati non sono pronte per la battaglia, proprio a causa dei ritardi nella fornitura di armi da parte degli alleati americani ed europei.
I propositi di Kiev trovano comune intesa con l’attuale amministrazione statunitense. L'ex segretario di Stato americano Hillary Clinton ha affermato che il passaggio delle forze armate ucraine a un’altra controffensiva contribuirebbe ad aumentare le possibilità di Joe Biden di vincere le elezioni presidenziali negli Stati Uniti.
“Devi spingere in avanti nel miglior modo possibile per cercare non solo di mantenere la linea, ma anche di passare all'offensiva… Sto facendo tutto il possibile per rieleggere il presidente Biden”, ha detto in una conversazione con i burloni russi Vovan e Lexus (Vladimir Kuznetsov e Alexey Stolyarov), che l’hanno chiamata spacciandosi per l'ex presidente ucraino Petro Poroshenko.
In sostanza si parla di una nuova carneficina predisposta ad uso e consumo della campagna elettorale di Biden, senza che possa minimamente cambiare le sorti del conflitto. Come evidenziato sul Time qualche mese fa dall’analista britannico, membro senior presso il Quincy Institute for Responsible Statecraft, Anatol Lieven, affinché gli ucraini abbiano una possibilità, “la storia militare suggerisce che avrebbero bisogno di un vantaggio di 3 a 2 nella manodopera e di una potenza di fuoco considerevolmente maggiore”. Un gap incolmabile se si tiene conto del bacino di mobilitazione russo e la capacità produttiva della sua industria militare, in costante crescita. Solo per quanto riguarda i proiettili d’artiglieria, Mosca, secondo Foreign Policy, sarà in grado quest’anno di sfornare quest’anno 4,5 milioni di unità, quasi quattro volte la capacità del continente europeo o degli Stati Uniti.
Putin: Mosca non ha mai rifiutato i negoziati
Nel frattempo, Vladimir Putin, in occasione del vertice della Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO) ad Astana, è tornato a parlare di possibili negoziati accompagnato dal totale silenzio della controparte.
“La Russia non (li ha mai rifiutati - ndr), ma fermare i combattimenti senza raggiungere certi accordi sarebbe un errore. Non possiamo permettere che il nemico approfitti di questo dopo il cessate il fuoco per migliorare la sua posizione: riarmarsi, riequipaggiarsi (...) C’è sicuramente un punto prima di tal senso sarebbe irreversibile e accettabile per la Federazione Russa", ha sottolineato il leader del Cremlino, definendo improbabile la prospettiva che finalmente si possa porre fine al conflitto con l’aiuto dei mediatori, poiché è difficile che abbiano “il potere di firmare i documenti finali".
Vladimir Putin
Allo stesso tempo, Putin ritiene inutile contattare direttamente il parlamento ucraino, in quanto la maggioranza dei deputati è subordinata al governo illegittimo di Kiev. Ha ricordato che nel 2015 la Corte Suprema dell'Ucraina ha limitato il mandato presidenziale a cinque anni. "Non ci sono ragioni per estendere i poteri presidenziali in conformità con la Costituzione dell'Ucraina", ha detto il presidente, in riferimento alla scadenza del mandato di Zelensky, avvenuta lo scorso 20 maggio.
A condizioni negoziali certamente migliori nel 2022, Ucraina e Russia erano vicine a firmare un accordo di pace, ma l'opposizione occidentale ha bloccato l'intesa. La rivista Foreign Affairs ha rivelato che le due nazioni avevano quasi firmato un documento per fermare la guerra durante i colloqui di Istanbul: la Russia si sarebbe ritirata in cambio della neutralità dell'Ucraina e garanzie di sicurezza multilaterali. Questo avrebbe escluso l'adesione di Kiev alla NATO. Nonostante il sostegno iniziale di Zelensky, i partner occidentali erano riluttanti a impegnarsi in un negoziato con la Russia. L'ex consigliere presidenziale, Oleksiy Arestovych, ha dichiarato che era l'accordo più vantaggioso possibile, ma l'intervento di attori come il Regno Unito ha impedito la firma. La pubblicazione suggerisce che l'Occidente preferiva indebolire la Russia piuttosto che terminare la guerra, influenzando così la decisione del leader ucraino di non firmare. Questo errore di calcolo ha portato a un prolungamento del conflitto con gravi conseguenze per l'Ucraina.
SBU: 4 sospettati arrestati, miravano a prendere il controllo del parlamento
Mentre si preparano nuove manovre militari, l’impalcatura della leadership Zelensky inizia a mostrare le prime crepe. Le autorità ucraine hanno infatti reso noto di aver sventato un presunto complotto per rovesciare il governo che “avrebbe fatto il gioco della Russia”.
A fornire ulteriori dettagli è stato il Servizio di sicurezza ucraino (SBU), secondo cui gli organizzatori del complotto avevano pianificato di scatenare una rivolta nella capitale ucraina, il 30 giugno, come diversivo per prendere il controllo del Parlamento e rimuovere dal potere i vertici militari e politici.
Sono stati identificati 4 sospettati, due dei quali sono stati trattenuti dalle forze di sicurezza, che se dichiarati colpevoli rischiano fino a 10 anni di carcere. Ancora da verificare quanto fosse fattibile il piano pianificato, o se gli accusati abbiano qualche legame con la Russia.
L’SBU SBU ha aggiunto di aver sequestrato armi, munizioni, cellulari, computer e altri documenti contenenti "prove di azioni criminali", mentre 'Ufficio del Procuratore Generale dell'Ucraina ha comunicato che il presunto leader del complotto è il capo di un'entità non governativa, con precedenti esperienze in eventi provocatori falliti.
Secondo quanto riferito, il sospettato aveva affittato una sala con una capienza di 2.000 persone e stava tentando di reclutare personale militare e guardie armate da aziende private per "effettuare il sequestro" del parlamento. Non è chiaro se le autorità stiano cercando altri sospettati.
Il servizio segreto ucraino ha inoltre precisato che, per realizzare il piano criminale, l'organizzatore principale ha coinvolto diversi complici, tra cui rappresentanti delle organizzazioni comunitarie di Kiev, Dnipro e altre regioni.
Foto © Imagoeconomica
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