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Mosca perde una grande battaglia di carri armati ad ovest di Avdiivka, ma continua ad avanzare

L’esercito russo ora punta sul settore nord orientale del fronte e colpisce tutte le infrastrutture energetiche che possano contribuire, anche in minima parte, alla macchina bellica ucraina. Il sindaco della città ucraina di Kharkiv, Ihor Terekhov, ha riferito che Mosca ha distrutto quasi tutte le infrastrutture energetiche dell’insediamento, la seconda città più grande dell’Ucraina, posta in prima linea dallo scoppio dell’invasione.
“Anche le infrastrutture energetiche vengono distrutte. La Russia vuole intimidirci, ma questo è impossibile”, ha affermato Terekhov, ammettendo tuttavia che la situazione attuale per la rete di distribuzione della città è “molto difficile”.
Il 29 marzo, la compagnia energetica statale Centrenergo aveva riferito che era stata distrutta la centrale termoelettrica di Zmiiv, nell’oblast di Kharkiv, mentre, secondo quanto affermato nei giorni passati dal direttore esecutivo della società DTEK, Dmytro Sakharuk, nel mese passato, era stato danneggiato o distrutto completamente l’80% della capacità di generazione termica della compagnia.
Gli obiettivi missilistici di Mosca nel mese di marzo hanno riguardato anche la centrale idroelettrica di Kaniv, nell’oblast di Cherkasy, la centrale idroelettrica di Dnister, nell’oblast di Chernivtsi, e la centrale idroelettrica di Dnipro.
Nel frattempo ad Avdiivka i combattimenti continuano ad essere estremamente sanguinosi. In una recente battaglia ben 36 carri armati e 12 veicoli da combattimento BMP del 6° reggimento carri armati dell'esercito russo, parte della 90° divisione carri armati, hanno attaccato lungo una strada che collegava Tonen'ke, occupata dai russi, verso il villaggio libero di Uman'ske, due miglia a ovest.
L’avanzata, come riferito da Forbes, si è conclusa con un “massacro di carri armati su vasta scala” che ha costretto i russi a lasciare un terzo dei blindati sul campo, martellati dal fuoco nemico.


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Ad individuare i mezzi è stata la 25° Brigata ucraina che è stata subito in grado di colpirli duramente. "Dodici carri armati e otto BMP sono stati eliminati", ha scritto "Kriegsforscher", un operatore di droni della 36° Brigata Marina ucraina.
Come evidenzia la pubblicazione, nonostante le difficoltà con le scorte inadeguate di munizioni chiave, “le brigate ucraine sono ancora in grado di organizzare una feroce difesa, spesso con una combinazione di mine, artiglieria, missili anticarro e droni esplosivi con visuale in prima persona”.
Pur vedendosi opposta una strenua resistenza, l’esercito russo continua in ogni caso ad avanzare in quel settore del fronte. Secondo una dichiarazione dell’intelligence britannica e secondo alcuni blogger militari che citano fonti sul campo, una delle principali linee difensive ucraine sul fronte orientale sembra essere parzialmente caduta nelle mani delle forze russe la scorsa settimana.
Il 30 marzo, l’agenzia di intelligence della difesa del Regno Unito ha riferito che le forze armate RF hanno mantenuto una graduale avanzata a ovest della città, prendendo il controllo dei villaggi di Tonenke e Orlivka. L’agenzia ha inoltre precisato che la Russia ha significativamente più personale e munizioni nell’area rispetto all’Ucraina ed è in grado di rifornire le proprie forze con 30.000 uomini al mese.
L’ultimo aggiornamento dell’Institute for the Study of War annuncia inoltre che elementi della 9° Brigata di fucilieri motorizzati (1° Corpo d'armata della Repubblica popolare di Donetsk) sono avanzati lungo Haharin Street a Vodyane (a sud-ovest di Avdiivka) e hanno raggiunto la periferia occidentale dell'insediamento.
Nel frattempo la situazione a Chasov Yar peggiora di giorno in giorno per le forze armate di Kiev. Il generale ucraino in pensione Sergei Krivonos ha parlato di condizioni estremamente difficili e più pericolose per le truppe AFU, mentre martedì il consigliere del capo della Repubblica Popolare di Donetsk Igor Kimakovsky ha dichiarato a RIA Novosti che l’insediamento, dal 2014 un importante hub logistico per le forze armate ucraine, sta perdendo importanza strategica per Kiev dopo che le truppe russe presero il controllo del fuoco delle strade che portavano alla città.
Secondo il professore associato della LUISS Alessandro Orsini la conquista di questa città è fondamentale per condurre l’assalto all’importantissima città di Kostiantynivka.
“Kostiantynivka è importantissima perché costituisce uno dei tre bastioni difensivi del Donbass. Una volta presa Kostiantynivka, i russi dovranno prendere anche Kramatorsk, probabilmente la roccaforte più fortificata di tutte, e Sloviansk. A quel punto, Putin avrà chiuso il discorso del Donbass”, scrive Orsini su Sicurezza Internazionale.


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Volodymyr Zelensky


Attacchi ucraini colpiscono l’industria russa con l’aiuto dei droni occidentali

L’Ucraina ha condotto numerosi attacchi audaci contro le raffinerie russe nelle ultime settimane. Martedì un drone ucraino ha colpito la raffineria di petrolio Niznekamsk, una delle cinque più grandi della Russia nella regione del Tatarstan, a oltre 1.100 km (700 miglia) dal confine. Almeno 12 persone sono rimaste ferite nell’attacco, che, secondo i funzionari russi, ha causato l’incendio dell’unità di raffinazione primaria.
L’Ucraina afferma che, complessivamente, il 12% della capacità di raffinazione russa è ora offline, mentre Reuters parla del 14%. La Russia ha ammesso che parte della sua produzione è in calo e ha temporaneamente vietato le esportazioni di benzina per evitare un aumento dei prezzi del carburante interno.
“In queste settimane hanno dimostrato a molti che la macchina da guerra russa ha vulnerabilità che possiamo raggiungere con le nostre armi”, ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky questo mese dopo una serie di questi attacchi.
Secondo la Cnn, che ha citato una fonte vicina ai programmi di droni di Kiev, gli attacchi sono stati resi possibili dall’uso di droni dalla maggiore autonomia, alcuni dei quali hanno persino iniziato a integrare una forma di base di intelligenza artificiale per aiutarli a navigare, evitando gli ostacoli.
“L’accuratezza è garantita attraverso l’uso dell’intelligenza artificiale. Ogni aereo ha un computer terminale con dati satellitari e del terreno", ha spiegato la fonte, precisando che i voli sono determinati in anticipo con gli alleati Occidentali e “l’aereo segue il piano di volo per consentirci di colpire obiettivi con metri di precisione”.
Una precisione resa possibile dai sensori dell’UAV. “Hanno questa cosa chiamata 'visione della macchina', che è una forma di IA. Fondamentalmente prendi un modello e ce l’avrai su un chip e addestri questo modello per identificare la geografia e l’obiettivo a cui sta navigando”, ha aggiunto Noah Sylvia, analista di ricerca presso il Royal United Services Institute, un think-tank con sede nel Regno Unito.
Ora tuttavia la preoccupazione di Washington è che l’Ucraina non si fermi nelle raffinerie e arrivi a colpire alcuni dei più grandi porti petroliferi della Russia, responsabili di circa due terzi delle sue esportazioni di petrolio greggio e prodotti petroliferi. Punti strategici che, secondo RBC, sono alla portata dei droni di Kiev e il cui sabotaggio potrebbe scatenare un vertiginoso aumento dei prezzi a livello globale.

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